giovedì 5 luglio 2012

Il Congresso degli Arguti - Il Facchino

Vi svelo un segreto, tra tutte le statue parlanti quella del Facchino, in marmo Caristo - cipollino antico, che rappresenta un uomo con indosso la divisa tipica dei portatori d'acqua e di vino e che tiene tra le mani un caratello* zampillante alimentato dall' acquedotto dell'Acqua Vergine è la mia preferita perché ricorda un antico mestiere semplice, umile e ormai scomparso. 

Caratello*= contenitore di legno a forma di botte con una capienza variabile tra i 25 e i 200 litri


Questa fontana nasce tra il 1586 e il 1598 probabilmente per volere della "Corporazione degli Acquaroli", il Vanvitelli in una sua perizia del 1751 l'attribuisce a Michelangelo mentre il D'Onofrio l'attribuisce a Jacopo Del Conte la cui vena artistica di ispirazione michelangiolesca avrebbe indotto il Vanvitelli in errore (alcuni ritengono che fu lo stesso Jacopo Del Conte a pagare la sua opera che, pur messa a disposizione del pubblico, doveva abbellire la facciata del palazzetto in cui abitava); originariamente il Facchino faceva parte della facciata di Palazzo Grifoni in via del Corso a fronte della chiesa di San Marcello, ma, nel 1872, per preservare la fontana ferita dagli urti delle carrozze e dalle sassate dei ragazzi che vi giocavano intorno venne spostata in via Lata e addossata a palazzo De Carolis che aveva inglobato nel frattempo palazzo Grifoni e palazzo Del Ponte, in questo spostamento il Facchino perse la sua edicola architravata, la vasca notevolmente più ampia e un'epigrafe scritta dall'abate Godard che recitava:


" Abundio Ritio
in publicis stillicidiis coronato
in ligandis super ligandisque sarcinis
expertissimo
Qui vexit quantum volvit
Vixit quantum potuit
et dum vini cadum intus
et exstra portabat
nolens obit "

" A Abbondio Rizio
coronato sul pubblico marciapiede
nel legare e sollevare fardelli
espertissimo
il quale portò quanto peso volle
visse quanto potè
ma un giorno mentre un barile di vino in spalla
e un altro in corpo portava
morì senza volerlo "


Quest'iscrizione oltre a svelare il nome del personaggio scolpito: Abbondio Rizio* e il suo apprezzamento per il vino, ricordava lo strano rituale a cui dovevano sottoporsi i nuovi facchini: i colleghi più anziani dopo averli incoronati con una corona fatta di bieta e verdure, gli facevano ripetutamente battere il sedere sul marciapiede ( in pubblicus stillicidiis coronato ), nel punto esatto della postazione a loro riservata, la cerimonia che costituiva l'ufficiale presa di possesso del luogo di lavoro, si concludeva sempre allegramente in osteria.

Abbondio Rizio*= L'immaginazione popolare riconosceva nel volto del Facchino quello di Martin Lutero o quello del gesuita Marco Antonio De Dominis, che imprigionato a Castel Sant'Angelo su ordine  di Paolo VI, si avvelenò 


Nel 573 i Goti nel tentativo di espugnare la città difesa dal brillantissimo generale bizantino Bellisario danneggiarono gravemente tutti gli acquedotti che successivamente subirono numerosi interventi di riattivazione delle condutture, ma non sufficienti per il ripristino delle innumerevoli fontane di Roma e il popolo sotto questa carestia usufruiva dell'acqua del Tevere per lavarsi e quella dei facchini per bere, durante il giorno, dietro modesto compenso l'acqua era venduta in strada o portata a destinazione fin dentro casa in botti e botticelle riempite volutamente di notte alla fontana di Trevi probabilmente per evitare di pagare la tassa sull'acqua citata in un documento del 1500: " Che qualunque acquarolo che piglia acqua dalla fontana di Trevi de continovo tutto lo anno, paghi in tutti julii cinque: item, che tutti cavalli et muli che caricano acqua alla fontana, paghi baiocchi cinque per ciasche bestia ".
Tra il 1572  e il 1585 Gregorio XIII decise di promuovere un'opera di ristrutturazione profonda degli acquedotti che diede come risultato finale il ritorno abbondante dell'acqua a Roma il che decretò nel 1590 la fine del mestiere di approvvigionatore d'acqua, e facendo attenzione alle date si nota che la fontana del Facchino "prendeva vita" proprio quando questo mestiere stava morendo.


Al marmo di via lata Gian Battista Marini dedicò questo madrigale:

" O con che grato ciglio,
Villan cortese, agli assetati ardenti
Offri dolci acque algenti
Io ben mi meraviglio
Se vivo sei, qual tu rassembri a noi,
Come in lor mai non bagni i labri tuoi.
Forse non ami i cristallini umori,
Ma di Bacco i licori! "


Post dedicati al Congresso degli Arguti

17 commenti:

  1. Sempre interessanti queste tue incursioni storiche. Dettagliare, precise, riescono a dare tutto il sapore della vita vissuta.
    Buona giornata

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  2. Trovo meravigliosi i dettagli: da soli raccontano già una storia.
    Come sempre la tua descrizione è completissima, mi sembra di vederla mentre tu racconti : )
    Ciao, buona giornata

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  3. j'ai écouté plus la chanson de la giuventù que j'ai regardé ton billet.. qui est très bien.. :))

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  4. Sciarada, le tue evocazioni storiche molto minute e particolari intorno a immagini di monumenti, strutture architettoniche etc. in genere poco conosciute sono sempre incredibilmente affascinanti.

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  5. E excelente, grandisima storia, mi piace molto!
    Abbracci.

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  6. Adoro le fontane...e questa la trovo gradevolissima e frizzante,come il tuo bellissimo testo!
    Ciao Sciarada:)
    Luci@

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  7. Non si può volere niente di più. Un post esauriente, brillante e con chicche a profusione ....
    ma un giorno mentre un barile di vino in spalla
    e un altro in corpo portava
    morì senza volerlo.
    eccezionale, Ciao

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  8. It's amazing how water can control the people in war and in peace.

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  9. Ciao Sciarada!
    L'arte e la storia sono cultura da leggere e da scoprire,incantevole post e le foto da te scattate sono come sempre delizia degli occhi
    Grazie cara Amica,ti auguro magico Week
    Un bacio e tanti sorrisi

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  10. like your post ! meravigliosi detagli
    un esselente finsettimana
    anni

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  11. très belle fontaine avec une pierre qui reflète la lumière !
    bon dimanche sciarada
    ciao

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  12. Ciao, sono passata ad invitarti ad un post di massa; se passi da me e leggi questo articolo capirai il perché

    http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2012/07/timbuctu.html?
    > utm_source=BP_recent


    stanno distruggendo qualche cosa che appartiene al patrimonio dell’umanità, ma nessuno ne parla, se vuoi aiutaci a spargere la voce e a sollevare un “polverone”.
    Oggi leggi l’articolo sul mio blog poi, se ti va invita quante più persone puoi a leggerlo inviando loro questo commento, poi, sempre se ti va, martedì 10/07 passa da me, copia il post che pubblicherò e mettilo sul tuo blog,se lo facciamo tutti insieme e ci aiutate a spargere la voce aumentiamo la portata e possiamo far sapere a tutti quello che sta succedendo , perciò , se potete fate girare questo commento. L’intento è quello di creare un fenomeno di massa che permetta di far trapelare la notizia il più possibile, nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo, se ti va aiutaci anche tu. Collabora con me in questa opera di sensibilizzazione Audrey autrice del blog Borderline.
    Antonella

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  13. ...ciao Sciarada. Da quando ho avuto la fortuna d'incontrarti, mi sono posto subito una domanda, che dopo questa lettura, non ho più dubbi sulla risposta: la prosa, definibile come un ente che rispecchia un'espressione linguistica che non segue l'eco di misure e ritmi regolari, non sempre rispetta tali canoni: nella tua sono riscontrabili dei segni che seguono un'altra voce: quella passionale del cuore. E quand'io la leggo, non posso eludere un sentimento interiore. Questo saper coinvolgere si chiama, stile!...ciao, rada scia...

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  14. ...quando ho visto la testa scolpita, la quale mi ha riportato con l'immaginazione a Martin Lutero, la memoria, che non è la mia migliore qualità, mi ricondotto a pensare che già questo post l'avevo letto...infatti ho trovato un vecchio commento: che fatalità la vita!...grazie Signora, lei è una manna caduta da non so dove...abbraccio..

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