giovedì 21 aprile 2011

Il Natale di Roma

" Lucio Taruzio di Fermo nostro amico profondo negli studi di astrologia, trovò che il 21 aprile era il giorno in cui fu fondata Roma ". 

De Divinatione Libro II cap. 46 49
di Cicerone

Oggi Roma compie 2764 anni

La leggenda narra che Enea figlio della dea Venere, con il padre Anchise e il figlio Ascanio, lascia Troia caduta ormai nelle mani degli Achei e dopo varie peripezie nel mediterraneo giunge sulle coste del "Latium vetus - Antico Lazio" dove conosce e si innamora di Lavinia figlia del re Latino  e si impegna in una lotta contro Turno a cui Lavinia era stata promessa in sposa, da questo combattimento Enea esce vincitore, sposa Lavinia e fonda  la città di Lavinium l'odierna Pratica di Mare. Ciò che ci interessa in questo contesto è che Ascanio, dopo trent'anni dalla nascita della città di Lavinium, fonda Albalonga in cui dal XII al VIII secolo a.C. si susseguono i suoi discendenti tra cui  il re Numitore figlio di Proco, che viene spodestato dal fratello Amulio il quale, con lo scopo di non far generare dei possibili pretendenti al trono, costringe sua nipote, la figlia di Numitore Rea Silvia , a diventare  una vestale che deve onorare il voto di castità, ma il dio Marte si infatua della bella Rea Silvia  e insieme a lei concepisce i due gemelli Romolo e Remo.
Rea Silvia secondo tre versioni differenti:
viene impriogionata e messa a morte
2 viene fatta imprigionare e muore  per gli stenti, viene gettata nel fiume Aniene che la resuscita e si unisce a lei
3 viene salvata dalla morte  per intercessione della figlia di Amulio e rimane in prigione fino alla morte di quest'ultimo.
 Amulio ordina ad un suo servo di annegare i due gemelli ma al servo manca il coraggio e dopo averli messi dentro una cesta li affida alla corrente del fiume Tevere che li trasporta al Cermalus o Germalus alle pendici di una cresta del Palatino nella palude del Velabro tra il colle Palatino e il colle Campidoglio vicino una grotta chiamata Lupercale accanto al Ficus Ruminalis,

" Ficus Ruminalis, ad quam eiecti sunt Remus et Romulus "

Annales, XIII, 58
di Tacito

dove una lupa li nutre in collaborazione con un picchio;




il pianto dei due gemelli attira un pastore di nome Faustolo che insieme alla moglie Acca Laurenzia denominata Lupa, decide di crescere Romolo e Remo come propri figli. 
 
" Si dice che i gemelli venissero condotti a Gabii per imparare l'uso della scrittura e tutto ciò che solitamente devono apprendere i fanciulli di nobili origini. [...] furono chiamati Romolo e Remo in riferimento alla mammella... della lupa. [...]. Romolo sembrava possedere maggiore capacità di giudizio ed un'innata perspicacia politica, mostrando nei rapporti con i confinanti per il diritto al pascolo e di caccia una naturale predisposizione al comando piuttosto che alla sottomissione. "

Vita di Romolo, 6, 1-3; 
Plutarco
trad. Marco Bettalli

" Irrobustitisi nel corpo e nello spirito, non affrontavano solo le fiere, ma tendevano imboscate ai banditi carichi di bottino. Dividevano il bottino delle rapine con i pastori e dividevano con loro cose serie e ludiche, mentre cresceva il numero dei giovani giorno dopo giorno. "

Ab Urbe condita  - libro I, 4
Tito Livio

I due gemelli divenuti ormai grandi in una delle loro scorribande  vengono assaliti, Romolo riesce a non farsi catturare mentre Remo viene preso e portato davanti al cospetto del re Amulio  il quale lo consegna  nelle mani di Numitore, poichè le terre dove Remo era stato fatto prigioniero appartenevano proprio a lui.

"  Numitore, mentre teneva in prigionia Remo e veniva a sapere che erano fratelli gemelli, comparando la loro età ed il carattere per nulla sottomesso, fu toccato nell'anima al ricordo dei nipoti. Continuando a fare domande arrivò vicino a conoscere che fosse Remo. "

Ab Urbe condita - libro I, 5
Tito Livio

Quindi mentre Remo acquisisce la verità sulle sue origini dal nonno Numitore, Romolo dopo aver appreso la verità  dal padre adottivo Faustolo, raduna degli uomini, si unisce a Remo liberato dal nonno e insieme attaccano Albalonga, uccidono Amulio e riconsegnano il trono a Numitore dal quale hanno il permesso di fondare una nuova città nel luogo dove erano stati ritrovati da Faustolo.

" Decisero dunque di vivere per conto loro, fondando una città nei luoghi in cui erano cresciuti da piccoli. Questa risulta la spiegazione più plausibile. Ma nello stesso tempo la fondazione diventava per loro una necessità, poiché molti servi e altrettanti ribelli si erano raccolti attorno ad essi... "

Vita di Romolo, 9, 1-2;
Plutarco 
trad. Marco Bettalli

I due fratelli però non erano d'accordo su chi di loro due dovesse fondarla e su quale nome darle Romolo voleva chiamarla Roma e costruirla sul Palatino, mentre Remo voleva chiamarla  Remora e costruirla sull'Aventino.

" Siccome erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, attraverso gli aruspici, chi avessero scelto per dare il nome alla nuova città e chi vi dovesse regnare dopo la fondazione. Così, per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l'Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi il doppio quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re l'uno e l'altro contemporaneamente. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dal rabbioso scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell'ira, l'avrebbe ammazzato aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d'ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s'impossessò da solo del potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore. "

Ad Urbe Condita - libro I, 7
Tito Livio
 trad. di G. Reverdito

Fino al 1870   il Natale di Roma  era una festa locale con sfilate e spettacoli pirotecnici,
dal 1871 divenne  celebrazione nazionale di Roma Capitale e sulla torre del Campidoglio venne issata la bandiera italiana.



Nel 1875 sulla  torre del Campidoglio fu acceso, con una luce di magnesio, il disegno della Stella D’Italia.
Nel 1887 si inaugura il monumento a Galileo Galilei.
Nel 1908 si apre il ponte gianicolense
nel 1909 si apprezza il concerto di Pietro Mascagni e si inaugura il monumento a Giosuè Carducci.
Nel 1911 si inaugura il concorso internazionale di poesia latina.
Nel 1913 tutti i Comuni d'Italia consegnano una targa commemorativa al sindaco Ernesto Nathan,
Nel 1917 si apre la passeggiata archeologica.
Nel 1919 Giacomo Puccini regala la prima dell’Inno a Roma.

A partire dalla fine degli anni   '40 le celebrazioni del Natale di Roma  ritornano ad essere civiche e  fino al 1964  si manifestano con un discorso ufficiale e la consegna di vari premi legati alla città, esclusivamente nella sala degli Orazi e Curiazi  dei musei capitolini  sul colle Campidoglio.

Dal 1964 il Natale di Roma recupera i festeggiamenti della tradizione grazie anche al sindaco Amerigo Petrucci che ha lo scopo di "riavvicinare la cittadinanza all'amministrazione" e che vuole esaltare la peculiarita di Roma "unica città antica che celebri il proprio anniversario di fondazione." Si recuperano così le tradizioni della presentazione dell’annuale Strenna dei Romanisti iniziata nel 1940, del premio Cultori di Roma iniziato nel 1954  che viene assegnato in alternanza ad uno studioso italiano ed uno straniero che che si siano dedicati  alla conoscenza di discipline riguardanti la civiltà e la cultura di Roma, del premio giornalistico internazionale Città di Roma costituito nel 1959 dall’Associazione della Stampa romana  e del concorso internazionale di prosa latina Certamen capitolinum, istituito dall’Istituto di Studi Romani.

Il 21 aprile del

2000 vengono riaperti dopo un restauro i Musei Capitolini e viene  inaugurato il passaggio sotterraneo sotto la piazza del Campidoglio,
2002: viene  inaugurato l’Auditorium Parco della Musica
2004: si apre il cantiere della Nuova Fiera di Roma
2006:  viene inaugurato con la sua nuova veste il Museo dell’Ara Pacis e si assiste al concerto celebrativo all’Auditorium
2007: viene inagurata la nuova  collocazione della Lupa Capitolina nella Teca di Aymonino accanto alla statua del Marco Aurelio nei Musei Capitolini e il Macro Future al Mattatoio
2008:  viene inaugurata la riapertura del  Nuovo Cinema Aquila al Pigneto dopo essere stato ristrutturato
2009: viene inaugurato  il Camminamento dei Fori Imperiali, che vede abbattuta la recinzione  che fungeva da confine tra Sovraintendenza comunale e statale tra i Fori imperiali ed il Foro romano vicino la Basilica Emilia.


© Sciarada Sciaranti

Auguri  Roma

9 commenti:

  1. Cara Sciarada, un grazie infinite di questo post,
    ignoravo completamente questa storia.
    Ti lascio un forte abbraccio.
    Tomaso

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  2. Scirada, l'idea è la stessa...ma il tuo post è grandioso!

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  3. Wow!!!!!Più che esaustivo questo post sui natali della nostra splendida capitale, non è un caso la denominazione "Roma Caput Mundi" , piccola nota anche per le foto: SONO MAGNIFICHE!!!!!!!!!!!

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  4. Roma caput mundi!
    La gioia di Cristo risorto scenda nel tuo cuore donandoti pace e serenità. Buona Pasqua!!!

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  5. A beautiful piece of history on the birth of Rome.
    Have a lovely weekend

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  6. Mi associo agli auguri per la nostra "giovincella" Capitale, anni portati benissimo!
    Un caro saluto.

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  7. A well researched and detailed post. It reminds me of the tour I had around Palatine Hill. Have a great Eater weekend.

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