lunedì 28 marzo 2011

venerdì 25 marzo 2011

Annunciazione

" Nel sesto mese l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio."

Luca 1,26-35


L'angelo Gabriele e la Beata Vergine Maria

mercoledì 23 marzo 2011

I sogni dell'inverno


"I fiori della primavera sono i sogni dell'inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli."

Khalil Gibran

martedì 22 marzo 2011

Sguardi !

Pommiti innanzi, amico; e raggia fuori
Le grazie dello sguardo.

Saffo


Lei guarda lui


Lui guarda lei

lunedì 21 marzo 2011

Oestara

Oestara, Ostara, "Alban Eiler - Luce della terra" o ancora Eastre, EostarEostre, sono i nomi per indicare la festa dell'equinozio di Primavera in cui si verifica il perfetto equilibrio tra la notte e il giorno, in cui si celebra il predominio che la luce prende sul buio, il risveglio, la rigenerazione e il rinnovamento della natura, in cui la giovane dea si unisce al giovane dio nella danza della fertilità, è il momento della nascita  e della crescita  sia fisica che spirituale, è il tempo dell'azione in cui i sogni che si sono progettati vengono realizzati.


I simboli di Oestara, che sono stati acquisiti anche dalla Pasqua cristiana, sono la lepre, la cui fertilità si diffonde mentre corre libera per i campi e sfocia in una considerevole capacità procreativa e l'uovo emblema dell'Uovo Cosmico (vedi Omne vivum ex ovo) che custodisce al suo interno il fermento vitale insito nel tuorlo nutrito dall'albume e che aveva anche il potere di una piccola ricchezza per le donne contadine che lo vendevano a coloro che avevano esaurito le loro scorte alimentari consumate durante l'inverno.


A questi simboli  si lega la  leggenda della dea celtica Eostre chiamata in Grecia Estia e a Roma Vesta, la quale durante una passeggiata trova un uccellino ferito e presa dalla compassione decide di trasformarlo in una lepre per permettergli di andare alla ricerca di una tana in cui potersi rifugiare per il resto dell'inverno, nella trasformazione però la lepre non perde la capacità dell'uccellino di fare le uova, così le dipinge con i colori dell'arcobaleno e le dona come ringraziamento alla dea che gli ha salvato la vita (vedi Il Coniglietto Pasquale).
Nella letteratura europea si ha notizia per la prima volta, della dea Eostre, nell'opera di circa milletrecento anni fa di Beda il Venerabile: "De temporum Ratione"  in cui Beda sostiene che il nome della dea derivi da "aus - aes"  che significa "est" ed è pertanto legato alla nascita del sole ed al calore vitale che sprigiona. Di questa dea, Beda scrive: "Eosturmonath ( che indica il mese di Aprile in Gran Bretagna) ha un nome che è ora tradotto - mese pasquale - e che una volta era usato in onore di una dea dal nome di Eostre, che era celebrata durante questo mese."
Infine c'è solo da aggiungere che  per tradizione l'erba sacra di Oestara è il trifoglio rappresentata con il simbolo della triscele e che durante il giorno  dei festeggiamenti  si possono trarre dei presagi sul futuro osservando il modo in cui la lepre corre nei campi e presagi sulla  durata della fruttificazione della terra accendendo dei fuochi e notando per quanto tempo ardono, più è lungo  il tempo in cui bruciano, più a lungo la terra  elargirà i suoi frutti.


Chiunque sia interessato a conoscere la controparte discendente di Oestara clicchi su Mabon

© Sciarada Sciaranti

sabato 19 marzo 2011

Danzando sul lago d'argento


- Mufasa: Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi Re del passato ci guardano da quelle stelle.
- Simba: Davvero?
- Mufasa: Sì. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei Re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anche io.

Dal film Il Re Leone

Auguri papà 

giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 1861, nascita del Regno d'Italia

"Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo."

Giuseppe Mazzini


Prima del 1859, l'assetto territoriale della  penisola italiana era così composto:

1 Regno di Sardegna, di cui  facevano parte: la Liguria, Nizza, il Piemonte, il Principato di Monaco, la Sardegna e la Savoia; re Carlo Alberto di Savoia,  il 4 marzo del 1848 promulgò lo "Statuto Albertino" è  rese il Regno di Sardegna una monarchia costituzionale. Carlo alberto dopo il disastroso risultato della prima guerra di indipendenza contro l'Austria abdicò il 23 marzo del 1849 in favore del figlio  Vittorio Emanuele II.  Camillo Benso conte di Cavour fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852 e dal 1852 al 1861 ne divenne il governatore.
2  Regno Lombardo - il Veneto, che era sotto il dominio della monarchia asburgica presieduta dall'imperatore Francesco Giuseppe ed era gestito da un governatore civile Massimiliano d'Asburgo fratello dell'imperatore e da un maresciallo militare,  Ferencz Gyulai.
3 Ducato di Parma, con i territori di Parma e Piacenza era governato da Maria Luisa di Borbone.
4  Ducato di Modena e Reggio, con i territori di Massa Carrara, Modena e Reggio Emilia, sotto il dominio della famiglia Asburgo - Este.
5  Granducato di Toscana, retto dal granduca Leopoldo II di Lorena
6 Stato Pontificio, con i territori di parte dell'Emilia, le Marche, il Lazio, le Romagne, e l'Umbria, aveva a capo papa Pio IX  che con il clero possedeva il monopolio di tutte le amministrazioni.
7 Regno delle due Sicilie che inglobava l'Abbruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia e la Sicilia, il  re era stato Ferdinando II di Borbone  fino al 1859 poi succeduto dal figlio Francesco II.


Dopo la seconda guerra di indipendenza contro l'Austria avvenuta nel 1959, provocata da Cavour che protetto dalla Francia voleva espandere i confini del Regno di Sardegna, la Lombardia, esclusa Mantova che rimase nelle mani degli austriaci, venne annessa al Regno di Sardegna che ottenne anche i territori del  Ducato di Modena e Reggio con il plebiscito del 14 - 21 agosto  e del  Ducato di Parma e Piacenza con il plebiscito del 11 - 12 settembre.
Nel 1860 anche il Granducato di Toscana con il plebiscito del 11 - 12 marzo e i possedimenti pontifici dell'Emilia e della Romagna con il plebiscito del 11 - 12 marzo, vennero annessi al  Regno di Sardegna, che però perse Nizza con il plebiscito del 15 - 16 aprile e Savoia con il plebiscito del 22 - 23 aprile che divennero territori degli alleati francesi.
Il 5 maggio dello stesso anno partiva da Quarto la spedizione dei Mille sotto il comando di Giuseppe Garibaldi per la liberazione del Regno delle due Sicilie, che con il plebiscito del 21 ottobre si annesse a quello che era ormai era denominato il Regno d'Italia.

Allego l'articolo pubblicato nella cronaca di Napoli, dal quotidiano  "Roma" nr. 300, il 27 ottobre 1860, il giorno dopo lo storico incontro avvenuto a Teano, tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, che pose fine alla spedizione dei Mille:

"Uno storico incontro; Vittorio Emanuele stringe la mano al Generale Garibaldi... verso le ore 8 e mezzo antimeridiane, il Re si trovava sulla Strada Caianello-Teano, al bivio della chiesa di Borgo, ivi gli andava incontro il generale Garibaldi; cui il sovrano stringeva la mano.
Vittorio Emanuele e il Dittatore procedevano quindi a fianco a fianco per circa dieci minuti, fino a Teano. A Porta Romana, si separavano. I Due si parlarono da soli per circa 10-20 minuti, cosa si siano detti, sono tutte supposizioni, ma lo si può dedurre dagli avvenimenti che seguirono. Dopo una stretta di mano, si presume, si lasciarono alle porte di Teano, al largo di Porta Romana. Il Re prese alloggio a Teano nel palazzo del principe Santagapito ove fino alle due di notte avevano alloggiato i Borbone: il conte di Trani, i generali Salzano e Ritucci mentre nella piazza bivaccavano i soldati borbonici. Questi, al sopraggiungere dei garibaldini, dopo una breve sparatoria, montarono a cavallo e si ritirarono verso Sessa. Garibaldi con Mario, Missori, Nullo e Canzio, si fermò, per circa un'ora, in una vicina stalluccia al largo Muraglione, per far riposare il suo cavallo e consumare un frugale pasto. Per colazione il Dittatore mangio pane, formaggio e una bottiglia di vino e per frutta tre fichi offertigli da un contadino, che il Generale ripagò con una moneta d'argento. Ai curiosi che erano accorsi a rendergli omaggio disse di andare a salutare il Re. Era lui che ora dovevano ossequiare."


Ritratto a carboncino di Giuseppe Garibaldi
eseguito da Tranquillo Cremona
il 12 - 02 1875 


Minuta del telegramma di auguri a Garibaldi, scritta dal re Vittorio Emanuele II, con la firma di Cavour
Torino marzo del 1961. 

Dopo la battaglia di Castelfidardo avvenuta il 18 settembre del 1860 con il plebliscito del 4 novembre, anche  i possedimenti pontifici delle Marche e dell'Umbria vennero annessi al Regno d'Italia,


la cui nascita, dopo la prima convocazione del parlamento italiano che avvenne il 18 febbraio 1861, fu ufficializzata il 17 marzo del 1861 a Palazzo Carignano, nuova sede del parlamento italiano a Torino, alla presenza di colui che divenne il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II e del primo presidente del consiglio italiano Camillo Benso conte di Cavour che morì il 6 giugno di quello stesso anno.


Vittorio Emanuele II


Legge 4671 del Regno di Sardegna che proclama la nascita ufficiale del Regno d'Italia


Bozza del discorso della Corona, scritto da  Camillo Benso conte di Cavour nel febbraio 1861.


Ritratto di Camillo Benso conte di Cavour, in età giovanile,
 eseguito da Paolo Bozzini nel 1841

L'assetto territoriale del Regno d'Italia però non era ancora definitivo perché con il plebiscito del 21 - 22 ottobre del 1866 dopo la terza guerra di indipendenza vennero annessi Mantova e il Veneto; con il plebiscito del 2 ottobre del 1870, dopo il 20 settembre del 1870 in cui vi fu la presa di Roma con la breccia di Porta Pia, venne annesso il Lazio


Frammenti recuperati il 20 settembre 1870, dalla breccia di Porta Pia

e dopo la prima guerra mondiale nel 1919 il Trentino Alto Adige.
Capitali del Regno d'Italia furono:
Torino dal 1861 al 1865
Firenze dal 1865 al 1871
Roma dal 3 febbraio 1871 al 2 giugno 1946 quando venne decretata la fine del Regno d'Italia  e  nacque la "Repubblica Italiana" di cui Roma è  capitale.

© Sciarada Sciaranti

lunedì 14 marzo 2011

Mosaico con maschere sceniche


" Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni. "

La Dodicesima Notte 
William Shakespeare

Questo mosaico risalente al II secolo d.C., è una decorazione proveniente probabilmente dalle Terme Deciane sull' Aventino, oggi è conservato a palazzo Nuovo nei musei capitolini, donato  nel 1824 da Leone XVI. 

sabato 12 marzo 2011

La terra dei faraoni - L'isola di Kitchener

Horatio Herbert Kitchener nato a Listowel il 24 giugno 1850, esperto di organizzazione militare (avviò l'uso dei campi di concentramento nella guerra anglo-boera, in cui persero la vita circa ventiseimila donne e bambini),  nel periodo in cui fu per la sua patria ufficiale di colonia e comandante dell'esercito egiziano, coltivò la sua passione per la botanica  realizzando un orto botanico sull'isola che oggi porta il suo nome, ma conosciuta anche come l'isola degli alberi ".
  

Un vero paradiso tropicale che si estende per circa sette ettari in cui Kitchener  fece portare piante provenienti dall'Asia e dal resto dell'Africa. 


L' isola degli alberi si trova ad ovest dell'isola Elefantina e fu donata  all'Egitto da Kitchener.


Nominato ministro della guerra del Regno Unito nel 1914, Kitchener perse la vita il cinque giugno 1916 nel mare delle isole Orcadi su l'incrociatore Hampshire affondato da un sommergibile tedesco che lo aveva intercettato. Kitchener si stava recando dallo zar Nicola II, per una consulenza di riorganizzazione militare.


Horatio Herbert Kitchener

© Sciarada Sciaranti

venerdì 11 marzo 2011

Eleganza e dignità


" Esso è al di là - sempre al di là di qualche cosa, d'una voce, d'una nota di violino. Attraverso spessori e spessori d'esistenza, si svela, sottile e fermo... "

La nausea
Jean Paul Sartre

mercoledì 9 marzo 2011

Mercoledì delle Ceneri, l'inizio della Quaresima

"Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris - Ricordati uomo, che sei polvere e polvere ritornerai", questa è la formula tradizionalmente usata nella liturgia del "Mercoledì delle Ceneri" mentre si celebra il rito dell'imposizione delle ceneri, ovvero il rito in cui viene sparso sul capo dei fedeli un pizzico di cenere ottenuta bruciando i rami d'ulivo benedetti la "Domenica delle Palme" dell'anno precedente. Con la riforma del Concilio Vaticano II, a questa formula se ne aggiunge una seconda in alternativa, che recita: "convertitevi e credete al Vangelo".


Dal XIII secolo, per circa cinque secoli, l'imposizione delle ceneri  che il cardinale protovescovo praticava sul capo del pontefice e che si svolgeva per tradizione nella chiesa di S. Anastasia al Palatino, da cui partiva una processione, in cui i fedeli (a piedi scalzi fino al XII secolo) raggiungevano la prima stazione quaresimale della chiesa di S. Sabina sull'Aventino, fu eseguita in silenzio e solo all'inizio del settecento la formula ammonitrice fu recuperata.


Stazione di Santa Sabina

Con il Mercoledì delle Ceneri, che segue il Martedì grasso ultimo giorno di carnevale, inizia nel rito romano la "Quaresima", un periodo di preparazione alla "Pasqua", un periodo di quaranta giorni in cui si fa penitenza attraverso: il digiuno come simbolo di astensione dal peccato (oggi limitato al Mercoledì delle Ceneri e al "Venerdì Santo"), il mangiare di magro rinunciando alla carne come simbolo di rinuncia al lusso, la preghiera come simbolo dello spazio che Dio merita e la carità come simbolo dell'impegno fraterno verso gli altri. Nel  rito ambrosiano, invece la Quaresima il cui inizio è posticipato di quattro giorni, coincide con la prima domenica di Quaresima.


Papa Giovanni Paolo II durante il rito dell'imposizione delle ceneri

Ora, la chiesa delle origini, per i primi tre secoli, non contemplava un periodo di preparazione alla "Pasqua", probabilmente perché il sentire cristiano della conversione a Dio era vivo e attivo, esisteva solo un digiuno ascetico - illuminativo di uno o due giorni, praticato dai catecumeni. Nel IV secolo il digiuno entra a far parte dei riti penitenziali, che i peccatori  svolgevano per riconciliarsi con Dio e che iniziavano la VI domenica precedente la Pasqua, duravano quaranta giorni e si concludevano all'ora nona del giovedì santo (come oggi nel rito ambrosiano). Nel VI secolo poiché  fu proibito praticare i riti penitenziali di domenica, volendo mantenere i quaranta giorni effettivi di penitenza, l'inizio del percorso di contrizione fu spostato   al mercoledì che precede la prima domenica di Quaresima, così nacque il Mercoledì delle Ceneri che si celebra nel rito romano.


Mercoledì delle Ceneri
di JulianFałat
acquarello 1881

La durata di quaranta giorni dei riti penitenziali è dovuta alla presenza di questo numero nella Bibbia:

Antico Testamento
1 quaranta giorni del diluvio universale
2 quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai
3 quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero entrati
4 quaranta giorni in cui il  profeta Elia camminò per giungere al monte Oreb
5 quaranta giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla

 Nuovo Testamento
1 quaranta giorni che Gesù passò nel deserto
2 quaranta giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione di Gesù e l'Ascensione

e anche
quaranta anni trascorsi da Israele nel deserto.

Le domeniche della quaresima sono anche conosciute con il nome della prima parola dell'introitus, che è il canto iniziale della celebrazione eucaristica che accompagna il celebrante ed i suoi ministri all'altare:

1 Invocavit - Invocabit me, et ego exaudiam eum (salmo 91,15) - Prima domenica di Quaresima
2 Reminiscere - Reminiscere miserationum tuarum (salmo 25,6) - Seconda domenica di Quaresima
3 Oculi - Oculi mei semper ad Dominum (salmo 25,15) - Terza domenica di Quaresima
4 Laetare - Laetare, Jerusalem (Isaia 66,10) - Quarta domenica di Quaresima
5 Judica - Judica me, Deus (salmo 43,1) - Quinta domenica di Quaresima
6 Palmarum - Domenica in Palmis - Domenica delle Palme


martedì 8 marzo 2011

Giornata Internazionale della Donna

Una leggenda metropolitana diffusasi dopo la Seconda Guerra Mondiale sostiene che la nascita di quella che oggi viene comunemente chiamata "Festa della Donna", risalirebbe all'otto marzo 1908, giorno in cui 129 operaie della fabbrica di camicie Cotton o Cottons di New York, in sciopero per rivendicare migliori condizioni lavorative, vennero chiuse dal loro datore di lavoro Mr. Johnson all'interno della fabbrica e persero la vita in un incendio che si sviluppò lì dentro, quindi per ricordare e onorare queste donne nacque la festa.
Tutte le ricerche fatte per convalidare questa ipotesi non trovano alcun riscontro nella realtà, non si è trovata traccia dell'esistenza della fabbrica Cotton o Cottons ed è possibile  che questa storia possa aver preso origine dalla fusione di due eventi realmente accaduti: 
1 lo sciopero di 20.000 operaie newyorchesi della Triangle Shirtwaist Company di New York, che durò dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, legato a rivendicazioni sindacali e
2 la tragedia in cui il 25 marzo 1911 nella  stessa fabbrica la Triangle Shirtwaist Company di New York, a causa di misure di sicurezza insufficienti, morirono arsi vivi 146 operai, di cui la maggior parte donne immigrate. Gli operai, per paura che rubassero i tessuti o facessero troppe pause,  erano stati chiusi a chiave, in una stanza dell'ottavo piano dell'edificio,  dai proprietari Max Blanck e Isaac Harris , i quali pur trovandosi al decimo piano trovarono scampo senza però liberare gli operai intrappolati. Max Blanck e Isaac Harris subirono un processo che li vide assolti e come se non bastasse, ricevettero dall'assicurazione 445 dollari di risarcimento per ogni persona morta mentre le famiglie degli operai ne ricevettero soltanto 75.


Vigili del fuoco impegnati nello spegnimento dell'incendio alla fabbrica Triangle Shirtwaist Company



Le salme degli operai morti


 Processione in onore degli operai morti

L'imput alla genesi di un giorno dedicato alla donna lo si scorge per la prima volta, in una delle consuete conferenze che il partito socialista di Chicago teneva ogni domenica al Garrikc theater e precisamente in quella presieduta dalla socialista Corinne Brown, svoltasi il 3 maggio 1908 e a cui fu dato il nome di "Woman's day", i temi trattati furono lo sfruttamento delle operaie da parte dei datori di lavoro: il loro basso salario e i massacranti orari di lavoro, il diritto di voto e le discriminazioni sessuali.
Il passo successivo avvenne il 28 febbraio 1909 quando tutte le sedi del partito socialista americano dedicarono l'ultima domenica di febbraio alle manifestazioni per il diritto di voto alle donne.
Il 26 e 27 agosto 1910, nell'edificio del movimento operaio al 69 di Jagtvej, nella Folkets Hus - Casa del Popolo (chiamata successivamente "Ungdomshuset") di Copenaghen, durante la seconda conferenza internazionale delle donne socialiste, "fu assunta come risoluzione" , una mozione per istituire una Giornata Internazionale della Donna in cui rivendicare i propri diritti, mozione citata da Clara Zetkin nel Die Gleichheit. 



Clara Zetkin

In Europa la Giornata Internazionale della Donna non ha uno sviluppo costante:
il 18 marzo 1911 giorno del quarantennale della Comune di Parigi, la Francia ha la sua prima Giornata Internazionale della Donna,  che ripeterà organizzata dal partito socialista il 9 marzo del 1914.
Il 19 marzo 1911,  l'Austria, la Germania, la Danimarca e la Svizzera hanno la loro prima Giornata Internazionale della Donna, secondo ciò che sostiene Aleksandra Kollontaj, in ricordo del 19 marzo del 1848  data in cui il re di Prussia dovette assoggettarsi alla rivolta del popolo promettendo ma non mantenendo tra le altre cose, anche il diritto di voto alle donne. In Germania venne poi ripetuta l'otto marzo del 1914.


Aleksandra Kollontaj


Il 3 marzo 1913 la Giornata Internazionale della Donna arriva per la prima volta in Russia, precisamente a San Pietroburgo dove il partito bolscevico partecipa con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, la polizia zarista però interviene ponendo fine alla manifestazione. Nel 1917 il 23 febbraio del calendario giuliano, l'otto marzo del calendario gregoriano le donne russe manifestano, chiedendo la fine della Grande Guerra in cui erano caduti circa due milioni di soldati russi, innescano così una serie di proteste che passano alla storia sotto il nome di " rivoluzione russa di febbraio " e portano alla caduta dello zar e a ottenere il diritto di voto per le donne; Il 14 giugno del 1921, in ricordo di questi eventi, durante la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste che si svolge a Mosca, si decide di fissare l'otto marzo "la Giornata Internazionale dell'Operaia".
Il 12 marzo del 1922 la Giornata Internazionale della Donna fa la sua comparsa in Italia sostenuta dal Partito Comunista Italiano che la pone la prima domenica successiva all'otto marzo. Facendo un salto nel tempo arriviamo al settembre del 1944 quando le donne del PCI (Partito Comunista Italiano), del PSI (Partito Socialista Italiano), della Democrazia del Lavoro, della Sinistra Cristiana e del Partito d' Azione fondano l'UDI (Unione Donne in Italia) e insieme, l'anno successivo, organizzano la Giornata Internazionale della Donna in data 8 marzo 1945. La fine della Seconda Guerra Mondiale permette nel 1946 di organizzare in tutta Italia (anche se non era ancora una ricorrenza nazionale) la Giornata Internazionale della Donna ed è in quest'anno che da un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, compare il suo più famoso simbolo, la mimosa, che fiorisce nel mese di marzo e rappresenta il rinnovamento e la vittoria.



Teresa Noce


Rita Montagnana


Teresa Mattei

Gli anni cinquanta non rappresentano un buon periodo per la Giornata Internazionale della Donna, la distribuzione della mimosa e del mensile "Noi donne" pubblicato dall'UDI, sono visti come un gesto "atto a turbare l'ordine pubblico" e la proposta di  legge presentata in parlamento nel 1959 da Giuseppina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni, non ottiene alcun esito positivo.


Giuseppina Palumbo


Giuliana Nenni

La Giornata internazionale  della donna dell'8 marzo 1972 in cui  le femministe gridano i loro slogan: "tremate tremate le streghe son tornate" - "donna, donna non smettere di lottare, tutta la vita deve cambiare" - "l’utero è mio e lo gestisco io", organizzata a Campo de' Fiori a Roma e sostenuta dall'attrice americana Jane Fonda viene repressa dalla polizia a colpi di manganelli.

Le Nazioni Unite dichiarano il  1975 come "Anno Internazionale delle Donne" e da quell'anno riconoscono l'8 marzo come "Giornata Dedicata alla Donna" . 
Nel 1977 proclamano una " Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale" che riconosce l'importanza della donna nella vita civile e sociale, impegnata attivamente a promuovere la pace.


Manifestazione 1977


Repressione della manifestazione 1977


Buona Giornata internazionale della Donna  a te Raggio di Sole, a te Elettra e a tutte voi!
Festeggiamo con un sorriso, ricordando le nostre nonne e le nostre madri, che hanno combattuto in prima linea, affinché oggi, noi, con le nostre figlie e le nostre nipoti   potessimo godere dei nostri diritti, che anche se spesso vengono violati ESISTONO!

Porgo un augurio a tutte quelle donne che ancora non sono libere e vivono la loro vita nella sofferenza!

© Sciarada Sciaranti

domenica 6 marzo 2011

Amistad

Ringrazio la meravigliosa Stella che diffonde la catena dell'amicizia tra blog, le stringo virtualmente la mano in questo passaggio d'amicizia, che va da lei a me e da me a  tutti voi.



"Oh il conforto, l'inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli; proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto".

Mary Ann Evans
George Eliot


"Crescere insieme
senza perdere la propria identità,
donarsi per possedere in forma allargata,
fondersi in un tutto unico e tuttavia
continuare ad esistere ciascuno
per proprio conto:
questo è il segreto del vincolo dell'amicizia".

Siegfried Kracauer

Chiunque voglia copiare i loghi della catena dell'amicizia  per offrirli ai propri "blog amici"   può farlo sul blog dei premi di Stella.

sabato 5 marzo 2011

Lo specchio di Golconda - Il Corvo di Salaparuta

Avevo bisogno disperato di un amico comprensivo, che lenisse i dolori del mio corpo ormai stremato dagli spasmi del vomito e attenuasse l'acido che invade il palato. Un disgustoso continuo conato che mi assale quando uno sprazzo di lucidità mi rivela cosa è rimasto di me, dell'uomo che ero. Così il Corvo di Salaparuta corre in mio soccorso, sincero, genuino, affidabile, scende lungo la gola come balsamo per le ulcere generate dalle urla rimaste dentro, per le parole che non ho più detto, per le invettive che mi sono risparmiato; eppure i miei occhi hanno continuato a vedere e le mie orecchie a sentire quello che questa razza aliena fa e dice a me e al mio popolo.


Monarchi assassini che giocano con la vita dei sudditi e sorridono quando li uccidono, menando vanto della loro mira e preparando la loro nobile discendenza a proseguire sulle stesse orme. Bestie immonde, il Corvo mi salverà, riuscirà a trovare in sè la forza dell'oppio per offuscare la mente, così da concedermi un sonno ristoratore, non più tormentato dalle urla di quattro bambini rom che bruciano nella loro misera baracca, fortunatamente mi farà sordo e potrò riposare sereno nella pace di meravigliosi, sicuri appartamenti che un pio albergo avrà misericordiosamente regalato a chi veramente ne aveva bisogno e diritto. Possa l'acre odore, di quelle giovani carni arse nel fuoco, ammorbare l'aria delle case della vergogna fino a renderla irrespirabile e tossica.


Vieni amico mio, capace di consumarti per me, di farti carico dell'angoscia che mi attanaglia, quando bambine, che qualcuno vede donne, indifese e terrorizzate osservano gli occhi sbarrati di belve adulte che strappano loro la vita. Vieni ancora amico Corvo e forse riuscirò  a far svanire la mia paura, si il profondo terrore che mi assale, ma non per quegli assassini, perchè non sono loro a farmi paura, ma la mandria dei curiosi e dei creatori di morbosità, gli affaristi del pianto, possa esistere il Dio in cui io credo, così implacabile da farli tormentare per l'eternità con dolori propri. Ti stai esaurendo per aiutarmi, ma ormai è fatta, sono sordo e avvolto dall'oblio, amico Corvo di Salaparuta, buono e genuino vino, ho solo il tempo per dire a chi vorrà ascoltarmi, di essere diverso, di non somigliarmi, di provare disgusto per l'uomo che ormai sono, forse sarai capace di sopprimere l'alieno invasore, forse...
© Golconda  

venerdì 4 marzo 2011

La terra dei faraoni - Il mausoleo dell'Aga Khan

Il sultano Mahommed Shah - Aga Khan III, nato a Karachi il due novembre del 1877 dal matrimonio dell' Aga Khan II con Nawab A'lia Shamsul-Muluk sua terza moglie, dopo la morte del padre avvenuta nel 1885 divenne il quarantottesimo Imam dei musulmani ismailiti nizariti. 
Nel 1897 la regina Vittoria gli conferì il titolo onorifico di Cavalier Comandante dell'Impero indiano.
Nel 1902 Edoardo VII gli assegnò il titolo di Cavaliere Gran Commendatore.
Nel 1906 fondò la Lega Musulmana Indiana che sosteneva la divisione del Regno dell'India in India e Pakistan.
Nel 1926 istituì per diletto "l'Aga Khan Trophy" una gara di purosangue da corsa che si svolgeva ogni anno a Dublino, durante la prima settimana di agosto. 
Nel 1937 - 1938  fu  presidente della Società delle Nazioni.
Ebbe quattro mogli:
1 Shahazda Begum, nipote dell'Aga Khan I nonché sua cugina, sposata nel 1893
2 Cleope Teresa Magliano, ballerina sposata nel 1903, gli diede due figli: Giuseppe Mahdi Khan e Ali Solomone Khan
3 Andrée Joséphine Carron co-proprietaria di un negozio di abbigliamento a Parigi, sposata nel 1929 (lei non si convertì mai all'Islam), gli diede un figlio: Sadruddin Aga Khan
4 Yvette Labrousse Blanche, Miss Francia nel 1930, sposata nel 1944. 
Quest'ultima, conosciuta col nome di Oum Habibah e rinominata Begum Mata Salamat - Madre della Pace dopo la morte del marito avvenuta l'undici luglio del 1957 ad Assuan, per rendergli onore fece costruire il mausoleo sulla riva occidentale del Nilo di fronte al versante meridionale dell'isola Elefantina su un promontorio che sovrasta la villa di famiglia. Nel mausoleo c'è una moschea e il sarcofago in marmo bianco di Carrara in cui sono stati incisi brani del Corano. 

© Sciarada Sciaranti


Allego un articolo tratto da pagina 11
del Corriere della Sera
21 aprile 1997

La vedova dell' Aga Khan: Niente turisti al mausoleo

EGITTO La vedova dell'Aga Khan: Niente turisti al mausoleo IL CAIRO -
La vedova dell'Aga Khan terzo, Oum Habiba - piu' nota come Begum - ha chiesto al governo egiziano di chiudere l'accesso turistico al mausoleo che custodisce le spoglie del marito ad Assuan, in segno di protesta contro le rumorose comitive, "prive di rispetto e profanatrici del silenzio dovuto a un cimitero". Ne da' notizia il quotidiano egiziano "Al Ahram", senza precisare se la richiesta sia stata fatta durante l'annuale visita che la Begum - 85enne e residente a Parigi - compie al mausoleo nella stagione invernale. Il governatore di Assuan, Salah Mesnah ha inviato un messaggio a Kharim Agha Khan (quarto), capo degli ismaeliti e erede legittimo dell'Agha Khan terzo, chiedendogli di evitare la chiusura della tomba, visitata ogni mese da circa 70 mila turisti.

giovedì 3 marzo 2011

La terra dei faraoni - L' Old Cataract

"L' Old Cataract" è un albergo in stile vittoriano di ben centoventotto stanze e 8 suites, fu costruito sulla riva del Nilo da Thomas Cook ad Assuan nel 1899 sul punto più alto di un basamento di granito rosa, sullo strascico del deserto nubiano, di fronte all'isola di Elefantina ed è entrato nella leggenda per aver ospitato le riprese del film "Assassinio sul Nilo", tratto dal romanzo giallo di Agatha Christie, "Poirot sul Nilo".


" ... «Quello è Hercule Poirot, il famoso investigatore» disse la signora Allerton.
Lei e il figlio sedevano in due poltrone a dondolo, dipinte in rosso vivo, davanti al Cataract Hotel di Assuan, e guardavano due figure che si allontanavano: un ometto di bassa statura vestito d'un completo di seta bianca, e una signorina, alta e snella.
Tim Allerton si raddrizzò con insolita vivacità.
«Quell'ometto ridicolo?» chiese incredulo.
«Quell'ometto ridicolo.» ... "


Poirot sul Nilo


L'albergo che ha avuto come ospiti: lo zar Nicola II, Howard Carter, Sir Winston Churchill, Agatha Christie, il duca di Connaught, terzo figlio della regina Vittoria, l' Aga Khan III, il re Farouk di Egitto, lo Shah dell'Iran, Nahas Pacha, Khedive Abbas Helmi Soverein d'Egitto, il re del Marocco Mohamed V , Margaret Thatcher, Jimmy Carter, Helmut Kohl, la regina Noura di Giordania, Lady Diana e la principessa Caroline di Monaco,  nel 1992  è stato ristrutturato mantenendo lo stile originale con  soffitti alti, lunghi corridoi e decorazioni moresche; attualmente è chiuso al pubblico, ma, potrebbe essere riaperto  a settembre 2011.


© Sciarada Sciaranti


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