lunedì 6 dicembre 2010

San Nicola si veste da Babbo Natale

Ogni paese ha le sue leggende su Babbo Natale e  tante fanno riferimento  a  un'unica origine comune, la figura storica di san Nicola che nasce tra il 260 e il 280 circa a Patara, una città della Licia, provincia dell'impero bizantino, corrispondente oggi a Demre in Anatolia, nell'odierna Turchia. Nicola che perse precocemente, a causa della peste, i suoi genitori Epifanio e Giovanna, avendo ottenuto improvvisamente la sua eredità, si impegnò a distribuire questa considerevole somma di denaro, a tutti coloro che ne avevano più bisogno e a tal proposito nella "Legenda Aurea del frate domenicano Jacopo De' Fazio da Varagine" del XIII secolo si legge:

"Un suo vicino, che aveva tre figlie ancora giovani, aveva deciso, a causa dell’estrema povertà e nonostante la nobiltà del casato, di spingerle alla prostituzione, per ricavare di che vivere da quello sconcio commercio. Il santo seppe la cosa, ne ebbe orrore e, avvolto dell’oro in un panno, di notte, attraverso una finestra lo gettò in casa del vicino e fuggì. La mattina, svegliandosi, il vicino trovò l’oro, rese grazie a Dio e con quella cifra maritò la primogenita. Non molto tempo dopo il servo di Dio rifece la stessa cosa. L’uomo trovò di nuovo l’oro e scoppiando di gioia e di gratitudine decise di far di tutto per riuscire a sapere chi era che rimediava in quel modo alla sua povertà. Dopo pochi giorni, raddoppiata la somma, Nicola gettò di nuovo il sacchetto dentro la casa; l’uomo, svegliatosi dal rumore, si mise a inseguire Nicola che fuggiva, gridandogli: “Fermati, fatti riconoscere!”. E, riuscito a raggiungerlo, riconobbe Nicola; subito si gettò a terra e cercò di baciargli i piedi, ma Nicola non volle e anzi gli fece promettere che non avrebbe mai rivelato la cosa a nessuno, per tutta la vita."


Divenne sacerdote a Myra e quando il vescovo morì, prese il suo posto per volere divino come spiega nel IX secolo Michele Archimandrita nella "Vita per Michaelem":

" - Recati con altri alla casa di Dio di notte; appostati nell'atrio e il primo che all'alba entrerà prendilo e fallo ordinare vescovo. Il suo nome è Nicola - 
Colui che da Dio aveva udito quella mirabile voce andò a comunicarla agli altri vescovi e al popolo che si trovavano all'interno della chiesa ad innalzare continue preghiere a Dio. Quindi, obbedendo all'annuncio divino si andò a mettere presso l'uscita. Alle prime ore del mattino il grande Nicola venne
mandato da Dio e fu il primo a varcare la soglia della chiesa. …
Essendosi riuniti i cittadini della metropoli di Mira ed avendo ascoltato e creduto a quanto era
stato detto dai vescovi amati da Dio, accolsero con gioia quanto riguardava il santo, anzi vi apportarono pure la loro testimonianza. Così, colui che portava il nome di Nicola fu innalzato alla cattedra episcopale. Ed egli divenne ottimo pastore di quelle pecorelle ragionevoli di Cristo, dando per primo l'esempio."

Invitò i sacerdoti a uscire dalle chiese per andare a raccontare la vita e la parola di Cristo portando copiosi doni a tutti quei bambini intrappolati in casa dalla neve. Durante le persecuzioni anticristiane di Diocleziano del 305 fu imprigionato ed esiliato  e venne poi liberato nel 313 da Costantino che gli permise di riprendere il suo apostolato a Myra; probabilmente nel 325 partecipò al consiglio di Nicea e morì nel monastero di Sion il 6 dicembre del 343.



La fama dei suoi miracoli ammantati nella leggenda si diffuse in oriente e in Italia generando una grande devozione nei suoi confronti e quando Myra cadde nelle mani dei musulmani gli abitanti di Bari e Venezia entrarono in competizione per trafugare le reliquie del santo conservate nella cattedrale di Myra.



La spedizione barese ebbe la meglio, riuscì nell'intento di prelevare i resti del santo; ne sono testimoni un pellegrino greco e uno francese che compaiono nei documenti settecenteschi di Niccolò Putignano in cui si legge:

"... I due riferirono che la chiesa era situata in luogo solitario, senza clero e senza popolo, custodita soltanto da tre monaci, fuori de’ quali niun altro vi era che impedir potesse l’impresa. La via dunque era libera. I baresi potevano avviarsi verso il sacro luogo a compiere la memoranda impresa ..."

Le spoglie giunsero a Bari il 9 maggio del 1087 per essere depositate come sostiene la leggenda:

"li dove i buoi che trainavano il prezioso carico si fermarono"

ovvero nella chiesa dei Benedettini, il cui abate Elia si impegnò per far costruire una nuova chiesa dedicata al santo che fu consacrata, due anni dopo l'edificazione, da Urbano II in occasione dell'ufficiale collocazione delle reliquie sotto l'altare della cripta; questa chiesa oggi porta il nome di San Michele Arcangelo.
(A Bari, dal 6 dicembre data in cui san Nicola morì al 9 dicembre data in cui arrivarono le sue reliquie nella città, si celebra una grande festa che ripropone:
il corteo storico in abiti d'epoca,
l'arrivo sul lungomare della caravella che trasportò le reliquie
e l'estrazione della manna ovvero un liquido che fu ritrovato vicino le reliquie.) 


Durante la prima Crociata tra il 1099 e il 1100 i veneziani, che avevano mal digerito il mancato possesso delle reliquie, si recarono sul luogo del sepolcro e nelle vicinanze trovarono dei frammenti ossei non prelevati dai baresi e se li portarono  finalmente soddisfatti nell'abbazzia di San Nicolò del Lido.



San Nicola protettore dei bambini, scolari, ragazze che vogliono sposarsi, marinai, pescatori, bottai, farmacisti, mercanti, commercianti, profumieri, avvocati e vittime di errori giudiziari, venne raffigurato vestito da vescovo, con la mitra, il bastone pastorale simbolo del vescovato e con tre sacchetti di monete o in alternativa con tre palle d'oro e durante il Medioevo, nei conventi, il 5 dicembre vigilia della sua festa, cominciò a essere impersonificato da un uomo che consegnava dei regali ai ragazzi che studiavano diligentemente e del carbone ai più capricciosi.
Nel XVII secolo il ruolo punitivo fu assunto da un personaggio che diventò il terrore di tutti i bambini: " l'uomo oscuro ", rappresentato inizialmente da un servo con indosso un mantello e stivali neri, che si contrapponeva al candore e alla bontà di san Nicola e che portava con se rametti di betulla per fustigare i bambini cattivi, delle catene per incatenarli e un cesto che serviva per portarli via da casa; con il passare del tempo assunse le sembianze di un satiro con le corna, la coda e le zampe di capra e con una lunga lingua; divenne in effetti l'allegoria del demonio asservito, vinto miracolosamente da san Nicola quando si era infiltrato in un gruppo di ragazzi che durante i periodi di carestia, addobbati con pelli di animali, piume e maschere con corna, terrorizzavano e razziavano i villaggi vicini per procacciarsi le provviste necessarie alla loro sopravvivenza; nelle zone alpine del Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e del Tirolo venne chiamato Krampus da krampen - artiglio, e :
Hans Trapp in Alsazia,
Belsnickel nella Germania sud occidentale,
Cert nella Repubblica Ceca,
Houseker nel Lussemburgo,
Klaubauf in Baviera e Austria, 
Knecht Ruprecht nella Germania del nord, 
Perè Fouettard in Francia, 
Schmutzli in Svizzera 
e Zwarte Piet nei Paesi Bassi


In questo pezzo che vi propongo tratto dai Buddenbrook scritto nel 1901, Thomas Mann descrive addirittura il Kamprus come unico portatore di doni o di vergate e ci fa percepire tutta l'ambivalenza emozionale vissuta dal bambino:

"...un pomeriggio in soggiorno … fu annunciato come tutti gli anni, eppure anche quella volta con sua grandissima sorpresa, un “vecchio” che “chiedeva del bambino”. Fu fatto entrare, il vecchio, e arrivò strascicando i piedi, avvolto in una lunga pelliccia con la parte ruvida all’esterno, e coperta di lustrini dorati e fiocchi di neve, un berretto uguale, il viso segnato di nero e un’enorme barba bianca frammischiata di scintillanti fili d’argento, come le sopracciglia innaturalmente folte. Come ogni anno dichiarò con voce inflessibile che il sacco – sulla spalla sinistra – per i bambini buoni che sapevano dire le preghiere, era pieno di mele e noci dorate, mentre la verga – sulla spalla destra- era destinata ai bambini cattivi…Era Knecht Ruprecht. O meglio, naturalmente non era in tutto e per tutto quello autentico, e anzi, forse era solo il barbiere Wenzel, con la pelliccia rovesciata del papà; ma, ammesso che un Knecht Ruprecht fosse possibile, questo era lui, e Hanno, sinceramente impressionato recitò anche quell’anno il Padre Nostro interrotto solo un paio di volte dal pianto. "

E in questa ninna nanna è evidente il riferimento alla figura del Krampus


Ninna nanna, ninna oh
Il mio bimbo a chi lo dò?
Se lo dò all'uomo bianco
Se lo tiene tanto tanto
Se lo dò all'uomo nero
Se lo tiene un anno intero
Se lo dò alla befana
Se lo tiene una settimana
Se lo tiene la sua mamma
Che gli canta la ninna nanna

Nel 1609 con i coloni olandesi che fondano New Amsterdam - l'odierna New York, san Nicola oltrepassa l'oceano e conquista anche l'America con il nome di Santa Klaus o Claus, punto di arrivo della contrazione di Sint Nicolaas-Sanctus Nicolaus in Sinterklaas-Santa Klaus o Claus e il 20 novembre 1804 diventa patrono della New York Historical Society istituita da John Pintard con la collaborazione di  altri notabili  allo scopo di esplorare la storia culturale, sociale e politica della loro città.

1 Il suo primo ritratto contenuto nel libro del 1809 "History of New York" di Diedrich Knickerbocker pseudonimo di Washington Irving in cui è descritto un uomo minuto vestito di scuro e la riedizione del 1812 dello stesso libro in cui si racconta che la notte di Natale il vescovo di Myra guida una carrozza trainata dai cavalli  che si eleva in volo sui tetti delle case per raggiungere i camini attraverso cui verranno consegnati dei doni ai bambini buoni:


2 il poema del 1821 del tipografo newyorkese William Gilley dedicato a "Sancteclaus" che guida non più una carrozza trainata dai cavalli ma una slitta con una sola renna e il poema del 1822 "The Children’s Friend - L’Amico dei bambini"  in cui la slitta diventa volante: 

"Old Santeclaus with much delight
His reindeer drives this frosty night.
O’er chimney tops, and tracks of snow,
To bring his yearly gifts to you…..
Each Christmas eve he joys to come
Where love and peace have made their home"

" ... Il saggio Santeclaus con molto piacere
La sua renna spinge in questa notte gelida.
Sovra i comignoli, e le tracce di neve,
Per portare i suoi doni annuali a voi .....
Ogni vigilia di Natale lui gioisce a giungere
Dove l'amore e la pace hanno fatto la loro casa... "

3 il poema "A visit from St. Nicholas" scritto da Clement Clarke Moore* da alcuni invece attribuito a Henry Livingston e pubblicato Il 23 dicembre del 1823 sul quotidiano Sentinel nella città di Troy, capoluogo della Contea di Rensselaer nello stato di New York, che descrive san Nicola come un anziano, paffuto ed allegro signore con la barba bianca, le fossette, le guance rosa e il naso rosso come una ciliegia,


A Visit From Saint Nicholas

Twas the night before Christmas, when all through the house
Not a creature was stirring, not even a mouse.
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St Nicholas soon would be there.
The children were nestled all snug in their beds,
While visions of sugar-plums danced in their heads.
And mamma in her ‘kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter’s nap.




When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from the bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters and threw up the sash.
The moon on the breast of the new-fallen snow
Gave the lustre of mid-day to objects below.
When, what to my wondering eyes should appear,
But a miniature sleigh, and eight tinny reindeer.
With a little old driver, so lively and quick,
I knew in a moment it must be St Nick.
More rapid than eagles his coursers they came,
And he whistled, and shouted, and called them by name!





"Now Dasher! now, Dancer! now, Prancer and Vixen!
On, Comet! On, Cupid! on, on Donner and Blitzen!
To the top of the porch! to the top of the wall!
Now dash away! Dash away! Dash away all!"
As dry leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky.
So up to the house-top the coursers they flew,
With the sleigh full of Toys, and St Nicholas too.
And then, in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my head, and was turning around,
Down the chimney St Nicholas came with a bound.




He was dressed all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnished with ashes and soot.
A bundle of Toys he had flung on his back,
And he looked like a peddler, just opening his pack.
His eyes-how they twinkled! his dimples how merry!
His cheeks were like roses, his nose like a cherry!




His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard of his chin was as white as the snow.
The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke it encircled his head like a wreath.
He had a broad face and a little round belly,
That shook when he laughed, like a bowlful of jelly!




He was chubby and plump, a right jolly old elf,
And I laughed when I saw him, in spite of myself!
A wink of his eye and a twist of his head,
Soon gave me to know I had nothing to dread.
He spoke not a word, but went straight to his work,
And filled all the stockings, then turned with a jerk.
And laying his finger aside of his nose,
And giving a nod, up the chimney he rose!
He sprang to his sleigh, to his team gave a whistle,
And away they all flew like the down of a thistle.
But I heard him exclaim, ‘ere he drove out of sight,
"Happy Christmas to all, and to all a good-night!"




Una Visita Da San Nicola

Era la notte prima di Natale e tutta la casa era in silenzio,
nulla si muoveva, neppure un topino.
Le calze, appese in bell’ordine al camino,
aspettavano che Babbo Natale arrivasse.
I bambini rannicchiati al calduccio nei loro lettini
sognavano dolcetti e zuccherini;
La mamma nel suo scialle ed io col mio beretto
stavamo per andare a dormire
quando, dal giardino di fronte alla casa, giunse un rumore
Corsi alla finestra per vedere che cosa fosse successo,
spalancai le imposte e alzai il saliscendi.
La luna sul manto di neve appena caduta
illuminava a giorno ogni cosa
ed io vidi , con mia grande sorpresa,
una slitta in miniatura tirata da ott minuscole renne
e guidata da un piccolo vecchio conducente arzillo e vivace;
capii subito che doveva essere Babbo Natale.
Le renne erano più veloci delle aquile
e lui le incitava chiamandole per nome.
“Dai, Fulmine! Dai, Ballerina!
Dai, Rampante e Freccia!
Su, Cometa! Su, Cupido! Su, Saltarello e Tempesta!
Su in cima al portico e su per la parete!
Dai presto, Muovetevi!”
Leggere come foglie portate da un mulinello di vento,
le renne volarono sul tetto della casa,
trainando la slitta piena di giocattoli.



Udii lo scalpiccio degli zoccoli sul tetto,
non feci in tempo a voltarmi che
Babbo Natale venne giù dal camino con un tonfo.
Era tutto vestito di pelliccia, do capo a piedi,
tutto sporco di cenere e fuliggine
con un gran sacco sulle spalle pieno di giocattoli:
sembrava un venditore ambulante
sul punto di mostrate la sua mercanzia!
I suoi occhi come brillavano! Le sue fossette che allegria!
Le guance rubiconde, il naso a ciliegia!
La bocca piccola e buffa arcuata in un sorriso,
la barba bianca come la neve,
aveva in bocca una pipa
è il fumo circondava la sua testa come una ghirlanda.
Il viso era largo e la pancia rotonda
sobbalzava come una ciotola di gelatina quando rideva.
Era paffuto e grassottello, metteva allegria,
e senza volerlo io scoppiai in una risata.
Mi fece un cenno col capo ammiccando
e la mia paura spari,
non disse una parola e tornò al suo lavoro.
Riempì una per una tutte le calze, poi si voltò,
accennò un saluto col capo e sparì su per il camino.
Balzò sulla slitta, diede un fischio alle renne
e volò via veloce come il piumino di un cardo.
Ma prima di sparire dalla mia vista lo udii esclamare:
Buon Natale a tutti e a tutti buona notte!



4 l'illustrazione di  John Leech che nel 1843 rappresenta lo spirito del "Natale Presente" nel "Canto di Natale" di Charles Dickens: 



la tavola del 1860 commissionata dal presidente Abram Lincoln e la caricatura  del 1863 di Thomas Nast che sulla rivista americana Harper's Weekly illustra san Nicola, come un uomo paffuto con la barba bianca, vestito con una livrea fermata alla vita da una grossa cintura:



6 e la pubblicità del 1931 di Haddon Sundblom che dà alla caricatura di Nast i colori della Coca Cola:


"Sunny, un forte bevitore svedese professionalmente brillante, ma sempre in ritardo, si rese indispensabile, malgrado le sue abitudini, inventando il classico Babbo Natale della Coca-Cola nel 1931. Il Babbo Natale di Sundblom era il perfetto uomo della Coca-Cola: più grosso del normale, di un rosso brillante, sempre allegro e colto in stravaganti situazioni che si concludevano con una famosa bibita come ricompensa per una dura notte di lavoro passata a consegnare giocattoli. Ogni Natale, Sundblom partoriva un'altra pubblicità, avidamente attesa, raffigurante il Babbo Natale della Coca-Cola. Quando morì il suo primo modello, un ex-venditore della Coca-Cola, Sundblom lo sostituì personalmente. Se si può dire che la Coca-Cola abbia esercitato una sottile, penetrante influenza nella cultura americana, occorre ammettere che essa ha forgiato direttamente il concetto americano di Babbo Natale. Prima delle illustrazioni di Sundblom, Babbo Natale (alias Santa Claus) era stato variamente dipinto con abiti blu, gialli, verdi o rossi; nell'arte europea era generalmente alto e macilento, mentre Clement Moore l'aveva dipinto come un elfo in “Una visita da St. Nicholas”. Dopo le pubblicità della bibita, invece, Babbo Natale sarebbe sempre stato un uomo enorme, grasso, sempre contento, con un ampio giro-vita e stivali neri fino all'anca, sempre rigorosamente vestito di rosso Coca-Cola."


Per Dio, la Patria e la Coca Cola.
La vera storia (non autorizzata) della bibita più famosa del mondo 
Mark Pendergrast
1993



vestono san Nicola con gli abiti di Babbo Natale e la sua immagine viene consacrata con l'abito rosso che si impone sulla tradizione britannica in cui Babbo Natale indossa un abito verde e su quella russa in cui Babbo Natale indossa un abito blu.

Clement Clarke Moore* = Moore  ci svela i nomi delle otto renne compagne di Babbo natale, ma nel 1939  si unisce al gruppo una nuova renna: Rudolph dal naso rosso creata dal pubblicitario Robert L. May, per la catena di arredamento e decorazione americana Montgomery Ward di Chicago, con la collaborazione del disegnatore Denver Gillen ispirato da una renna del Lincoln Park Zoo, May scrive un racconto  che ha l'intento di aumentare l'autostima dei bambini più timidi, insicuri, diversi dagli altri a causa delle fragilità fisiche, nel 1947 il testo viene riadattato e musicato da Johnny Marks diventando un  successo cantato da Bing Crosby ed Ella Fitzgerald

Rudolph the red-nosed reindeer

You know Dasher and Dancer, Prancer and Vixen
Comet and Cupid, Donner and Blitzen
But do you recall
The most famous reindeer of all?

Hey Rudolph
Wo-hoah, Rudolph

Rudolph the Red-Nosed Reindeer 
Had a very shiny nose
And if you ever saw it
You would even say it glowed 
All of the other reindeer
Used to laugh and call him names
They never let poor Rudolph 
Join in any reindeer games

Oh, then one foggy Christmas Eve
Santa came to say "(hey Rudolph)
Rudolph, with your nose so bright,
Won’t you guide my sleigh tonight"

Then how the reindeer loved him,
As they shouted out with glee…
"Rudolph the Red-Nosed Reindeer
You ll go down in history"

Hey Rudolph

Wo-hoah, Rudolph

Rudolph la renna dal naso rosso

Sapete che ci sono Dasher e Dancer Prancer  e Vixen
Cometa e Cupido Donnner e Blitzen
Ma vi ricordate
della renna più famosa di tutte?

Hey Rudolph
Wo-hoah, Rudolph

Rudolph la renna dal naso rosso
Aveva un naso lucido
E se lo aveste visto
Avreste persino detto brillante.
Tutte le altre renne
Ridevano di lui e gli davano dei soprannomi
Non hanno mai lasciato che il povero Rudolph
Partecipasse ai giochi delle renne.

Poi una nebbiosa vigilia di Natale
Babbo Natale venne a dire
"Rudolph con il tuo naso così luminoso
Guideresti la mia slitta stanotte? "

Allora tutte le renne lo amarono
Mentre gridavano con gioia
"Rudolph la renna dal naso rosso
Passerai alla storia!" 

Hey Rudolph
Wo-hoah, Rudolph

Ognuna di esse ha il suo ruolo: 

Fulmine osservando il cielo prevede il tempo
Ballerina scandisce il tempo della corsa notturna
Rampante - Donnola sceglie il vento favorevole per agevolare il percorso
Freccia controlla che il tempo di marcia sia rispettato al secondo
Cometa osserva le stelle e sceglie le coordinate per raggiungere la meta
Cupido ha il cuore d'oro e  sorveglia il carico da trasportare
Saltarello scalpita per dare il segnale di partenza 
Tempesta - Donato porta le lettere di Babbo Natale ai bambini meritevoli
Rudolph è il capo guida che con il suo naso rosso e brillante illumina la strada nella nebbia.

La tradizione islandese invece dà i nomi agli jólasveinar (plurale di jólasveinn che deriva da jól - Natale e veinn - amico o ragazzo): 



Stekkjarstaur - Gimpy - Palo di recinto, infastidisce le pecore 
Giljagaur  - Gully Imp - passa attraverso i canali di irrigazione per raggiungere le stalle per  mangiare la schiuma di latte
Stúfur - Itty Bitty - Tozzo Omiciattolo, ruba le pentole
Þvörusleikir - Pot-Scraper Licker - Colui che lecca il cucchiaio, ruba il  Þvörur -  cucchiaio di legno per appunto leccarlo  
Pottasleikir - Pot Licker - Gratta Pentole, lecca le pentole
Askasleikir - Bowl Licker - Colui che lecca le scodelle, si nasconde sotto il letto e ruba l’askur - tipo di scodella
Hurðaskellir - Door Slammer - Colui che sbatte le porte, sbatte le porte soprattutto di notte e spaventa la gente
Skyrgámur - Skyr Gobbler - Goloso di Formaggi, è sempre alla ricerca dello skyr - latticino islandese simile allo youghurt
Bjúgnakrækir - Sausage Snatcher - Colui che ruba le salsicce, le travi dei tetti gli fanno da nascondiglio per rubare le salsicce
Gluggagægir  - Window Peeper - Colui che spia dalle finestre, sbircia dalle finestra in cerca di qualcosa da rubare
Gáttaþefur - Doorway Sniffer - Colui che annusa le fessure delle porte, ha un grande olfatto per merito del suo grande naso  che gli è utile per  sentire il profumo del laufabrauð - dolce natalizio islandese
Ketkrókur  - Meat Hooker - Uncina Carne, si serve di un uncino per rubare la carne
Kertasníkir - Candle Beggar - Colui che porta le candele, segue i bambini e gli ruba le candele

nati da Grýla - Madre e Leppalúði - Padre originariamente per spaventare i bambini, nel tempo hanno acquisito una valenza positiva e sono stati assimilati ai folletti aiutanti di Babbo Natale che compaiono al suo fianco nel 1850 nelle illustrazioni del libro "Little Messenger Birds" di Caroline H. Butler.

Chi è interessato a continuare il viaggio nel mondo della letteratura e in quello dell' illustrazione che ha reso immortale san Nicola e il suo alter ego Babbo Natale clicchi su San Nicola e Babbo Natale tra leggenda e realtà


Ringrazio Elettra  per avermi fornito le immaginette di San Nicola che fanno parte della sua ricca collezione.

© Sciarada Sciaranti

18 commenti:

  1. Ampia e precisa descrizione della figura di San Nicola, post molto interessante ed istruttivo, eccellente lavoro Sciarada!!!!!!

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  2. Olá Sciarada.
    I love Christmas, is the happiest time of year!

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  3. Una descrizione eccellente, un post meritevole...
    Brava Sciarada

    P.S. mi mandi la tua mail per favore?
    baci

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  4. Ciao Sciarada...
    Ti vorrei raccontare le usanze di alcuni paesi riguardo San Nicola: io sono d'origine croata, e nel mio paese nativo c'è una usanza a proposito di San Nicola - la sera prima, tutti bambini lustrano le loro scarpe (più ne hanno, meglio sarà) e poi, prima di andare a dormire le mettono fuori dalla finestra (o dalla porta); San NIcola passa durante la notte e lascia i suoi doni nelle scarpe: chi è stato buono, riceve tanti dolci, mentre chi è stato un bambino cattivo, riceve i rami secche di un'albero...(niente carbone!) - un po' simile a Befana che qui in Italia "passa" il 6. gennaio, che lì si festegga come la festa di Tre re (maggi), ma questa volta senza doni...
    Sapessi quanti regali ne ho ricevuto da bambina da San Nicola... tanti, tanti, tanti....

    Un bacione,
    a presto
    Ziamame

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  5. P.S. là dove si festeggia San Nicola (come sopra descritto), non è identificato come Babbo Natale - sono due personaggi ben diferenti: prima passa San Nicola, e poi la notte tra il 23/24 Babbo Natale -> ma sono solo alcune variazioni tra i paesi - non dico che la tua spiegazione è sbagliata (non fraindentermi male, per favore)

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  6. Abbiamo avuto la stessa idea, ma il tuo post è più completo.
    Brava.

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  7. La collection de St Nicolas est très belle.

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  8. Ciao Sciarada, bellissimo l'header in clima natalizio, musica compresa!
    La descrizione e le immagini sono molto esaurienti, grazie per questo tuo post.
    Un caro saluto.

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  9. Hi There, I love hearing all of the customs of Christmas and St. Nicholas --from other countries. Enjoyed your post and others' comments. Very interesting. Thanks.

    Merry Christmas
    Betsy

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  10. Very interesting, thanks for this timely history.

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  11. Ciao Sciarada, magnificent post about St. Nicholas, so much information about his great life! Bravo.

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  12. In France Santa Claus is celebrated in the east of the country.
    All the picture of Santa Claus is very beautiful.

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  13. Già ormai dappertutto è rosso il colore delll'abito di Santa Claus.
    Bello questo tuo post su San Nicola e con belle immagini.

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  14. Cara Sciarada, grazie di questo fantastico blog! Veramente bello e con tanti informazioni utili su questo Grandissimo Santo! Un saluto affettuoso! Mirta

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  15. Sono arrivata in ritardo, ma adesso ci sono.
    Come ti raccontava ziamame al inizio, la sua usanza in Croazia, nello stesso modo è anche in Romania.
    Mi ricordo quando ero piccola, quante emozioni, avevo paura di ricevere quel rametto, perchè.....sono stata anch'io una bambina .....mamma mia!!!
    Adesso, che sono in Italia, l'usanza è rimasta, anche se ho oltre 40 anni.

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  16. Thanks, Sciarada, for talk about Nicolas de Bari, I love him.
    Felisa

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  17. Bello imparare dalle amiche!
    Grazie! 💜💜💜

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  18. C'è una bella e lunga storia dietro Babbo Natale

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