domenica 25 dicembre 2016

Un cielo di Natale color Ambra


* " Quanta malinconia in questo racconto di Natale*. Eppure più vero, più caldo ed emozionante nella sua morbida luce di tutte le luminarie che ci frastornano dintorno in questi giorni, superficiali e false portatrici di allegria. La " Luce misteriosa " dei sentimenti è ben altra.
Le tradizioni cristiane che ancora esistono si rifanno ai riti pagani, sepolti nella notte dei tempi, ma non mi stupirei  se le feste e i rituali pagani risalissero a ere primordiali.
Non ho mai fatto l'albero di Natale con un albero vero. A casa mia i miei genitori non lo volevano e io ho proseguito la tradizione. Un albero è un essere vivente anche se inanimato e bisogna rispettarlo.
No ho il Calendario dell'Avvento a casa mia, ma ogni mattina, quando mi sveglierò penserò... e simbolicamente aprirò una finestrella.
Meravigliosa descrizione del presepe con paesaggi e  persone della vita di ogni giorno. Un presepe poetico e reale.
La tombola... le immagini, i numeri... tutto ha un sapore pieno di fascino che ricorda le misteriose tradizioni che legano gli uomini del passato a quelli di oggi e di domani. 
La migliore ricompensa per un regalo è vedere la gioia nello sguardo di chi lo riceve."

* Il testo è un assemblaggio dei commenti lasciati da Ambra su questo blog nei post dedicati al Natale, segue un pensiero per Monica, uno sul Capodanno e i suoi auguri.
racconto di Natale* = Natale sul Reno di Luigi Pirandello


A Monica


" Mi pungevano le lacrime nel leggere le tue parole. Ho due figli, ma non ho mai perso un figlio né bimbo né adulto. Non ti conosco, ma sono certa che, per quanto mi sforzi con tutta l'empatia di cui sono capace, di entrare nel tuo cuore, per soffrire insieme con te, so che fino in fondo non riuscirò a conoscere l'immensità del tuo dolore, pur se riesco almeno ad immaginarla.
Mi dispiace tanto, le tue parole sono di una persona annientata dalla sofferenza, ma l'amore che c'è in te colmerà quel vuoto che ora ti opprime.
Sono un'estranea per te, ma, credimi, spero che l'affetto che hai destato in me, ti raggiunga e ti avvolga, per lenire anche solo un poco il tuo dolore. "

Sul Capodanno

" Il Capodanno dovrebbe essere un momento di riflessione, Di riesame. Ma chissà se tra botti e incidenti davvero qualcuno ferma la mezzanotte per guardarsi dentro e fuori. "

Buon Natale e buon anno con un grande abbraccio da parte mia


Ambra


venerdì 23 dicembre 2016

Alla ricerca della gioia e dell'allegria natalizia - Insieme raccontiamo 16

E' arrivato il sedicesimo incipit di Patricia che con il suo Insieme raccontiamo abbraccia la stagione natalizia, è un' edizione speciale che non pone limiti di parole o di battute, quindi partecipate, leggete e buon divertimento.

Per i dettagli cliccate sul nome dell'iniziativa.



Natale! Dovrebbe essere il periodo delle feste, dei pranzi in compagnia... della gioia e dell'allegria. Eppure, quest'anno sarebbe stato diverso. Troppe cose erano cambiate. Aveva soltanto più ricordi che già sapeva il tempo avrebbe sbiadito.
Doveva trovare una soluzione.....

Patricia Moll



Prese dal cassetto quell'album di fotografie che sua madre le aveva regalato, si sedette sul divano, sciolse il fiocchetto di velluto dorato che teneva unite le pagine e cominciò a sfogliarlo, conteneva tutta la sua vita in immagini, scelse quelle dedicate ai Natali passati in cui la famiglia era riunita, chiamò la sua bambina e le disse: " Vieni piccola, prepariamo l'albero di Natale, quest'anno tra le decorazioni e le luci colorate aggiungiamo delle fotografie, per ognuna di esse ti racconterò una storia e quando sarai grande, nel riguardarle insieme, tu, le stesse storie le racconterai a me e inizierai dicendomi c'era una volta ... "

Sciarada Sciaranti

Voglio ricordare che domani la ventiquattresima finestra del Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima sarà quella di Elio del blog De qua e de la e festeggeremo insieme il suo compleanno.

giovedì 22 dicembre 2016

Buon Natale !

Una nuova amica, Ofelia del blog PRIDE mi ha invitata al mio primo meme organizzato da Ferruccio Gianola con lo scopo di far diventare virali gli auguri di Natale. Lei spiega che: 

" bisogna scrivere un meme per scambiarci gli auguri di Buone Feste e cercare di coinvolgere più blogger possibili fino a far diventare questa iniziativa virale.
C’è una sola regola importante da rispettare: niente proclami religiosi o politici. "


Io non conosco Ferruccio, ma a intuito credo che " niente proclami religiosi ", più o meno possa voler dire:  niente lezioni di catechismo sul Natale che ben sappiamo essere una festa religiosa e che ben conosciamo con annessi e connessi. 

Ringrazio Ofelia e a mia volta invito in ordine alfabetico:

Clelia del blog: Klelia crea
Costantino del blog: Mostrelibriluoghi
Gianna, il Mio Dolce Sorriso del blog: Gianna: Il bene in noi
Leonardo del blog: Leonardo - note in libertà
Pia del blog: Mondo d'Arte di Pia

Con i nomi mi fermo a cinque, ma vi considero tutti invitati. 



Il mio augurio per voi è che possiate passare un Natale lontano dalle ipocrisie e dalle formalità, vi auguro un Natale che vi possa sorprendere con la dolcezza, che vi faccia spalancare gli occhi dalla gioia e che vi inondi il cuore di bellezza, vi auguro un Natale da bambini fortunati. 
A chi soffre auguro un Natale che permetta di trovare la strada giusta.
Poi ai bulli pieni di sé, brutali, con tanti muscoli e niente cervello, che mentono e manipolano la realtà, alle galline pettegole e starnazzanti che osservano dal buco della serratura senza capire cosa vedono e proiettano la loro volgarità sulle brave persone, agli imbecilli che con aggressività, per convinzioni che non hanno niente a che vedere con la verità, insultano e mettono in difficoltà chi è educato, auguro un Natale illuminante che li possa far inginocchiare e vergognare davanti al loro essere privi di anima.



Buon Natale a tutti !

mercoledì 21 dicembre 2016

"Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta."

Fino a questa mattina non mi ero resa conto che la finestra di Monica si sarebbe aperta sul solstizio d'inverno, porta d'entrata di una stagione ostica, fredda, difficile.
Lei poteva realizzare il suo post per la fine del calendario e io come unica data a disposizione avevo il 21 dicembre, una coincidenza. Monica è la mamma del nostro Alessandro e insieme alla sua famiglia dall'anno scorso ha dovuto affrontare una realtà devastante in cui quella sofferenza che, per la sua vastità sfocia anche nel dolore fisico che ti leva il fiato, ha iniziato a muoversi in un inverno infinito. Ale è volato in cielo e loro sono qui nella tempesta.



Ringrazio Sciarada per avermi incluso in questo splendido calendario dell'Avvento, pur sapendo che ne sarei stata la nota stonata.
Ringrazio tutti voi per il pensiero che dedicate ad Alessandro.
Ciao Ambra.


"Venivano da lontano.
Perdute le cose che avevano, le cose che erano.
Era successo tutto troppo in fretta. Lo sapevano che il disastro stava per arrivare ma avevano sperato fino alla fine che non succedesse, che qualcosa cambiasse.
Invece no.
Era venuto il vento, poi la pioggia, infine la tempesta.
Buio dappertutto. Intorno e dentro.
Dopo, il mondo di prima non c'era più.
Non si riconosceva più.
C'erano solo rovine.
E così erano partiti.
Il viaggio era lungo e faticoso.
A volte camminando avevano voglia di ricordare le cose belle come erano state, e allora si fermavano e le guardavano nelle nuvole, e immaginavano di averle ancora.
Ma erano cose fatte di nuvole e dopo un po' si dissolvevano.
A volte erano arrabbiati, tristi, cattivi e avevano solo voglia di dimenticarle le cose belle, di cancellarle come se fossero state scritte sulla lavagna e come se una volta cancellate si potesse smettere di pensarle.
Ma non era così.
A volte i ricordi facevano male pungenti come spine.
A volte invece ci si ricordava solo la rosa e non si pensava alle spine e allora era bello perché era come essere ancora al posto di prima.
A volte quando si addormentavano desideravano non svegliarsi più perché il sonno era un bel posto dove stare: lì dentro sembrava che le cose fossero come prima.
Poi però si svegliavano- ci si sveglia sempre a un certo punto- e faceva più male, più male di prima.
Allora facevano finta di niente e si occupavano delle cose necessarie, come trovare la strada giusta.
Da che parte bisognerà andare?
Sarà questa la direzione?
Arriveremo da qualche parte?
Tenersi occupati in quel modo li aiutava a non pensare. Ma non durava tanto.
È difficile non pensare a lungo.
E quando pensavano si sentivano confusi e persi.
A volte erano stanchi.
Così stanchi che non si reggevano più in piedi e dovevano fermarsi a riposare.
A volte non avevano fame e non avevano sete, ma dovevano costringersi a mangiare e bere.
Non avevano più voglia di giocare, cantare, ridere.
Però si sforzavano, un po' alla volta, perché il viaggio era lungo e bisognava pur far qualcosa mentre si andava.
Qualche volta qualcuno rideva e poi gli dispiaceva di aver riso.
Qualcuno giocava e poi si fermava di colpo e gli dispiaceva di aver giocato.
Avevano cuori pesanti e valigie piccole.
Portavano con sé poche cose, ma preziose.
Cose segrete della vita di prima, quando insieme si stava bene e si era più interi.
Ciascuna valigia era piena di segreti.
Ciascuno la teneva per sé.
Ogni tanto qualcuno apriva la sua piccola valigia e ci guardava dentro.
Non voleva che gli altri vedessero i suoi segreti.
Così poi la richiudeva e ci si sedeva sopra.
Le valigie restavano chiuse.
E loro erano soli.
Insieme ma soli."



Il Natale non è la festa di tutti. Non tutti i Natale sono uguali. Non tutte le mamme o i papà sono uguali, non tutti i bambini sono uguali. 
Ci sono i bambini incantati dalla magia dell'attesa. 
Ci sono quelli che a mani vuote sanno di attendere chi non tornerà più. 
Ci sono mamme che tra le braccia hanno tutto ciò che desiderano e ci sono madonne rabbiose a cui non sarà mai spiegato il senso del sacrificio del proprio figlio. 
Ci sono papà sicuri di poter proteggere i loro bambini e papà a cui è toccato scontrarsi con un destino beffardo che li ha lasciati sconfitti, con un senso di impotenza che li accompagna sempre, non li mollerà più.
Cosa hanno da sperare, cosa da aspettarsi queste solitudini dal Natale? 
Loro non appartengono al Natale. 
Sono controfigure che si muovono incerte nel clima natalizio. Si muovono incerte su tutti i percorsi.
Non appartengono al Natale, non appartengono alla vita.
Non appartieni più al Natale nemmeno tu, che di Natale ne hai visti solo sette.
Hai ancora un regalo nell'armadio, quello che non hai mai fatto in tempo ad aprire. 
Eppure nessuno più di te ha mai capito il vero significato del Natale.
Tu hai sempre saputo del calore di un abbraccio e del potere di un sorriso.
Della forza dell'amore. 
Della capacità di donare, non ho mai conosciuto qualcuno generoso come te.
Della felicità di stare insieme, anche in una stanza di ospedale, ma insieme, noi quattro.
Tu hai avuto sempre tanto da insegnare e noi tanto da imparare.
Tu sei stato ogni giorno il nostro Natale, sei stato ogni giorno il nostro miracolo.
Buon Natale amore mio
Monica


Passo il testimone a Elf2mani di Elfi

domenica 11 dicembre 2016

Papà, papà ...


- " Papà, papà, alla televisione dicono che a Natale siamo tutti più buoni. "
- " Vieni figliolo, mettiamoci comodi davanti al camino che ti leggo una storia. "


" Era la vigilia di Natale. Contrariamente alle poesie dei poeti e ai quadri cromolitografici, i quali vogliono che quel giorno il cielo sia color del piombo, le case e i giardini coperti di neve, la povera gente tremante di freddo, splendeva un bel sole caldo e lieto... un buon sole che indorava le case e i visi e carezzava le spalle dei vecchietti seduti sulle panchine della passeggiata in faccia al mare.
Le vie della città di C... erano piene di luce e i viandanti vi passeggiavano lentamente, pigramente, parati del loro bello e ridicolo abito domenicale...
Le officine erano deserte, le botteghe risplendevano, l’aria spandeva dovunque odori di arancio e di legno verniciato... Le vetrine, sontuosamente guarnite, offrivano con più pompa, più splendore e più malizia del consueto le loro varie e ripetute tentazioni, fiori più ricchi, gioielli più falsi, ghiottonerie più rare.
Non era gioia - la gioia non è mai tra le folle, sopratutto tra le folle in festa - ; era qualche cosa di grave e di raccolto, di quasi austero, di cui si sorprendeva la silenziosa espressione negli sguardi fermi davanti alle ghirlande di merletti, alle sete drappeggiate, agli scrigni scintillanti, ai trionfi di frutti canditi, ai maialetti di latte, grassi, rosei, lisci, canonici, mollemente adagiati, con una rosa nel grugno, sopra un letto di foglie e di gelatina multicolori, preziosamente ornati. E ciascuno perseguiva un profondo sogno interiore, secondo la inclinazione della propria sensualità.
Elegantissima e graziosissima, una donna scese dalla propria vettura, davanti a un negozio di dolciere.
Era una signora forestiera, ma tuttavia conosciuta nella città, perché essa ci tornava tutti gli anni a domandare al clima di C... e alla sua tranquilla esistenza, una salute che Parigi le negava con i suoi inverni tormentati e fangosi.
Ricca e generosa senza ostentazione, proprietaria d’una villa i cui giardini erano celebri e dove i poveri sapevano di trovar buona accoglienza, ella era amata, o piuttosto era rispettata, a cagione del suo lusso e delle spese che faceva nel paese... Ma incuriosiva la gente con le proprie abitudini, che non erano quelle di tutti ; apportava, in quella piccola città estremamente borghese, uno squisito profumo di libertà, un individualismo originale e grazioso, una cura di vivere per sé non per gli altri, tutte cose adatte a turbare gli abitanti incrostati nella mota dei vecchi pregiudizi e delle tradizioni decrepite... E poi, non era essa maritata ad un ebreo ?...
La signora entrò nel negozio già pieno di gente. Quella pasticceria, molto rinomata, nella quale si accumulavano le più bizzarre immaginazioni, scene di zucchero, aneddoti sentimentali in confetture, terribili episodi militari in frutti candidi, era il punto di richiamo di tutti i curiosi a spasso. Si andava là come a una rappresentazione a teatro o ad un panorama. La folla stazionava in permanenza davanti alla vetrina e vi si avvicendava tutto il giorno, ingombrando quella parte del marciapiede malgrado gli sforzi di una guardia civica per tenerlo sgombro a fine di permettere la circolazione.
Improvvisamente, profittando della distrazione generale, un essere assai miserabile, una specie di mendicante, scarnito, dalla pelle gialla, coperto di cenci, scorgendo sopra i cuscini della vettura, probabilmente dimenticata dalla signora, una bella borsa di velluto montata in oro, fece atto d’impadronirsene... Ma il cocchiere, voltatosi in tempo giusto, cacciò un gran grido :
- Al ladro !... Al ladro !...
La folla in estasi davanti alla vetrina, a quel grido si voltò... e subito tutte le facce si contrassero, con negli occhi un luccichio d’ebetismo selvaggio, e quasi di spavento...
- Che cosa ?... Che cosa ?... - gridò la folla.
Il cocchiere, terribile, con la bocca cattiva, ripetè :
- Al ladro !... Al ladro !...
Qualcuno domandò, mostrando i pugni :
- Qual’è il ladro ?
- Dov’è il ladro ?... - domandò un altro, i cui occhi sgranati esprimevano odio e paura.
Tutti si posero in atteggiamento di difesa e tutti, con una stessa voce compatta e fraterna, gridarono :
- Dov’è il ladro ?
- Là !... Là !... Eccolo !... - indicò il cocchiere.
E con la punta della frusta toccò la faccia scarnita del mendicante. Immediatamente, questi fu circondato e investito. Quaranta pugni si alzarono sopra lui... Venti bocche gli vomitarono addosso l’ingiuria :
- Ha rubato !... Ha rubato !...
- Che cosa ?... Che cosa ?... rubato che cosa ?
- Il delegato !... Il delegato !...
In quel momento appunto il delegato di pubblica sicurezza se ne andava a spasso con la propria famiglia. Vedendo un assembramento, pugni alzati, facce congestionate, si lanciò in mezzo.
- Che cosa c’è ?
- Ha rubato !.. Ha rubato !...
- Chi, ha rubato ?
- Il ladro, perbacco !
- Dov’è ?
- Eccolo là !... Eccolo là !..
- Che cosa ha rubato ?...
La folla non lo sapeva. Il cocchiere, contegnosissimo, spiegò :
- Ha rubato la borsa della signora !
E con la punta della sua frusta, ancora una volta, indicò la piccola borsa di velluto, la quale, afflitta da tanto baccano, si era nascosta tutta vergognosa in un angolo della vettura...
- Ah ! Ah ! - fece il funzionario, gravissimo - È abominevole !.. Agguantatelo !... Si agguanti il ladro !... In prigione !...
- In prigione ! Sì... sì... in prigione !...
La folla battè le mani, esaltata dalla gioia della vendetta.
In quel momento l’elegante signora usciva dal negozio : si soffermò sulla soglia, stupita e inquieta per quell’agitazione... Ne domandò la causa... Fu acclamata.... alcuni cappelli, in segno di trionfo, ballarono sulla punta dei bastoni sollevati...
- È stato preso !... È stato preso !...
- È stato preso, chi ?... - interrogò la signora.
- Il ladro !... Il ladro !...
- Che ladro ?...
- Il ladro, perbacco !... Il ladro !...
Ma il delegato si avanzava, solenne, col cappello in mano...
- Sì, signora !... - disse, inchinandosi profondamente. - È stato preso, fortunatamente... Per la buona reputazione della città !...
La signora, sempre più stupita, ripeté :
- Chi è stato preso ?
- Il ladro !
- Quale ladro ?
- Il ladro che ha rubato la vostra borsa... Il suo caso è chiaro...
- Sì ! Sì ! - acclamò la folla.
- È un pezzente !... Un cencioso !...
- Sì !... Sì !...
- Sarà ben acconciato, ve lo garantisco !...
- Bravo !... Bravo !...
E la signora vide allora la piccola borsa nella sua vettura e il mendicante dalla faccia scarna, la cui spalla era artigliata dalla mano brutale d’un poliziotto.
- In prigione !... - comandò il delegato.
- Sì !... sì... in prigione... picchiatelo !...
- Strappategli i capelli !...
- La pelle !...
- Sgozzatelo !...
La signora aveva tutto compreso... Disse :
- Perdonate, signor delegato... Non è cosa grave... non è niente... Poiché ho la mia borsa, non esigo che voi meniate questo pover’uomo in prigione...
La folla cominciò a mormorare... Si udirono qua e là degli « oh ! », degli « ah ! »...
- È impossibile altrimenti... signora - spiegò il delegato - ci vuole un esempio... per la buona reputazione della città...
- Non si tratta della buona reputazione della città... Io non sono lesa. Non sporgo nessuna denuncia... Vi domando di rendere la libertà a quell’uomo.
Il delegato si ostinò :
- La legge, signora... la città... il rispetto... il mio dovere... quale magistrato... quale cittadino...
- Rilasciate quest’uomo !...
Il brontolio si accentuò... Dapprima sguardi meravigliati... poi sguardi furiosi... poi sguardi pieni di astio si rivolsero su lei... Ella non li vide.
Alcune parole ingiuriose proruppero qua e là : ella non le intese.
Impazientita, con una voce imperiosa, essa ordinò :
- Voglio che rilasciate quest’uomo... Lo voglio !... È chiaro, questa volta ?
Nella folla ci fu un’esplosione : la collera, l’indignazione che fino allora si erano scagliate contro il mendicante, investirono la signora... Suonarono ben distinti oltraggi, sputi e ignobili minacce... Per qualche secondo la signora ebbe a sopportare qualcosa d’immondo, come lo stupro di tutta la sua persona compiuto da quella folla frenetica.
Un monello, con la bocca torta dagli insulti urlati, si precipitò alla briglia dei cavalli.
- Pitocca !
- Sgualdrina !
- Portatela via !
- Morte ai giudei !...
- Siete tanti selvaggi !... - urlò la signora.
Quindi se ne stette impassibile, sotto gli urli e i fischi, aspettando che fosse rimesso in libertà il pezzente.
Questo, con la faccia sanguinante... un lato della barba strappato... la testa nuda, essendo il suo cappello, il miserabile suo cappello, ruzzolato su strada..., si allontanò... tremante, sulle gambe scarne...
Allora soltanto la signora, tutta fremente, risalì nella vettura, inseguita dagli ingiuriosi urli di quella folla ai cui artigli le sue gracili dita di donna avevano strappato e messo in salvo un poco di carne umana. "

La botte di sidro
Octave Mirbeau


- " Papà, ma allora non è vero che a Natale siamo tutti più buoni. "
- " No, non è vero. "
- " Papà ... "
- " Sì? "
- " Per la Vigilia di Natale possiamo invitare un povero a cenare con noi? "
- " Certo. "
- " Papà ... "
- " Dimmi. "
- " Possiamo adottare un povero per sempre? "
- " ... Sì, possiamo bambino mio. "


Con Alessandro e Ambra
Golconda


Passo il testimone a Patricia del blog Myrtilla' s house

giovedì 8 dicembre 2016

Sulla strada di casa

Come da tradizione l'otto dicembre, Festa dell'Immacolata, si decora l'Albero di Natale, c'è chi lo prepara anche per gli altri e ornamento dopo ornamento, lucina dopo lucina crea un' opera d'arte che può assumere le sembianze di  un faro illuminato sulla strada di casa, punto di riferimento per i naviganti avvinghiati dalle tenebre della notte.



" ... L'ultima cosa che facemmo al cottage, prima dell'arrivo del proprietario con la sua famiglia, fu sistemare gli alberi di Natale nei tre soggiorni e nella biblioteca al pianterreno, e sul terrazzino protetto da una vetrata, all'ultimo piano in prossimità del tetto. Decorammo quest'ultimo con luci colorate. Dopo aver inserito la spina, restammo in religioso silenzio. Colsi un'espressione di meraviglia sul viso di mio padre, la stessa che può provare un artista nel completare un suo quadro che, una volta finito, si riveli più bello di qualsiasi tela avesse mai sperato di poter dipingere. Mio padre mi fece girare verso le finestre e indicò la buia superficie dell'oceano. Là fuori fra le tenebre, mi spiegò, c'erano navi con uomini a bordo, e quegli uomini avrebbero visto l'albero illuminato.
' Non si può mai sapere, figliolo ' aggiunse.
' Potremmo aiutare qualche povera anima a ritrovare la strada di casa. ' ... " 

Natale a Serenity
Don J. Snyder

Buona Festa dell'Immacolata a voi !

Per chi è interessato alle tradizioni dell'otto dicembre:

lunedì 5 dicembre 2016

L'anello di congiuzione tra san Nicola e Babbo Natale


Per quanto mi riguarda le celebrazioni della stagione natalizia si aprono il 25 novembre, e quindi non proprio istituzionalmente tre giorni prima dell'inizio delle novene dedicate all'Immacolata, e si concludono il 6 gennaio con la festa dell'Epifania. All'interno di questo tempo è inserita la festa di San Nicola che scocca alla vigilia del 6 dicembre quando tutti i bambini vanno a dormire.
Nel medioevo uno dei rituali celebrativi, figlio del pagano Rex Saturnialorum - Re dei Saturnalia simbolo della frenesia delle feste romane dedicate al dio Saturno in cui l'ordine costituito veniva stravolto e in cui le regole erano infrante per poi essere rigenerate con l'anno nuovo, prevedeva che: 


" ... Il 6 dicembre i seminaristi usavano eleggere fra di loro un vescovello (episcopellus) e i suoi cappellani che sarebbero stati protagonisti, alla festa dei Santi Innocenti, il 28 dicembre, di una cerimonia parodistica, l'episcopus puerorum o innocentium (vescovo dei fanciulli o degli innocenti), che si svolgeva in chiesa.
L'episcopello imberbe indossava i paramenti e, salito in cattedra, reggeva il coro e impartiva la benedizione come un vescovo autentico. Chierici e preti si scatenavano in una giostra carnascialesca di lazzi e parodie durante il servizio divino cui assistevano in abiti da mascherata. Entravano nel coro danzando e cantando canzoni oscene, gettavano nel turibolo in luogo dell'incenso pezzetti di cuoio che ammorbavano l'aria. E dopo la messa correvano, saltavano e ballavano in chiesa. Quegli eccessi erano la sopravvivenza di culti e usanze precristiane che la Chiesa cercò di moderare e infine di espungere dalle feste natalizie in una lunga lotta conclusa soltanto nel secolo XV ... "

Calendario 
Alfredo Cattabiani


La festa dei Folli
 Pieter Bruegel 
 Metropolitan Museum of Art 
New York  

L'Episcopellus una volta uscito dalla chiesa con tanto di anello, bastone pastorale, insegne e mitra, insieme alla sua corte continuava in strada la pomposa cerimonia nutrita da scherzi irriverenti e conosciuta anche con il nome di " Festa dei Folli " .
Pertanto partendo dal Rex Saturnialorum, che ispira l'Episcopus Scholariorum per rendere omaggio al santo portatore di doni, si giunge a Babbo Natale alter ego di san Nicola. In altre parole Babbo Natale è la corruzione pagana di san Nicola che viene generata dal parodistico Episcopellus che modella sé stesso imitando il Rex Saturnialorum e l'Episcopellus è l'anello di congiunzione tra san Nicola e Babbo Natale.



Buona Festa di San Nicola !
Ciao Ale, ciao Ambra.

Passo il testimone a Negus del blog Ad Nutum


Chi è interessato ad avere un quadro più preciso su san Nicola e Babbo Natale può leggere i seguenti post:

San Nicola si veste da Babbo Natale
San Nicola e Babbo Natale tra leggenda e realtà
" Ti ricordi la festa di san Nicola ... ? "
Il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche

mercoledì 30 novembre 2016

Il tempo dell'attesa

" ... Di tutte le vecchie feste, tuttavia, quella di  Natale risveglia le associazioni più forti e più sentite. C'è un tono di sentimento solenne e sacro  che si miscela con la nostra convivialità, e solleva lo spirito a uno stato di godimento santificato ed elevato. Tutte le funzioni religiose in questa stagione sono estremamente tenere e stimolanti. Si soffermano sulla bella storia delle origini della nostra fede, e sulle scene pastorali che hanno accompagnato l'annuncio.
Aumentano gradualmente nel fervore e nel pathos durante il tempo dell'Avvento, finché irrompono, si espandono  in pieno giubilo nella mattina che ha portato la pace e la buona volontà per gli uomini ... "

Liberamente tradotto da: Natale
Washington Irving




L'attesa è il tempo necessario per scoprire ciò che è celato nel caos da cui proveniamo, è il movimento impercettibile che giorno dopo giorno sceglie e colloca al posto giusto gli elementi della nostra vita seguendo l'ordine che in un dato momento riconosciamo come utile al cambiamento, è il sentiero sul quale incontriamo coloro che nel bene e nel male contribuiscono a manifestare le più disparate visioni del mondo, è la ricerca interiore che da forma alle nostre infinite rinascite.

Ringrazio i veterani e gli esordienti per il supporto, senza la vostra partecipazione tutto questo non sarebbe stato possibile e un grazie anche a tutti coloro che ci seguiranno. E' una viva emozione per me dare il via al Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima - III Edizione Natale 2016. Giorno dopo giorno in questo post e sul lato destro del blog, verranno attivati i link che apriranno i vostri blog/finestra, così sarà più semplice seguire il percorso del calendario.

Buon Avvento a tutti !

P.S. Ho provveduto a spedire a tutti i partecipanti i loghi personalizzati e i link dei blog a cui passare il testimone e lì dove non ero in possesso di un indirizzo e-mail, ho spedito un messaggio privato su Facebook. 




1 dicembre
Johakim



2 dicembre
Patricia



3 dicembre
Chicchina



4 dicembre
Gianna



5 dicembre
Sciarada



6 dicembre
Negus



7 dicembre
Clelia



8 dicembre
Elettra



9 dicembre
Audrey

10 dicembre
Folletto del Vento



11 dicembre
Golconda



12 dicembre
Patricia



13 dicembre
Negus



14 dicembre
Ofelia



15 dicembre
Azzurro Cielo

16 dicembre
Costantino



17 dicembre
Lorenza



18 dicembre
Pia



19 dicembre
Elettra



20 dicembre
Antonella



21 dicembre
Monica



22 dicembre
Elfi



23 dicembre
Graziana






25 dicembre
Ambra



sabato 26 novembre 2016

" Alla fine di novembre "

"Alla fine di novembre, durante il disgelo, il treno della linea ferroviaria Pietroburgo - Varsavia si andava avvicinando a tutta velocità, verso le nove del mattino, a Pietroburgo. L'umidità e la nebbia erano tali che s'era fatto giorno a fatica; dai finestrini del vagone era difficile distinguere alcunché a dieci passi a destra e a sinistra ..."

L'idiota
Fedor M. Dostoewskij 


Palazzo d'Inverno - San Pietroburgo 

venerdì 25 novembre 2016

Il profumo di Novembre


Se il mese di novembre ha i fiori dei nespoli che inebriano l'aria con il loro profumo intenso, Io e Sorellina abbiamo te, tantissimi auguri Raggio di Sole !

Dalla parte delle donne contro la violenza, sempre. 

lunedì 21 novembre 2016

La pioggia cade incessante dietro i vetri - Insieme raccontiamo 15

La pioggia cade incessante dietro i vetri nel quindicesimo incipit di Patricia dedicato a Insieme Raccontiamo, cliccando sul nome dell'iniziativa potrete conoscere le regole e partecipare.
Il mio finale è di 548 battute e ho sforato un bel po' dalle 300 consentite, ma Patricia mi perdonerà per l'istintività con cui l'ho scritto. 

Buona lettura e un bacio a tutti.


Guardava la pioggia che dietro ai vetri cadeva incessante. Gocce fitte, allungate come tagli arrivavano da un coperchio nero che sovrastava la città.
Formavano una cortina così fitta da isolarla dal resto del mondo. Sparite le altre case. Via il campanile che di solito si ergeva contro l’orizzonte come un guardiano silenzioso e severo. Solo acqua, tuoni e fulmini. Per il resto, buio completo. Notte in pieno giorno. Una notte improvvisa e strana. Nata in cinque minuti. Senza preavviso.
Poi, accadde.

Patricia Moll

Sentì un urlo straziante provenire dal piano di sotto, si precipitò nell'ingresso, aprì la porta, scese di corsa i gradini e trovò la sua vicina in lacrime circondata dagli altri condomini; tra un singhiozzo e l'altro stava spiegando che il suo gattino, spaventato dal fragore di un tuono, era scappato in strada e attraverso la feritoia sotto il marciapiede era andato a finire nella fogna che si stava riempendo d'acqua. Era necessario trovare il modo per salvarlo altrimenti sarebbe annegato quanto prima. Ismaele provò a intervenire: - " Signor... " ma la figlia della vicina non lo fece finire di parlare e con un' acredine immotivata lo aggredì:
- " Sta zitto brutto nano, lascia parlare chi è capace e non farci perdere tempo. "
Ismaele abbassò la testa, si voltò, si diresse verso il portone e uscì sotto la pioggia battente mentre gli altri ritornarono a formulare ipotesi sul possibile salvataggio. Il gettito d'acqua era così abbondante e il vento così violento che si faceva molta fatica a camminare. Il piccolo grande uomo spinto dalla sua caparbietà riuscì a raggiungere il marciapiede che si trovava davanti alla casa, si piegò per individuare la feritoia da cui proveniva il miagolio dello sfortunato gattino, si avvicinò e senza pensarci due volte si calò dentro. Un odore nauseante lo travolse, ma non era importante per lui, si guardò intorno ed ecco che subito vide quel batuffolo nero che annaspava per rimanere a galla, lo prese, lo accarezzò per rincuorarlo e lo adagiò delicatamente tra il suo petto e la camicia, si aggrappò alla feritoia con le spalle all'ingiù per non far male al gattino e si tirò fuori da quel luogo maleodorante, corse verso casa, provò a spingere il portone, ma si era chiuso, suonò il campanello della vicina che aveva perso il gattino e si attaccò al vetro per far capire ai presenti che era lui. La stessa ragazza che precedentemente l'aveva insultato, entrò indispettita nel suo appartamento e aprì il portone pronta a vomitare tutta la sua rabbia addosso a Ismaele: - " Coglione! " gli disse accompagnando la voce con un gesto del dito medio della mano destra.
- " Insignificante mostriciattolo venuto al mondo, grondi acqua da tutte le parti e sporchi il pavimento. " aggiunse la madre della ragazza.
Poi entrambe spostarono l'attenzione verso quel circolo di saggi che cercava ancora una soluzione.
Ismaele si avvicinò al gruppo, ma  tutti si ritrassero per l'olezzo che emanava, lui si sbottonò la camicia quel tanto che bastava per far uscire il gattino, lo cinse con attenzione, lo salutò e lo poggiò sulle mani della vicina che rimase a bocca aperta. Senza guardare nessuno, quel grande cuore generoso andò verso le scale, salì al suo piano, entrò in casa e si richiuse la porta alle spalle. Si tuffò sotto il getto caldo della doccia, poi riprese a lavorare come se niente fosse accaduto e a tarda notte andò a dormire.
Il mattino seguente fu svegliato da un rumore insolito, aprì prima un occhio e sbirciò, aprì poi anche l'altro e vide il gattino che faceva avanti e indietro sul davanzale con dei piccoli intervalli in cui graffiava l'intelaiatura della finestra, si alzò, andò ad aprire e raccolse il piccolo che pieno di gioia gli fece le fusa.


Sciarada Sciaranti


Dedico questo post a tutti coloro che da una parte, senza rispetto e sensibilità, usano il termine nano in modo dispregiativo mentre dall'altra fanno l'elenco delle parole "politicamente" scorrette per esaltare sé stessi in un "raffinato" e "dettagliato" sfoggio di presunta superiorità concettuale. Andare a toccare la condizione fisica naturale di una persona allargando il concetto alla metafora della piccolezza morale e intellettiva, per quanto mi riguarda, è davvero sgradevole.
Il saggio Gesù in Luca 6, 41-42 diceva:
" ...Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? - Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello... "

lunedì 31 ottobre 2016

La Vigilia di Tutti i Santi è Halloween


Sono ancora in tanti a pensare che Halloween sia una festa americana, non cattolica, frequentata da zucche vuote che in un vortice macabro e funesto celebrano, onorano e adorano Satana. Le cose non stanno esattamente così, Halloween è una festa europea, cattolica, dedicata alla " Vigilia di Tutti i Santi " come si evince anche palesemente dalla traduzione italiana del nome ed è frequentata da zucche che contengono un lume che indica la strada alle anime dannate in una metafora di ricerca dell'illuminazione spirituale. Ma andiamo per ordine a grandi linee in maniera piuttosto sintetica e schematica:

Nel V secolo a.C., esattamente nel 400 a. C. i celti fautori della festa pagana di Samhain superano le Alpi e si espandono in quella che oggi è l' Italia settentrionale.
Nel IV secolo a. C. ovvero nel 390 a. C. secondo Polibio e nel 386 secondo alcuni studi più recenti, la tribù celtica dei Galli Senoni giunge nell' Italia centrale e sotto il comando di Brenno mette in atto il Sacco di Roma per poi ritirarsi grazie alla difesa ad opera di colui che viene definito Pater Patriae : Marco Furio Camillo.
Nel II secolo a. C. invece inizia il lento cammino verso il declino dei celti che, tra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. in cui germoglia il seme della religione cristiana, attraversa la dominazione romana ancora politeista e pagana e si confronta prima con Augusto che proibisce i culti druidici ai cives romani che vivono nelle Gallie e poi con Claudio che estende il divieto a tutto il popolo; però come è ovvio che sia è inevitabile che alcune credenze religiose celtiche, nel simile approccio che accomuna tutti gli uomini nell'osservare la natura, si amalgamino e si confondano con quelle romane.

" ... Claudio ... abolì completamente
in Gallia la religione dei druidi, che
era estremamente crudele e che
Augusto aveva proibito soltanto ai cittadini ... "


Vita divi Claudi - De vita Caesarum libro VIII 
Svetonio




 La Persecuzione degli imperatori Diocleziano e Massimiano nel 301
Acquaforte - Jan Luyken
Eeghen 686

I primi secoli del cristianesimo sono caratterizzati dalle persecuzioni perpetrate ai danni dei fedeli perché la nuova religione si scontra con i vecchi culti pagani e dai patrizi romani è considerata come una minaccia alla pax deorum, è una superstitio prava, immodica, externa, ovvero una superstizione depravata, smodata, straniera che professa l'ateismo, l'incesto e anche gli omicidi rituali e solo nel IV secolo d. C. con l' imperatore Costantino il Grande queste credenze iniziano a dissolversi gradualmente concedendole un più ampio respiro che nel 391 si concretizza giuridicamente con Teodosio I che le fa indossare la corona della religione di Stato, fatto che facilita l'evangelizzazione in tutti i territori connessi.

" ... Se si vuole prestar fede alle tradizioni locali, le prime predicazioni cristiane nella Provenza risalirebbero al I secolo, e già nel III secolo si sarebbero estese alla maggior parte della Gallia: nella seconda metà del secolo IV anche gli abitanti delle campagne abbracciano il Cristianesimo, per l’opera zelante di San Martino, vescovo di Tours ed apostolo delle Gallie; presso i Franchi, invasori del Nord, il battesimo di Clodoveo, dopo la battaglia di Tolbiac (anno 496), suggella definitivamente il dominio del paganesimo nelle contrade settentrionali della regione francese.

Nell’Irlanda (Ierne dei Greci, Hibernia dei Romani), convertita, nel secolo V, al Cristianesimo da San Patrizio (Patrik), fondatore e vescovo della città di Armagh, gli stabilimenti religiosi si succedono così rapidamente e tanto numerosi, che l’isola diventa ben presto il più attivo centro dell’Europa per la propagazione della Fede, e riceve il nome di Isola dei Santi (Sanctorum Insula) che ricorda quello di Isola Sacra già datole dagli antichi, secondo la relazione del cartaginese Imilcon ... "

Storia della geografia e delle scoperte geografiche esposta da Luigi Hugues 
Luigi Hugues 

Le persecuzioni producono la naturale conseguenza di voler onorare i martiri che hanno perso la vita in nome di Dio e nell' 835 queste celebrazioni si riversano definitivamente nella festività di Ognissanti fissata al 1° novembre che nel 998 andrà a formare quasi un corpo unico con la più antica Commemorazione dei Defunti la cui festa verrà fissata al 2 novembre.




Tutti i Santi 
Predella della Pala di Fiesole 
1423/1424 -XV secolo
- Beato Angelico 
 National Gallery 

La festa di Ognissanti si traduce in inglese All Hallows day e i rituali religiosi, che attingono all'antica Samhain e che le vengono dedicati dopo essere stati rivisitati e adattati alle nuove circostanze, iniziano al tramonto della vigilia - All Hallows' s Eve che in una contrazione linguistica diventa Halloween, termine che compare per la prima volta nel 1556 e che arriva in america tra il 1845 e il 1850 quando gli irlandesi sono costretti a emigrarvi a causa di una disastrosa carestia; tra gli usi e costumi che si portano dietro e che servono per salvaguardare la loro identità culturale c'è anche la maschera allegorica di Jack O' Lantern nata nel 1750 per rappresentare, come spiegavo all'inizio, le anime dannate in cerca di redenzione. In america i cattolici si scontrano con le altre confessioni religiose che storpiando gli elementi pagani che sono confluiti in Halloween attraverso Samhain, le cuciono addosso il falso marchio di festa dai rituali macabri, atta a diffondere il male, il che la rende oggetto di attrazione per tutti coloro che non hanno una grande simpatia per i santi o ancor peggio per Dio. Halloween continua per la sua strada con questo pesante bagaglio che non le appartiene, che riesce a ingolfarla senza però farle perdere la sua vera natura. Nonostante le difficoltà la sua fama cresce così tanto che ritorna da mamma Europa che per lei, soprattutto nell'ambito italiano, è diventata ormai una Mater matrigna che non la riconosce più per gli abiti che porta con sé e la disconosce lasciandola avvinghiata tra gli artigli di chi ha il gusto per l'orrido mentre lei si occupa con amore delle tradizioni che si sono sviluppate nel suo ventre, tradizioni che per la notte della Vigilia della Commemorazione dei Defunti, che corrisponde a Ognissanti, prevedono anche la visita simbolica delle famiglie da parte dei morti che portano dei doni che al mattino verranno consegnati ai più piccoli, questi doni solitamente sono dei biscotti a forma di ossa di morto che si fanno mangiare ai bambini con lo scopo di far sentir loro la presenza di chi non c'è più e in un certo senso con l'intento di esorcizzare la morte; vi risparmio i dettagli antropologici che per associazione mentale sono anche facilmente intuibili e che cadono oltre che nel macabro, anche nell'agghiacciante, se non molto di più, ma, almeno quanto alcuni rituali attribuiti, dai loro detrattori, prima a Samhain e poi a Halloween. 
Chi ogni anno massacra la festa della Vigilia di Tutti i Santi per avvalorare la propria tesi strumentalizza spesso i bambini asserendo che subiscono dei grandi traumi davanti alle immagini cruente di questa festa, ma mi viene spontaneo chiedermi: " Per quale motivo i bambini che vengono invitati a ingurgitare ' Ossa di Morto ' non subiscono traumi ? "



Cripta dei Capuccini di via Veneto - Roma

L'atteggiamento del cristianesimo di un tempo non è che sia stato proprio un corollario di leggerezza e serenità nei confronti della morte del corpo fisico. Gli scheletri decostituiti dalla loro sacralità vengono esposti smembrati, usati come decorazioni per una sorta di monito da tenere sempre presente che dice " Memento mori - Ricordati che devi morire " .

" ... Ecco l'oratorio della Morte, presso il ponte Sisto; scendiamo nella chiesa sotterranea. Vi scorgeremo cose strane. Tutte le pareti, tutti i soffitti sono ricoperti di rilievi, di rabeschi e di mosaici fantastici. Sono fiori, rose, stelle, quadrati, croci, ornamenti di ogni maniera, quali soltanto un'immaginazione orientale può concepire, e tutto è combinato nel modo più ingegnoso, soltanto con ossa umane. Si dura fatica a prestare fede ai propri sensi. S'immagini una cappella sotterranea, riccamente illuminata, costruita tutta di teschi, di scheletri, colle pareti formate di ogni maniera di ossami, e la si popoli di una folla di creature viventi, donne per la maggior parte e ragazze, signore in abiti di seta, dalle belle e vivaci fisionomie, che ridono e cinguettano in mezzo a tutto quell'apparato di morte, in quell'atmosfera impregnata di effluvi cadaverici, avviluppate nei vortici del fumo degli incensi.
Presi posto a lato di una ragazza seduta precisamente sotto uno scheletro che sghignazzava; ella stava chiacchierando allegramente colla sua vicina di cose che avevano a che fare con tutt'altro che con la morte: pensoso e quasi atterrito, stavo contemplando lo scheletro e la sua giovane preda, sulla quale stendeva le mani, poiché la ragazza era seduta in modo che sembrava caduta fra le braccia dello scheletro. Era proprio la danza dei morti del nostro Holbein rappresentata al vero.
Interi scheletri sono posti nelle nicchie della cappella. Ciascuno tiene fra le ossa delle mani un cartello, su cui si legge una sentenza morale, un ricordo della vanità della vita, un eccitamento ai vivi di pregare per i defunti che soffrono e sperano. Certamente ci volle non poca abilità artistica e pazienza a disporre tutta questa funebre decorazione. Qui parte delle mura fu ricoperta unicamente di teschi di bambini, là, di persone adulte, altrove vennero formati arabeschi di clavicole, di costole, di ossa del petto, di dita, di articolazioni. Gli stessi candelabri sono formati in modo fantastico di ossa umane, ed è meraviglioso scorgere come il senso artistico e la legge estetica siano quasi riusciti a vincere il ribrezzo ispirato dalla materia adoperata. Ma quantunque l'arte sia riuscita a tanto, e abbia scherzato colla morte, riducendo a creazioni artistiche quanto ispira il maggior ribrezzo ai viventi, quanto si usa tener sepolto nelle viscere della terra, quello spettacolo riesce sempre penoso e repulsivo. Mi parve rappresentare il colmo dell'abnegazione religiosa più fanatica o, nella forma più bizzarra, il trionfo sopra la morte e sopra l'orrore che essa ispira. Se fosse possibile che una di queste cappelle mortuarie dell'anno 1853 dopo la nascita di Cristo rimanesse sepolta sotto terra tanto tempo, quanto le tombe degli egiziani e degli etruschi, e venisse scoperta dopo tre mila anni, sarebbe senza dubbio un monumento importantissimo per la storia della civiltà, dal quale la posterità potrebbe farsi un'idea della essenza intrinseca del culto cristiano. Ma, anche per noi contemporanei, è abbastanza istruttiva la vista di una di queste cappelle mortuarie dei cristiani di Roma, perché ci fa penetrare in modo meraviglioso nella essenza stessa del cristianesimo ...
... In nessuna rappresentazione mistica di una religione la morte e i cadaveri ebbero tanta parte; la passione, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura di Cristo, la sua risurrezione, la lunga schiera dei martiri durante le persecuzioni di Nerone, Domiziano, Decio, Diocleziano e altri imperatori hanno dato al culto cristiano un'impronta funerea, han determinato l'intera concezione della vita e così hanno dato alla vita cristiana, alla musica, alla scultura, alla pittura, l'idea della morte... 
... Ma, a chi mai potrà esser venuto in mente per il primo di formare un mosaico di ossa umane? Mentre stavo esaminando quella cappella dei morti, mi sembrava che l'idea ne dovesse esser germogliata nella pazza fantasia del nostro Hoffmann, oppure mi immaginavo di scorgere un cappuccino impazzito che, nel cuore della notte, alla luce incerta di una lampada, stesse ammucchiando e ordinando tutte queste ossa, prorompendo in una risata quando gli riusciva comporre un rabesco. Uno scheletro lo aiutava in questo lavoro, era lo scheletro di un artista, che da vivo era pazzo. Ora stavano vicini l'uno all'altro, maneggiando tutte quelle ossa, e ridevano ridevano soddisfatti, quando riusciva loro di disporle artisticamente. Ma è ancor più probabile che tutto quello strano lavoro sia stato compiuto nelle tenebre da due pazzi fatti scheletri. ' Padre, dicevo ad un cappuccino che mi stava vicino, quale confusione quando tutte queste ossa, questi teschi dovranno ricercare il loro posto ' - ' Sicuro, mi rispose serio il frate, nel giorno del giudizio universale, quando i morti risorgeranno, qui dentro dovrà esserci un gran chiasso '.
Anche la cappella dei morti al convento dei cappuccini, in piazza Barberini, è disposta ed ordinata nello stesso modo di quella di ponte Sisto. Se non che qui l'arte non è riuscita a superare ugualmente l'orrore che ispira l'aspetto della morte. Qua e là gli scheletri furono rivestiti dell'abito cappuccino, ciò che produce un'impressione terribile. Uno scheletro nudo ispira minor ribrezzo, poiché è cosa naturale, mentre al contrario, coperto di un abito è orribile, e ha veramente l'aspetto di uno spettro. Vidi pendere dalla volta due piccoli spettri, sospesi per aria, come si rappresentano talvolta graziose figure di angioli; erano gli scheletri di due principessine della casa Barberini. Mi dissero che la terra che serve per la sepoltura dei cadaveri, fu portata da Gerusalemme e li consuma rapidamente ..."

Le pellegrinazioni in Italia
Fernand Grigorovius 


E' vero quello che dice questa vignetta non bisogna aspettare Halloween per vedere delle zucche vuote in giro, basta uscire di casa ogni giorno per incontrare zucche vuote che non offrono a sé stessi l'occasione di capire e comprendere mentre si aggirano con i paraocchi entro un gregge di pecore.

Ora, secondo il mio punto di vista, chi di dovere, con più onestà intellettuale e meno ipocrisia che tende generalmente a offendere l'intelligenza umana senza riuscirci per quanto mi riguarda, con l'intento di restituirle dignità, dovrebbe impegnarsi nel riconquistare la festa di Halloween che è stata maltrattata per anni senza alcuna pietà proprio perché cattolica. 


Auguro a tutti voi di celebrare i vostri cari nel modo che più vi appartiene senza essere turbati e disturbati dalla stupidità.


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