venerdì 20 gennaio 2017

Un soffio di speranza a Rigopiano



Rigopiano - Farindola -  Pescara 


20 gennaio 2017 

- Ore 11.00 : Sei persone trovate vive in una sacca d'aria nelle cucine.
Tra i sopravvissuti una donna ricoverata all'ospedale di Pescara e una bambina.



- Le persone ritrovate vive sono salite a otto.



- Da otto siamo arrivati a dieci.

- Quattro vittime


Siamo con voi

Post in aggiornamento

lunedì 16 gennaio 2017

Il mistero del sasso caduto nell'acqua del lago

" ... La mia montagna era invece un'isola alzata sul mare, abitata dalle foreste e dalle fiere. Il vento stroncava, ma la casa era sicura. Le querce che i padri raccomandano ai figli come una testimonianza di Dio, di gennaio avevano le rame come serpenti irrigiditi dal freddo, ma di maggio ogni albero aveva le sue braccia spiegate all'impetuoso flutto azzurro, con un fiore in cima. Il rombo del mare faceva compagnia, riempiva di sé ogni cavità, come un'immagine aerea dell'acqua. Nessuno sbarcava mai sulla terra. Le navi passavano al largo come fantasmi. Ora, come fu che la mia solitudine cominciò a rugarsi come l'acqua di un lago se vi cade un sasso?  ... "

L'ultima soglia
Nicola Moscardelli


La vita invita al ballo del moto perpetuo tra foreste, fiere e intemperie in un ciclo di morte e rinascita dove i confini tra terra e mare si confondono, all'improvviso l'imprevisto... cade un sasso che propaga nuovi ritmi e sconvolge il già fragile equilibrio conquistato. E' stata la stessa vibrazione innescata dal ballo a far cadere il sasso o un'entità sconosciuta e misteriosa che cambia musica ? E' stato l' effetto di una causa o di una casualità e in un caso e nell'altro è arrivato da fuori o da dentro? 

Ecco... questo per augurarvi il buongiorno del lunedì mattina con latte, caffè, tè e biscotti  !😏💖

venerdì 6 gennaio 2017

Il 6 gennaio

Il 6 gennaio.

Per tenervi ancora una volta discorso di cose di chiesa, voglio narrarvi che nella notte del Natale abbiamo vagato per la città, e visitate le chiese dove si compivano le funzioni. Una fra queste è frequentata in modo speciale, dove l’organo e la musica hanno un'impronta tutta pastorale, riproducendo il suono delle zampogne dei pastori, il cinguettio degli uccelletti, come del pari i belati degli agnelli.

Nel primo giorno delle feste di Natale, vidi il Papa in S. Pietro con tutto il suo clero che circondava il suo trono, mentre egli celebrava le funzioni solenni del rito.

E' spettacolo questo unico nella sua specie, stupendo, imponente pure, se si vuole; ma io sono oramai troppo invecchiato nelle idee protestanti, e tutta quella pompa anziché scalzarle, contribuiva a rafforzarle in me: potrei io pure, come il mio pio predecessore dire a questo clero mondano, non mi vogliate nascondere il sole di una arte più sublime, di una umanità più pura.


Oggi, giorno dell’Epifania, ho voluto assistere alla messa celebrata secondo il rito greco. Le cerimonie mi parvero più adatte, più serie, più ponderate; e ad onta di ciò, più popolari di quelle del rito latino.

Ed ivi pure ho provato che sono oramai diventato vecchio per ogni cosa, ad eccezione della verità. Le loro cerimonie, i loro sacrifici, le loro processioni, i loro balli, tutto ciò scivola sopra di me, e cade a terra, né più né meno, che l’acqua sopra un tabarro di tela cerata. I fenomeni per contro, le scene della natura, quale il tramonto del sole alla villa Madama, un capo lavoro dell’arte, quale la testa non mai abbastanza lodata della Ginnone, producono pur sempre sopra di me viva e profonda impressione.

Ora comincia a darmi molestia la prospettiva dei teatri. Nella settimana ventura ne saranno aperti niente meno che sette. Trovasi qui Anfossi stesso, e reciterà Alessandro nelle Indie; si rappresenterà pure il Ciro, colla presa di Troia per ballo. Quest’ultimo farebbe la felicità dei ragazzi.

Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87 - Roma
Johann Wolfgang von Goethe
Traduzione Augusto Nomis di Cossilla 


Buona Epifania a tutti con un po' più di allegria rispetto a quella che riusciva a percepire Johann Wolfgang von Goethe e un abbraccio alle sorelle Befane !

Per chi vuole approfondire:

domenica 1 gennaio 2017

Le porte del Capodanno

... il mondo va sempre, muovendosi in cerchio e partendo da se stesso a se stesso ritorna ...

Saturnalia - Libro I
Ambrosius Theodosius Macrobius



Il veliero magico sul quale abbiamo ascoltato I sedici rintocchi di Capodanno fluttua sotto l'egida del protettore dei naviganti, delle navi, dei porti e di tutte le vie fluviali, quel Giano Bifronte divinità arcaica del pantheon degli " di indigetes ",  gli dei indigeni romani non adottati da altre religioni.
Giano è: 

" ... l’unico e giustissimo padre; il dio degli dei; il primo invocato nelle preghiere; e in tutto, per moltitudine di attributi suoi propri, simboleggiante nulla men che Gànesa indiano, Oriside egizio e Bacco greco, il principio di tutte le cose, o l’universal potere generativo della natura. Secondo altri interpreti era il sole nel suo corso annuale: l’ottimo creatore: il custode dell’universo: l’arbitro della pace e della guerra; in somma tal dio potentissimo, che ad esso lui la dottrina teologica riferisce ad una ad una le qualità e proprietà degli dei superni . ..

Storia degli antichi popoli italiani
Anonimo

La leggenda narra che Saturno, sotto la furia delle armi scagliate dal figlio Giove, perde il regno dell'Olimpo, viene accolto dal paese dei luoghi segreti che battezza promuovendo il nome Lazio, entra in contatto con i latini, gli insegna il vivere civile e inaugura per loro un'epoca d'oro

Saturno il primo fu ch'in queste parti
Venne, dal ciel cacciato, e vi s’ascose.
E quelle rozze genti, che disperse
Eran per questi monti, insieme accolse
E diè lor leggi: onde il paese poi
Da le latebre* sue Lazio nomossi.
Dicon che sotto il suo placido impero
Con giustizia, con pace e con amore
Si visse un secol d’oro ... 

Eneide - Libro VIII
Virgilio
latebre* = Luoghi nascosti, segreti

Nel Lazio Saturno conosce Giano:

" ... Fra lor nelle capanne e nelle selve
     Stette a lungo Saturno, e nol conobbe
     Altri che Giano ... "


La Feroniade
Vincenzo Monti 

che gli offre la sovranità su una parte del suo territorio per aver svelato alla sua gente i misteri dell'arte del coltivare la terra, del piantare il seme del grano e la vite, dell'edificare le case e le città, del coordinare l’ordine dell’anno. Le due divinità fondano così le loro due città, Gianicolo e Saturnia:

" ... Qui su, quelle ruine e quei vestigi
Di quei due cerchi antichi. Una di queste
Città fondò Saturno, e l’altra Giano,
Che Saturnia e Gianicolo fur dette ... "

Eneide - Libro VII
Virgilio


A Giano è conferito l'appellativo " Bifronte ", ha infatti due volti, uno che guarda verso il tempo passato e uno che guarda verso il futuro in divenire; uno sguardo è rivolto al caos e l'altro all'ordine, una delle due facce ha la barba, l'altra no e simbolicamente è l'aspetto femminile del dio che proviene dalla gemella/genitrice Ianua alter ego di Diana che da luna crescente nella triplice divinità si trasforma in Selene luna piena e poi in Ecate luna calante, una delle tante grandi madri assimilabile alla primigenia dea della fertilità Dia che nel corso del tempo viene identificata anche con Bona Dea, Iuno, e l'etrusca Uni. Da lei che si fa Ianua - porta, l'aspetto maschile Ianuo trae il dominio sugli elementi e il potere della nascita, della morte e della rigenerazione.
Lì dove c'è una fine, un nuovo inizio si compie, pertanto Giano presiede il passaggio tra l'anno vecchio e l'anno nuovo, con lui si chiude un anno e se ne apre un altro. Gennaio è il mese che prende il suo nome perché lui governa " i prima " le cose che vengono prima in ordine di tempo e nelle invocazioni ha la precedenza anche su Giove che governa " i summa " le cose prime per dignità; è celebrato il primo gennaio, come Pater Matutinus alla prima ora del mattino, e il 9 gennaio tra i dies Agonales*, in età repubblicana, il Rex sacrorum gli sacrifica un robusto ariete nero all’interno dell’antica Regia nel Foro Romano accompagnato dagli Agonenses/Saliens e va in processione precedendo il flamen Dialis - sacerdote di Giove.

dies Agonales* = Gli Agonalia istituiti da Numa Pompilio erano festività romane pagane, dedicate durante l'anno a quattro dei diversi: 
Il 9 Gennaio era dedicato a Giano dio degli inizi e delle fini. 
Il 17 Marzo a Marte dio della guerra.
Il 21 Maggio a Veiove protettore del bosco sacro in Campidoglio
L' 11 Dicembre ad Apollo dio del Sole e delle arti.

" ... Quando cominciò la guerra Sabina, a causa del rapimento delle giovani vergini, i romani si affrettarono a chiudere la porta che si trovava ai piedi del colle Viminale, che successivamente all'evento fu chiamata Ianuale, dato che in essa irrompevano i nemici; ma dopo che fu chiusa, subito si aprì da sola; quando si verificò la stessa cosa di nuovo e per tre volte, molti armati si disposero di guardia davanti alla soglia, dato che non avevano potuto chiuderla, quando all'improvviso si venne a sapere che da un'altra parte, combattendo in un acerrima battaglia, i nostri erano stati sbaragliati da Tazio. Per tale ragione i romani che proteggevano l'ingresso, fuggirono atterriti. E mentre i sabini stavano per irrompere attraverso la porta aperta, dal tempio di Giano irruppe una grande forza di acqua corrente, e molte schiere di nemici furono travolte. Per questo fatto si decise che, in tempo di guerra, come se Giano dovesse venire in soccorso alla città, le porte del tempio rimanessero aperte ... "

Ambrosius Theodosius Macrobius

Quindi la " Porta Ianualis " in onore di Giano, viene aperta in tempo di guerra e chiusa in tempo di pace, vi passano attraverso i militari romani in uscita, accompagnati simbolicamente dal dio sul campo di battaglia, e in entrata trionfanti al ritorno da una vittoria seguiti dal dio che riprende il presidio della città:

" ... Era in Lazio un costume, che venuto
è poi di mano in man di Lazio in Alba,
e d'Alba in Roma, ch'or del mondo è capo,
che nel muover de l'armi ai Geti, agl'Indi,
agli Arabi, agl'Ircani, a qual sia gente
ch'elle sian mosse, sí com'ora a' Parti
per ricovrar le mal perdute insegne,
s'apron le porte de la guerra in prima.
  Queste son due, che per la riverenza,
per la religïone e per la téma
del fiero Marte, orribili e tremende
sono a le genti; e con ben cento sbarre
di rovere, di ferro e di metallo
stan sempre chiuse; e lor custode è Giano.
Ma quando per consiglio e per decreto
de' padri si determina e s'appruova
che si guerreggi, il consolo egli stesso,
sí come è l'uso, in abito e con pompa
c'ha da' Gabini origine e da' regi,
solennemente le disferra e l'apre:
ed egli stesso al suon de le catene
e de la rugginosa orrida soglia
la guerra intuona: guerra dopo lui
grida la gioventú: guerra e battaglia
suonan le trombe; ed è la guerra inditta ...  "

Eneide - Libro VII
Virgilio

Le porte - ianuae  e i ponti sono dunque punti di passaggio - ianus che mettono in comunicazione un luogo con un altro, il dentro con il fuori, favoriscono il movimento e di conseguenza il mutamento che può essere sia fisico nella realizzazione di un'idea o spirituale nell' illuminazione che fa luce sull'oscuro caos che si trasforma nell'ordine della presa di coscienza e Giano che ne è il guardiano si fa Sole:

" ... Sorgi, o Consivo, spalanca tutte le porte, sii propizio. - Ormai egli ci darà ascolto.  Tu sei il buon Creatore, il buon Giano
Egli verrà, di gran lunga il migliore di quei re ... "


Dal Carme saliare in De lingua latina - Libro VII
Varrone

Anche gli incroci delle strade sono sacri a Giano e lì gli vengono offerti sacrifici e tavolette votive. Viene raffigurato con gli " ianitores" : il " baculum - scettro/bastone " e la " clavis - chiave " oppure con la chiave d'oro che apre la porta del cielo e la chiave d'argento che apre la porta degli inferi:

" ... ha nella manca 
Le chiavi Giano, e con la destra l'anno
Che a sé torna oramai va noverando ... "

Le selve - Ambra
Angelo Poliziano 

Giano relazionato alle porte diventa " Patulcius " da pàtere - aprire e " Clusius " da clàudere - chiudere:

" ... Mi chiamavano Caos gli antichi, ch'io sono antica divinità; 
vedi quali remoti eventi io stia celebrando.
Quest'aria traslucida e i tre restanti elementi,
il fuoco, l'acqua e la terra, costituivano un solo coacervo.
Appena tale massa si disgregò per la discordia dei corpi componenti,
separata andò a collocarsi in nuove sedi.
Il fuoco salì in alto, lo spazio vicino tolse
l'aria, la terra e il mare posarono in un luogo intermedio.
Allora io, che ero stato di forma sferica, molle
informe, mi ridussi nell'aspetto e nelle membra degne d'un dio.
E anche ora è piccolo segno dell'antica confusa figura
il mio apparire lo stesso avanti e dietro.
Ascolta qual sia la causa della forma che chiedi,
e insieme, come tu l'abbia appresa, quali siano i miei compiti.
Quando vedi ovunque, il cielo, il mare, le nubi,
le terre, tutto si chiude e s'apre per mia mano.
Presso di me è la custodia del vasto universo, il diritto
di volgere i cardini è tutto in mio potere.
Quando mi piace trarre dalla quiete del tempio di Pace,
ella cammina libera per vie ininterrotte.
Il mondo intero sarebbe lordato da mortifero sangue
se robuste sbarre non tenessero rinchiuse le guerre;
insieme con le miti Ore custodisco le porte del cielo,
e il fatto che Giove stesso ne esca e ne rientri è nelle mie mansioni.
Perciò sono chiamato Giano; e quando il sacerdote mi offre
la focaccia di Cerere e il farro misto a sale,
riderai dei nomi: ora infatti mi chiamerà Patulcio,
e ora Clusio secondo le formule sacrificali.
Certo la rozza antichità alternando i due nomi
volle indicare i miei diversi uffici.
Ti ho detto i miei poteri; ora apprendi l'origine
della figura, sebbene ormai tu stesso la veda in parte ... "

I Fasti - Libro I
Publio Ovidio Nasone

E' sposo della ninfa Camese  e padre di molti figli tra cui il dio del Tevere Tiberino e il dio delle sorgenti Fons.


Che in questo 2017 si chiudano le porte della guerra e sia per voi la pace. 
Auguri a tutti !

" ... Spieghi l'ale la pace, e imponga il freno
Del fiero Giano alle ferrate porte ... "

Farsaglia
Marcus Annaeus Lucanus

domenica 25 dicembre 2016

Un cielo di Natale color Ambra


* " Quanta malinconia in questo racconto di Natale*. Eppure più vero, più caldo ed emozionante nella sua morbida luce di tutte le luminarie che ci frastornano dintorno in questi giorni, superficiali e false portatrici di allegria. La " Luce misteriosa " dei sentimenti è ben altra.
Le tradizioni cristiane che ancora esistono si rifanno ai riti pagani, sepolti nella notte dei tempi, ma non mi stupirei  se le feste e i rituali pagani risalissero a ere primordiali.
Non ho mai fatto l'albero di Natale con un albero vero. A casa mia i miei genitori non lo volevano e io ho proseguito la tradizione. Un albero è un essere vivente anche se inanimato e bisogna rispettarlo.
No ho il Calendario dell'Avvento a casa mia, ma ogni mattina, quando mi sveglierò penserò... e simbolicamente aprirò una finestrella.
Meravigliosa descrizione del presepe con paesaggi e  persone della vita di ogni giorno. Un presepe poetico e reale.
La tombola... le immagini, i numeri... tutto ha un sapore pieno di fascino che ricorda le misteriose tradizioni che legano gli uomini del passato a quelli di oggi e di domani. 
La migliore ricompensa per un regalo è vedere la gioia nello sguardo di chi lo riceve."

* Il testo è un assemblaggio dei commenti lasciati da Ambra su questo blog nei post dedicati al Natale, segue un pensiero per Monica, uno sul Capodanno e i suoi auguri.
racconto di Natale* = Natale sul Reno di Luigi Pirandello


A Monica


" Mi pungevano le lacrime nel leggere le tue parole. Ho due figli, ma non ho mai perso un figlio né bimbo né adulto. Non ti conosco, ma sono certa che, per quanto mi sforzi con tutta l'empatia di cui sono capace, di entrare nel tuo cuore, per soffrire insieme con te, so che fino in fondo non riuscirò a conoscere l'immensità del tuo dolore, pur se riesco almeno ad immaginarla.
Mi dispiace tanto, le tue parole sono di una persona annientata dalla sofferenza, ma l'amore che c'è in te colmerà quel vuoto che ora ti opprime.
Sono un'estranea per te, ma, credimi, spero che l'affetto che hai destato in me, ti raggiunga e ti avvolga, per lenire anche solo un poco il tuo dolore. "

Sul Capodanno

" Il Capodanno dovrebbe essere un momento di riflessione, Di riesame. Ma chissà se tra botti e incidenti davvero qualcuno ferma la mezzanotte per guardarsi dentro e fuori. "

Buon Natale e buon anno con un grande abbraccio da parte mia


Ambra


venerdì 23 dicembre 2016

Alla ricerca della gioia e dell'allegria natalizia - Insieme raccontiamo 16

E' arrivato il sedicesimo incipit di Patricia che con il suo Insieme raccontiamo abbraccia la stagione natalizia, è un' edizione speciale che non pone limiti di parole o di battute, quindi partecipate, leggete e buon divertimento.

Per i dettagli cliccate sul nome dell'iniziativa.



Natale! Dovrebbe essere il periodo delle feste, dei pranzi in compagnia... della gioia e dell'allegria. Eppure, quest'anno sarebbe stato diverso. Troppe cose erano cambiate. Aveva soltanto più ricordi che già sapeva il tempo avrebbe sbiadito.
Doveva trovare una soluzione.....

Patricia Moll



Prese dal cassetto quell'album di fotografie che sua madre le aveva regalato, si sedette sul divano, sciolse il fiocchetto di velluto dorato che teneva unite le pagine e cominciò a sfogliarlo, conteneva tutta la sua vita in immagini, scelse quelle dedicate ai Natali passati in cui la famiglia era riunita, chiamò la sua bambina e le disse: " Vieni piccola, prepariamo l'albero di Natale, quest'anno tra le decorazioni e le luci colorate aggiungiamo delle fotografie, per ognuna di esse ti racconterò una storia e quando sarai grande, nel riguardarle insieme, tu, le stesse storie le racconterai a me e inizierai dicendomi c'era una volta ... "

Sciarada Sciaranti

Voglio ricordare che domani la ventiquattresima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima sarà quella di Elio del blog De qua e de la e festeggeremo insieme il suo compleanno.

giovedì 22 dicembre 2016

Buon Natale !

Una nuova amica, Ofelia del blog PRIDE mi ha invitata al mio primo meme organizzato da Ferruccio Gianola con lo scopo di far diventare virali gli auguri di Natale. Lei spiega che: 

" bisogna scrivere un meme per scambiarci gli auguri di Buone Feste e cercare di coinvolgere più blogger possibili fino a far diventare questa iniziativa virale.
C’è una sola regola importante da rispettare: niente proclami religiosi o politici. "


Io non conosco Ferruccio, ma a intuito credo che " niente proclami religiosi ", più o meno possa voler dire:  niente lezioni di catechismo sul Natale che ben sappiamo essere una festa religiosa e che ben conosciamo con annessi e connessi. 

Ringrazio Ofelia e a mia volta invito in ordine alfabetico:

Clelia del blog: Klelia crea
Costantino del blog: Mostrelibriluoghi
Gianna, il Mio Dolce Sorriso del blog: Gianna: Il bene in noi
Leonardo del blog: Leonardo - note in libertà
Pia del blog: Mondo d'Arte di Pia

Con i nomi mi fermo a cinque, ma vi considero tutti invitati. 



Il mio augurio per voi è che possiate passare un Natale lontano dalle ipocrisie e dalle formalità, vi auguro un Natale che vi possa sorprendere con la dolcezza, che vi faccia spalancare gli occhi dalla gioia e che vi inondi il cuore di bellezza, vi auguro un Natale da bambini fortunati. 
A chi soffre auguro un Natale che permetta di trovare la strada giusta.
Poi ai bulli pieni di sé, brutali, con tanti muscoli e niente cervello, che mentono e manipolano la realtà, alle galline pettegole e starnazzanti che osservano dal buco della serratura senza capire cosa vedono e proiettano la loro volgarità sulle brave persone, agli imbecilli che con aggressività, per convinzioni che non hanno niente a che vedere con la verità, insultano e mettono in difficoltà chi è educato, auguro un Natale illuminante che li possa far inginocchiare e vergognare davanti al loro essere privi di anima.



Buon Natale a tutti !

mercoledì 21 dicembre 2016

"Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta."

Fino a questa mattina non mi ero resa conto che la finestra di Monica si sarebbe aperta sul solstizio d'inverno, porta d'entrata di una stagione ostica, fredda, difficile.
Lei poteva realizzare il suo post per la fine del calendario e io come unica data a disposizione avevo il 21 dicembre, una coincidenza. Monica è la mamma del nostro Alessandro e insieme alla sua famiglia dall'anno scorso ha dovuto affrontare una realtà devastante in cui quella sofferenza che, per la sua vastità sfocia anche nel dolore fisico che ti leva il fiato, ha iniziato a muoversi in un inverno infinito. Ale è volato in cielo e loro sono qui nella tempesta.



Ringrazio Sciarada per avermi incluso in questo splendido calendario dell'Avvento, pur sapendo che ne sarei stata la nota stonata.
Ringrazio tutti voi per il pensiero che dedicate ad Alessandro.
Ciao Ambra.


"Venivano da lontano.
Perdute le cose che avevano, le cose che erano.
Era successo tutto troppo in fretta. Lo sapevano che il disastro stava per arrivare ma avevano sperato fino alla fine che non succedesse, che qualcosa cambiasse.
Invece no.
Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta.
Buio dappertutto. Intorno e dentro.
Dopo, il mondo di prima non c'era più.
Non si riconosceva più.
C'erano solo rovine.
E così erano partiti.
Il viaggio era lungo e faticoso.
A volte camminando avevano voglia di ricordare le cose belle come erano state, e allora si fermavano e le guardavano nelle nuvole, e immaginavano di averle ancora.
Ma erano cose fatte di nuvole e dopo un po' si dissolvevano.
A volte erano arrabbiati, tristi, cattivi e avevano solo voglia di dimenticarle le cose belle, di cancellarle come se fossero state scritte sulla lavagna e come se una volta cancellate si potesse smettere di pensarle.
Ma non era così.
A volte i ricordi facevano male pungenti come spine.
A volte invece ci si ricordava solo la rosa e non si pensava alle spine e allora era bello perché era come essere ancora al posto di prima.
A volte quando si addormentavano desideravano non svegliarsi più perché il sonno era un bel posto dove stare: lì dentro sembrava che le cose fossero come prima.
Poi però si svegliavano- ci si sveglia sempre a un certo punto- e faceva più male, più male di prima.
Allora facevano finta di niente e si occupavano delle cose necessarie, come trovare la strada giusta.
Da che parte bisognerà andare?
Sarà questa la direzione?
Arriveremo da qualche parte?
Tenersi occupati in quel modo li aiutava a non pensare. Ma non durava tanto.
È difficile non pensare a lungo.
E quando pensavano si sentivano confusi e persi.
A volte erano stanchi.
Così stanchi che non si reggevano più in piedi e dovevano fermarsi a riposare.
A volte non avevano fame e non avevano sete, ma dovevano costringersi a mangiare e bere.
Non avevano più voglia di giocare, cantare, ridere.
Però si sforzavano, un po' alla volta, perché il viaggio era lungo e bisognava pur far qualcosa mentre si andava.
Qualche volta qualcuno rideva e poi gli dispiaceva di aver riso.
Qualcuno giocava e poi si fermava di colpo e gli dispiaceva di aver giocato.
Avevano cuori pesanti e valigie piccole.
Portavano con sé poche cose, ma preziose.
Cose segrete della vita di prima, quando insieme si stava bene e si era più interi.
Ciascuna valigia era piena di segreti.
Ciascuno la teneva per sé.
Ogni tanto qualcuno apriva la sua piccola valigia e ci guardava dentro.
Non voleva che gli altri vedessero i suoi segreti.
Così poi la richiudeva e ci si sedeva sopra.
Le valigie restavano chiuse.
E loro erano soli.
Insieme ma soli."



Il Natale non è la festa di tutti. Non tutti i Natale sono uguali. Non tutte le mamme o i papà sono uguali, non tutti i bambini sono uguali. 
Ci sono i bambini incantati dalla magia dell'attesa. 
Ci sono quelli che a mani vuote sanno di attendere chi non tornerà più. 
Ci sono mamme che tra le braccia hanno tutto ciò che desiderano e ci sono madonne rabbiose a cui non sarà mai spiegato il senso del sacrificio del proprio figlio. 
Ci sono papà sicuri di poter proteggere i loro bambini e papà a cui è toccato scontrarsi con un destino beffardo che li ha lasciati sconfitti, con un senso di impotenza che li accompagna sempre, non li mollerà più.
Cosa hanno da sperare, cosa da aspettarsi queste solitudini dal Natale? 
Loro non appartengono al Natale. 
Sono controfigure che si muovono incerte nel clima natalizio. Si muovono incerte su tutti i percorsi.
Non appartengono al Natale, non appartengono alla vita.
Non appartieni più al Natale nemmeno tu, che di Natale ne hai visti solo sette.
Hai ancora un regalo nell'armadio, quello che non hai mai fatto in tempo ad aprire. 
Eppure nessuno più di te ha mai capito il vero significato del Natale.
Tu hai sempre saputo del calore di un abbraccio e del potere di un sorriso.
Della forza dell'amore. 
Della capacità di donare, non ho mai conosciuto qualcuno generoso come te.
Della felicità di stare insieme, anche in una stanza di ospedale, ma insieme, noi quattro.
Tu hai avuto sempre tanto da insegnare e noi tanto da imparare.
Tu sei stato ogni giorno il nostro Natale, sei stato ogni giorno il nostro miracolo.
Buon Natale amore mio
Monica


Passo il testimone a Elf2mani di Elfi

domenica 11 dicembre 2016

Papà, papà ...


- " Papà, papà, alla televisione dicono che a Natale siamo tutti più buoni. "
- " Vieni figliolo, mettiamoci comodi davanti al camino che ti leggo una storia. "


" Era la vigilia di Natale. Contrariamente alle poesie dei poeti e ai quadri cromolitografici, i quali vogliono che quel giorno il cielo sia color del piombo, le case e i giardini coperti di neve, la povera gente tremante di freddo, splendeva un bel sole caldo e lieto... un buon sole che indorava le case e i visi e carezzava le spalle dei vecchietti seduti sulle panchine della passeggiata in faccia al mare.
Le vie della città di C... erano piene di luce e i viandanti vi passeggiavano lentamente, pigramente, parati del loro bello e ridicolo abito domenicale...
Le officine erano deserte, le botteghe risplendevano, l’aria spandeva dovunque odori di arancio e di legno verniciato... Le vetrine, sontuosamente guarnite, offrivano con più pompa, più splendore e più malizia del consueto le loro varie e ripetute tentazioni, fiori più ricchi, gioielli più falsi, ghiottonerie più rare.
Non era gioia - la gioia non è mai tra le folle, sopratutto tra le folle in festa - ; era qualche cosa di grave e di raccolto, di quasi austero, di cui si sorprendeva la silenziosa espressione negli sguardi fermi davanti alle ghirlande di merletti, alle sete drappeggiate, agli scrigni scintillanti, ai trionfi di frutti canditi, ai maialetti di latte, grassi, rosei, lisci, canonici, mollemente adagiati, con una rosa nel grugno, sopra un letto di foglie e di gelatina multicolori, preziosamente ornati. E ciascuno perseguiva un profondo sogno interiore, secondo la inclinazione della propria sensualità.
Elegantissima e graziosissima, una donna scese dalla propria vettura, davanti a un negozio di dolciere.
Era una signora forestiera, ma tuttavia conosciuta nella città, perché essa ci tornava tutti gli anni a domandare al clima di C... e alla sua tranquilla esistenza, una salute che Parigi le negava con i suoi inverni tormentati e fangosi.
Ricca e generosa senza ostentazione, proprietaria d’una villa i cui giardini erano celebri e dove i poveri sapevano di trovar buona accoglienza, ella era amata, o piuttosto era rispettata, a cagione del suo lusso e delle spese che faceva nel paese... Ma incuriosiva la gente con le proprie abitudini, che non erano quelle di tutti ; apportava, in quella piccola città estremamente borghese, uno squisito profumo di libertà, un individualismo originale e grazioso, una cura di vivere per sé non per gli altri, tutte cose adatte a turbare gli abitanti incrostati nella mota dei vecchi pregiudizi e delle tradizioni decrepite... E poi, non era essa maritata ad un ebreo ?...
La signora entrò nel negozio già pieno di gente. Quella pasticceria, molto rinomata, nella quale si accumulavano le più bizzarre immaginazioni, scene di zucchero, aneddoti sentimentali in confetture, terribili episodi militari in frutti candidi, era il punto di richiamo di tutti i curiosi a spasso. Si andava là come a una rappresentazione a teatro o ad un panorama. La folla stazionava in permanenza davanti alla vetrina e vi si avvicendava tutto il giorno, ingombrando quella parte del marciapiede malgrado gli sforzi di una guardia civica per tenerlo sgombro a fine di permettere la circolazione.
Improvvisamente, profittando della distrazione generale, un essere assai miserabile, una specie di mendicante, scarnito, dalla pelle gialla, coperto di cenci, scorgendo sopra i cuscini della vettura, probabilmente dimenticata dalla signora, una bella borsa di velluto montata in oro, fece atto d’impadronirsene... Ma il cocchiere, voltatosi in tempo giusto, cacciò un gran grido :
- Al ladro !... Al ladro !...
La folla in estasi davanti alla vetrina, a quel grido si voltò... e subito tutte le facce si contrassero, con negli occhi un luccichio d’ebetismo selvaggio, e quasi di spavento...
- Che cosa ?... Che cosa ?... - gridò la folla.
Il cocchiere, terribile, con la bocca cattiva, ripetè :
- Al ladro !... Al ladro !...
Qualcuno domandò, mostrando i pugni :
- Qual’è il ladro ?
- Dov’è il ladro ?... - domandò un altro, i cui occhi sgranati esprimevano odio e paura.
Tutti si posero in atteggiamento di difesa e tutti, con una stessa voce compatta e fraterna, gridarono :
- Dov’è il ladro ?
- Là !... Là !... Eccolo !... - indicò il cocchiere.
E con la punta della frusta toccò la faccia scarnita del mendicante. Immediatamente, questi fu circondato e investito. Quaranta pugni si alzarono sopra lui... Venti bocche gli vomitarono addosso l’ingiuria :
- Ha rubato !... Ha rubato !...
- Che cosa ?... Che cosa ?... rubato che cosa ?
- Il delegato !... Il delegato !...
In quel momento appunto il delegato di pubblica sicurezza se ne andava a spasso con la propria famiglia. Vedendo un assembramento, pugni alzati, facce congestionate, si lanciò in mezzo.
- Che cosa c’è ?
- Ha rubato !.. Ha rubato !...
- Chi, ha rubato ?
- Il ladro, perbacco !
- Dov’è ?
- Eccolo là !... Eccolo là !..
- Che cosa ha rubato ?...
La folla non lo sapeva. Il cocchiere, contegnosissimo, spiegò :
- Ha rubato la borsa della signora !
E con la punta della sua frusta, ancora una volta, indicò la piccola borsa di velluto, la quale, afflitta da tanto baccano, si era nascosta tutta vergognosa in un angolo della vettura...
- Ah ! Ah ! - fece il funzionario, gravissimo - È abominevole !.. Agguantatelo !... Si agguanti il ladro !... In prigione !...
- In prigione ! Sì... sì... in prigione !...
La folla battè le mani, esaltata dalla gioia della vendetta.
In quel momento l’elegante signora usciva dal negozio : si soffermò sulla soglia, stupita e inquieta per quell’agitazione... Ne domandò la causa... Fu acclamata.... alcuni cappelli, in segno di trionfo, ballarono sulla punta dei bastoni sollevati...
- È stato preso !... È stato preso !...
- È stato preso, chi ?... - interrogò la signora.
- Il ladro !... Il ladro !...
- Che ladro ?...
- Il ladro, perbacco !... Il ladro !...
Ma il delegato si avanzava, solenne, col cappello in mano...
- Sì, signora !... - disse, inchinandosi profondamente. - È stato preso, fortunatamente... Per la buona reputazione della città !...
La signora, sempre più stupita, ripeté :
- Chi è stato preso ?
- Il ladro !
- Quale ladro ?
- Il ladro che ha rubato la vostra borsa... Il suo caso è chiaro...
- Sì ! Sì ! - acclamò la folla.
- È un pezzente !... Un cencioso !...
- Sì !... Sì !...
- Sarà ben acconciato, ve lo garantisco !...
- Bravo !... Bravo !...
E la signora vide allora la piccola borsa nella sua vettura e il mendicante dalla faccia scarna, la cui spalla era artigliata dalla mano brutale d’un poliziotto.
- In prigione !... - comandò il delegato.
- Sì !... sì... in prigione... picchiatelo !...
- Strappategli i capelli !...
- La pelle !...
- Sgozzatelo !...
La signora aveva tutto compreso... Disse :
- Perdonate, signor delegato... Non è cosa grave... non è niente... Poiché ho la mia borsa, non esigo che voi meniate questo pover’uomo in prigione...
La folla cominciò a mormorare... Si udirono qua e là degli « oh ! », degli « ah ! »...
- È impossibile altrimenti... signora - spiegò il delegato - ci vuole un esempio... per la buona reputazione della città...
- Non si tratta della buona reputazione della città... Io non sono lesa. Non sporgo nessuna denuncia... Vi domando di rendere la libertà a quell’uomo.
Il delegato si ostinò :
- La legge, signora... la città... il rispetto... il mio dovere... quale magistrato... quale cittadino...
- Rilasciate quest’uomo !...
Il brontolio si accentuò... Dapprima sguardi meravigliati... poi sguardi furiosi... poi sguardi pieni di astio si rivolsero su lei... Ella non li vide.
Alcune parole ingiuriose proruppero qua e là : ella non le intese.
Impazientita, con una voce imperiosa, essa ordinò :
- Voglio che rilasciate quest’uomo... Lo voglio !... È chiaro, questa volta ?
Nella folla ci fu un’esplosione : la collera, l’indignazione che fino allora si erano scagliate contro il mendicante, investirono la signora... Suonarono ben distinti oltraggi, sputi e ignobili minacce... Per qualche secondo la signora ebbe a sopportare qualcosa d’immondo, come lo stupro di tutta la sua persona compiuto da quella folla frenetica.
Un monello, con la bocca torta dagli insulti urlati, si precipitò alla briglia dei cavalli.
- Pitocca !
- Sgualdrina !
- Portatela via !
- Morte ai giudei !...
- Siete tanti selvaggi !... - urlò la signora.
Quindi se ne stette impassibile, sotto gli urli e i fischi, aspettando che fosse rimesso in libertà il pezzente.
Questo, con la faccia sanguinante... un lato della barba strappato... la testa nuda, essendo il suo cappello, il miserabile suo cappello, ruzzolato su strada..., si allontanò... tremante, sulle gambe scarne...
Allora soltanto la signora, tutta fremente, risalì nella vettura, inseguita dagli ingiuriosi urli di quella folla ai cui artigli le sue gracili dita di donna avevano strappato e messo in salvo un poco di carne umana. "

La botte di sidro
Octave Mirbeau


- " Papà, ma allora non è vero che a Natale siamo tutti più buoni. "
- " No, non è vero. "
- " Papà ... "
- " Sì? "
- " Per la Vigilia di Natale possiamo invitare un povero a cenare con noi? "
- " Certo. "
- " Papà ... "
- " Dimmi. "
- " Possiamo adottare un povero per sempre? "
- " ... Sì, possiamo bambino mio. "


Con Alessandro e Ambra
Golconda


Passo il testimone a Patricia del blog Myrtilla' s house

giovedì 8 dicembre 2016

Sulla strada di casa

Come da tradizione l'otto dicembre, Festa dell'Immacolata, si decora l'Albero di Natale, c'è chi lo prepara anche per gli altri e ornamento dopo ornamento, lucina dopo lucina crea un' opera d'arte che può assumere le sembianze di  un faro illuminato sulla strada di casa, punto di riferimento per i naviganti avvinghiati dalle tenebre della notte.



" ... L'ultima cosa che facemmo al cottage, prima dell'arrivo del proprietario con la sua famiglia, fu sistemare gli alberi di Natale nei tre soggiorni e nella biblioteca al pianterreno, e sul terrazzino protetto da una vetrata, all'ultimo piano in prossimità del tetto. Decorammo quest'ultimo con luci colorate. Dopo aver inserito la spina, restammo in religioso silenzio. Colsi un'espressione di meraviglia sul viso di mio padre, la stessa che può provare un artista nel completare un suo quadro che, una volta finito, si riveli più bello di qualsiasi tela avesse mai sperato di poter dipingere. Mio padre mi fece girare verso le finestre e indicò la buia superficie dell'oceano. Là fuori fra le tenebre, mi spiegò, c'erano navi con uomini a bordo, e quegli uomini avrebbero visto l'albero illuminato.
' Non si può mai sapere, figliolo ' aggiunse.
' Potremmo aiutare qualche povera anima a ritrovare la strada di casa. ' ... " 

Natale a Serenity
Don J. Snyder

Buona Festa dell'Immacolata a voi !

Per chi è interessato alle tradizioni dell'otto dicembre:

lunedì 5 dicembre 2016

L'anello di congiuzione tra san Nicola e Babbo Natale


Per quanto mi riguarda le celebrazioni della stagione natalizia si aprono il 25 novembre, e quindi non proprio istituzionalmente tre giorni prima dell'inizio delle novene dedicate all'Immacolata, e si concludono il 6 gennaio con la festa dell'Epifania. All'interno di questo tempo è inserita la festa di San Nicola che scocca alla vigilia del 6 dicembre quando tutti i bambini vanno a dormire.
Nel medioevo uno dei rituali celebrativi, figlio del pagano Rex Saturnialorum - Re dei Saturnalia simbolo della frenesia delle feste romane dedicate al dio Saturno in cui l'ordine costituito veniva stravolto e in cui le regole erano infrante per poi essere rigenerate con l'anno nuovo, prevedeva che: 


" ... Il 6 dicembre i seminaristi usavano eleggere fra di loro un vescovello (episcopellus) e i suoi cappellani che sarebbero stati protagonisti, alla festa dei Santi Innocenti, il 28 dicembre, di una cerimonia parodistica, l'episcopus puerorum o innocentium (vescovo dei fanciulli o degli innocenti), che si svolgeva in chiesa.
L'episcopello imberbe indossava i paramenti e, salito in cattedra, reggeva il coro e impartiva la benedizione come un vescovo autentico. Chierici e preti si scatenavano in una giostra carnascialesca di lazzi e parodie durante il servizio divino cui assistevano in abiti da mascherata. Entravano nel coro danzando e cantando canzoni oscene, gettavano nel turibolo in luogo dell'incenso pezzetti di cuoio che ammorbavano l'aria. E dopo la messa correvano, saltavano e ballavano in chiesa. Quegli eccessi erano la sopravvivenza di culti e usanze precristiane che la Chiesa cercò di moderare e infine di espungere dalle feste natalizie in una lunga lotta conclusa soltanto nel secolo XV ... "

Calendario 
Alfredo Cattabiani


La festa dei Folli
 Pieter Bruegel 
 Metropolitan Museum of Art 
New York  

L'Episcopellus una volta uscito dalla chiesa con tanto di anello, bastone pastorale, insegne e mitra, insieme alla sua corte continuava in strada la pomposa cerimonia nutrita da scherzi irriverenti e conosciuta anche con il nome di " Festa dei Folli " .
Pertanto partendo dal Rex Saturnialorum, che ispira l'Episcopus Scholariorum per rendere omaggio al santo portatore di doni, si giunge a Babbo Natale alter ego di san Nicola. In altre parole Babbo Natale è la corruzione pagana di san Nicola che viene generata dal parodistico Episcopellus che modella sé stesso imitando il Rex Saturnialorum e l'Episcopellus è l'anello di congiunzione tra san Nicola e Babbo Natale.



Buona Festa di San Nicola !
Ciao Ale, ciao Ambra.

Passo il testimone a Negus del blog Ad Nutum


Chi è interessato ad avere un quadro più preciso su san Nicola e Babbo Natale può leggere i seguenti post:

San Nicola si veste da Babbo Natale
San Nicola e Babbo Natale tra leggenda e realtà
" Ti ricordi la festa di san Nicola ... ? "
Il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche

mercoledì 30 novembre 2016

Il tempo dell'attesa

" ... Di tutte le vecchie feste, tuttavia, quella di  Natale risveglia le associazioni più forti e più sentite. C'è un tono di sentimento solenne e sacro  che si miscela con la nostra convivialità, e solleva lo spirito a uno stato di godimento santificato ed elevato. Tutte le funzioni religiose in questa stagione sono estremamente tenere e stimolanti. Si soffermano sulla bella storia delle origini della nostra fede, e sulle scene pastorali che hanno accompagnato l'annuncio.
Aumentano gradualmente nel fervore e nel pathos durante il tempo dell'Avvento, finché irrompono, si espandono  in pieno giubilo nella mattina che ha portato la pace e la buona volontà per gli uomini ... "

Liberamente tradotto da: Natale
Washington Irving




L'attesa è il tempo necessario per scoprire ciò che è celato nel caos da cui proveniamo, è il movimento impercettibile che giorno dopo giorno sceglie e colloca al posto giusto gli elementi della nostra vita seguendo l'ordine che in un dato momento riconosciamo come utile al cambiamento, è il sentiero sul quale incontriamo coloro che nel bene e nel male contribuiscono a manifestare le più disparate visioni del mondo, è la ricerca interiore che da forma alle nostre infinite rinascite.

Ringrazio i veterani e gli esordienti per il supporto, senza la vostra partecipazione tutto questo non sarebbe stato possibile e un grazie anche a tutti coloro che ci seguiranno. E' una viva emozione per me dare il via al Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima - III Edizione Natale 2016. Giorno dopo giorno in questo post e sul lato destro del blog, verranno attivati i link che apriranno i vostri blog/finestra, così sarà più semplice seguire il percorso del calendario.

Buon Avvento a tutti !

P.S. Ho provveduto a spedire a tutti i partecipanti i loghi personalizzati e i link dei blog a cui passare il testimone e lì dove non ero in possesso di un indirizzo e-mail, ho spedito un messaggio privato su Facebook. 




1 dicembre
Johakim



2 dicembre
Patricia



3 dicembre
Chicchina



4 dicembre
Gianna



5 dicembre
Sciarada



6 dicembre
Negus



7 dicembre
Clelia



8 dicembre
Elettra



9 dicembre
Audrey

10 dicembre
Folletto del Vento



11 dicembre
Golconda



12 dicembre
Patricia



13 dicembre
Negus



14 dicembre
Ofelia



15 dicembre
Azzurro Cielo

16 dicembre
Costantino



17 dicembre
Lorenza



18 dicembre
Pia



19 dicembre
Elettra



20 dicembre
Antonella



21 dicembre
Monica



22 dicembre
Elfi



23 dicembre
Graziana






25 dicembre
Ambra



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...