lunedì 22 novembre 2010

Osteolaemus tretraspis

Osteolaemus tretraspis, da " osteolaemus - gola di osso " e " tretraspis - quattro scudi " riferito alle quattro placche ossee che si trovano sotto le placche cornee del collo, è il nome scientifico che indica il coccodrillo nano africano.


Ha come caratteristica principale proprio le placche ossee distribuite sulla schiena, sulla coda e sull'addome; gli esemplari maschi raggiungono una lunghezza massima di 1,9 metri mentre gli esemplari femmine 1,6 metri.


La livrea, cambia con il cambiare dell'età, negli esemplari più giovani è parecchio vivace, sul dorso si distinguono delle strisce giallo - rosa su un manto nero e sulla pancia delle macchie gialle e nere, negli esemplari adulti la vivacità dei colori lascia il posto ad un manto nero. Il muso di questa specie è molto tozzo e rivolto verso l'alto e le palpebre si sono evolute in rivestimenti quasi completamente ossei.


Allo stato libero, il coccodrillo nano vive  nelle acque stagnanti, nei fiumi in cui lo scorrere dell'acqua non è impetuoso e nelle foreste pluviali, qui preda, quasi sempre di notte, pesci, crostacei, anfibi e rettili le cui dimensioni non siano eccessive. Vive in solitudine tranne il periodo dell'accoppiamento dopo il quale vengono deposte, in un nido "a collina", circa 20 uova da cui dopo 85 - 105 giorni di incubazione nascono, solitamente tra maggio e giugno, dei piccoli coccodrilli lunghi circa 28 centimetri. 

Il coccodrillo nano africano rappresenta una fonte di cibo per le popolazioni locali.

© Sciarada Sciaranti

sabato 20 novembre 2010

Il sentiero nel bosco




"Sentiva ancora gli uccellini che cinguettavano tra le fitte fronde autunnali sopra di lei e riusciva a identificare ciascun dolce richiamo. Sentiva il profumo del muschio e delle acque del ruscello che scorrevano gorgoglianti a non più di cinque metri alle sue spalle e avvertiva l'urgenza sussurrata del vento, a ricordarle che sarebbe stata ora di tornare a casa per cena. Erano sensazioni familiari. Erano le sensazioni che l'accompagnavano da quindici anni ogni volta che percorreva il sentiero nel bosco per recarsi alla scuola elementare Bryner, dove ricopriva l'incarico di direttrice della biblioteca, o per rientrare a casa dopo il lavoro."

La tomba
Patricia Diana Joy Anne Cacek

venerdì 19 novembre 2010

Funghi

"Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso"

 Charles Bukowski






mercoledì 17 novembre 2010

Palazzo Massimo Istoriato

In un vasto territorio della IX regione augustea, occupato dai resti delle terme e dello stadio di Agrippa, del teatro di Pompeo e dello stadio di Domiziano, una delle famiglie più antiche di Roma quella dei Massimo costruisce i suoi palazzi formando un vero e proprio quartiere. Sulla cavea dell'Odeon di Domiziano alla fine del '400 viene edificato palazzo Massimo Istoriato la cui facciata in una ristrutturazione del 1523, in onore delle nozze di Angelo Massimo con Antonietta Planca Incoronati, viene arricchita con pitture monocromo eseguite dagli allievi di Daniele da Volterra guidati da Nicolò Furlano, il suo nome sembra esser venuto fuori nel 1877 durante un restauro delle pitture a cura di Luigi Fontana. Il palazzo si trovava accanto alla "domus antiqua" un vecchio edificio chiamato anche "del Portico" appartenuto a Domenico Massimo, occupato e bruciato dai Lanzichenetti nel 1527 durante il Sacco di Roma e fatto ricostruire dal figlio Pietro nel 1532 con il nome di palazzo Massimo alle Colonne su progetto dell'architetto Peruzzi. Oggi palazzo Massimo Istoriato e palazzo Massimo alle Colonne, grazie alla costruzione di una porta di comunicazione interna creata nel XIX secolo ad opera di Camillo Massimiliano e Carlo Massimo, formano un complesso unico con una facciata che sporge su piazza de'Massimi e una che sporge su corso Vittorio Emanuele II, (l'antica via papale che portava i pellegrini a S.Pietro).


Palazzo Massimo Istoriato è anche conosciuto con il nome di palazzo di Pirro a causa del ritrovamento durante gli scavi di fondazione di una statua che erroneamente fu identificata con la figura del condottiero Pirro e che in realtà rappresenta il dio della guerra Marte.


Il nome di palazzo Massimo alle Colonne deriva invece dalle colonne presenti sul luogo prima della sua costruzione.






Colonna di cipollino dell'Odeon di Domiziano, ritrovata frammentata e ricomposta  a piazza de' Massimi.


Capitello corinzio della colonna



Le pitture di palazzo Massimo Istoriato rappresentano scene del Vecchio e Nuovo Testamento, come "Lo sposalizio della Vergine", "L'uccisione di Oloferne", Una scena della vita di Esther" e "Un combattimento"







Finestra architravata del primo piano.


Portale principale rinascimentale di palazzo Massimo Istoriato.


Prima porta ad arco ribassato di palazzo Massimo Istoriato, con l'iscrizione "Camillus Maximus".


Seconda porta ad arco ribassato di palazzo Massimo Istoriato, con l'iscrizione "Restituit Ad MDCCCLXXVII".


Dal 1467 al suo interno fu ospitata la prima stamperia romana di Arnold Pannartz e Conrad  Schweynheim che pubblicarono le "Epistulae Familiares" di Cicerone e il "De Civitate Dei " di Sant' Agostino, libro in cui si legge la frase: "in domo Petri de Maximis" ovvero "nella casa di Pietro de Massimi". Nel 1472 arrivarono a stampare 12.475 volumi.

© Sciarada

lunedì 15 novembre 2010

Affittasi magazzini

Bando di locazione di magazzini di proprietà imperiale.
Seconda metà del I secolo D.C.
Roma fuori Porta Salaria (oggi Piazza Fiume), Vigna Boni Rinaldi 1885


Traduzione con integrazione delle parti mancanti: 

" (In questi) depositi (di proprietà dell'imperatore) Cesare Augusto a partire da questo momento e dalle (calende di gennaio) (1 gennaio) saranno dati in affitto i (depositi, i ripostigli), gli scaffali ed i locali (ove collocarli). 
Norme (per l'affitto) dei magazzini. (Chiunque voglia conservare per l'anno successivo il deposito, gli arredi) o qualsiasi (altra cosa), pagato l'affitto lo dichiari prima delle idi (del mese) di dicembre (13 dicembre). Chi non (l'avrà dichiarato, se vorrà rinnovare il contratto d'affitto) e non si sarà diversamente accordato (con il magazziniere per) l'anno successivo, e se non sarà (affittato ad altri), lo avrà a tanto quanto (per quell'anno si sarà soliti affittare lì un magazzino o una scaffalatura). Chiunque abbia preso in affitto (un locale) in questi depositi, (non avrà diritto) a subaffittarlo o a (cederlo) (altrimenti) non sarà garantita la sorveglianza. Le merci che (saranno) introdotte e depositate, in questi magazzini (saranno pignorate dal magazziniere se l'affittuario non avrà pagato). Chiunque abbia un locale in affitto in questi depositi e... non sarà concesso il permesso . Chiunque abbia affittato (un locale) in questi depositi, pagato l'affitto (deve curarsi che il magazziniere gliene rilasci) la ricevuta. (Chiunque avendo preso in affitto) un deposito avrà lasciato lì le sue (merci) e non le avrà date il consegna al sorvegliante, il magazziniere non sarà responsabile (in caso di danni). "

sabato 13 novembre 2010

Campionati Mondiali di scherma

Campionati Mondiali di Scherma
Grand Palais di Parigi 4-13 novembre 2010

Uomini

Fioretto a Squadre: Argento
Valerio Aspromonte - Andrea Baldini - Andrea Cassarà - Stefano Barrera


Sciabola a Squadre : Argento
Aldo Montano - Diego Occhiuzzi - Luigi Tarantino - Luigi Samele


Donne

Fioretto Individuale: Oro Argento Bronzo
Elisa Di Francisca - Arianna Errigo - Valentina Vezzali

                           





Fioretto a Squadre: Oro
Elisa Di Francisca - Arianna Errigo - Valentina Vezzali - Ilaria Salvatori



Spada Individuale: Bronzo
Nathalie Moellhausen


Bravi ragazzi

giovedì 11 novembre 2010

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