venerdì 23 giugno 2017

Parole incomprensibili - Insieme raccontiamo 22

Parole incomprensibili nell'incipit di Patricia Moll per Insieme raccontiamo 22; potete partecipare tutti, 300 battute o 300 parole che completino il racconto e un'immagine che serve da ispirazione. Il mio finale originario ha sforato il numero di parole permesse dal gioco per cui vi propongo le due versioni.


Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia.. 
Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e..... pace, appunto!
Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva vivere di vita propria. Prima di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codice che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.
Improvvisamente, parole di senso compiuto comparvero in mezzo alle stringhe insieme ad un brontolio strano che parve uscire dallo schermo. Parole incomprensibili..… come se fossero in un’altra lingua.
Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e…..

Patricia Moll


Si accorse che in alcune delle stringhe che seguivano i termini di senso compiuto c'erano delle lettere sottosopra: A - N - P - S - G - R - L, il brontolio invece ripeteva i vocaboli scritti; digitò sulla tastiera del PC la sequenza di lettere, lo schermo si riempì nuovamente di caratteri senza senso, pensò di aver dato l'ok per l'uccisione di quella piccola creatura tecnologica che per tanti anni era stata la sua memoria, allungò la mano per prendere il bicchiere di coca e rimase di sasso, sul vetro si leggevano delle parole, corse a prendere uno specchio e lo mise davanti al computer, la serie indecifrabile di segni era un messaggio scritto al contrario e diceva: -  « Sono in pericolo, la mia copertura è saltata, ho bisogno di supporto immediato. Chiunque riceva questo messaggio contatti l'AISE, il mio nome in codice è spaghetti all'amatriciana. » 
Sgranò gli occhi e si mise a ridere, qualcuno voleva giocare con lei, si alzò e andò a innaffiare le piante, aprì l'acqua, guardò il muro e richiuse l'acqua, prese le pagine bianche, cercò il numero dell'AISE e lo compose, appena sentì la presenza di un interlocutore prese fiato e senza pause disse: - « Non sono pazza, non sono ubriaca e non mi drogo, ho ricevuto un messaggio da spaghetti all'amatriciana che chiede il vostro supporto immediato. » 
L'uomo che stava all'altro capo del telefono riattaccò. 
Ritornò a innaffiare le piante, cenò e si addormentò davanti alla T.V. 
Il mattino seguente fu svegliata dal campanello, assonnata si infilò le pantofole e andò ad aprire la porta, un immenso mazzo di fiori copriva il fattorino che le disse: - «  Questi sono per lei. » Li prese, salutò, richiuse la porta, li poggiò sul tavolo e lesse il bigliettino d'accompagnamento: - « Sono vivo perché lei ha creduto in me, grazie da spaghetti all'amatriciana. »

Si accorse che in alcune delle stringhe che seguivano i termini di senso compiuto c'erano delle lettere sottosopra: A - N - P - S - G - R - L, il brontolio invece sembrava ripetere i vocaboli scritti alla rinfusa; digitò sulla tastiera del PC la sequenza di lettere, lo schermo diventò blu e si riempì nuovamente di un assemblaggio di caratteri senza senso che il brontolio continuava a riproporre, pensò di aver dato l'ok per l'uccisione di quella piccola creatura tecnologica che per tanti anni era stata la sua memoria, di sicuro l'aveva persa e non sarebbe riuscita più a recuperarla, allungò la mano per prendere il bicchiere di coca e rimase di sasso, sul vetro si leggevano delle parole, corse a prendere uno specchio e lo mise davanti al computer ed ecco il miracolo, la serie indecifrabile di segni era un messaggio scritto al contrario e diceva: - « Sono in pericolo, la mia copertura è saltata, ho bisogno di supporto immediato. Chiunque riceva questo messaggio contatti l'AISE, il mio nome in codice è spaghetti all'amatriciana. » 
Sgranò gli occhi e si mise a ridere, qualcuno voleva giocare con lei, si alzò e andò a innaffiare le piante, aprì l'acqua, guardò il muro e richiuse l'acqua, prese le pagine bianche, cercò il numero dell'AISE e lo compose, appena sentì la presenza di un interlocutore prese fiato e senza pause disse: -  « Non sono pazza, non sono ubriaca e non mi drogo, ho ricevuto un messaggio da spaghetti all'amatriciana che chiede il vostro supporto immediato. »
L'uomo che stava all'altro capo del telefono riattaccò: - « Bene!  » si disse  « Mi sono resa ridicola. »
Ritornò a innaffiare le piante, cenò e si addormentò davanti alla T.V. 
Il mattino seguente fu svegliata dal campanello, assonnata si infilò le pantofole e andò ad aprire la porta, un immenso mazzo di fiori copriva il fattorino che le disse: - « Questi sono per lei. » Li prese, salutò, richiuse la porta, li poggiò sul tavolo e lesse il bigliettino d'accompagnamento: - « Sono vivo perché lei ha creduto in me, grazie da spaghetti all'amatriciana. »

Sciarada Sciaranti

mercoledì 21 giugno 2017

" ... È giunto il giorno promesso ... "

Buon solstizio d'estate! 


" Or giunto è quel giorno per l'uomo
audace e paziente,
che vinse il dolore e il disgusto
e la stanchezza e sé stesso.
È giunto il giorno promesso.
O solstizio d'estate!
La man ritrovò, come nido
nel cavo del tronco vetusto,
le ricchezze della sua gente;
e come le uova lasciate
si raccolgono, ella raccolse
il retaggio della sua gente;
e non s'udì muovere ala
né pigolare nel nido
ma tutto era luce calore
odor di glebe odor d'erbe
fragranza di miele selvaggio
e fremito di biade
già fulvide nella pianura.
O solstizio d'estate,
annunzio della mietitura! ... " 

Maia -XVIII
Gabriele D'Annunzio

sabato 17 giugno 2017

Vola ignoranza


Vola ignoranza, diffondi il tuo seme sulla bocca degli stolti;
nascemmo per esser giudicati e farli sentire intelligenti.

Affreschi di una pensatrice folle
Sciarada Sciaranti


Aggiornamento 18 giugno 2017 ore 21.33

Gli stolti non useranno mai la loro ignoranza per apprendere, sanno già tutto, giudicheranno quello che non conoscono e si sentiranno dei grandi.
Io so di non sapere diceva Socrate...

Affreschi di una pensatrice folle
Sciarada Sciaranti

martedì 13 giugno 2017

Delle anfore è rimasta solo un'ansa


Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino
quando dorme colui che tesse
d'azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell'estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti quanti passetti
fa la tartaruga
Quante coppe di rugiada beve l'ape viziosa.

Emily Dickinson

martedì 6 giugno 2017

Lima la strana città triste


Piazza delle Bandiere - Lima

La cultura, la storia, la struttura e la topografia sono elementi distintivi che caratterizzano ogni città e ne determinano la definizione associata al nome, per cui così come Roma è Roma caput mundi, Praga la città d'oro, Parigi la città delle luci, New York la grande mela, Lima è conosciuta comunemente come la strana città triste, a dirlo per la prima volta fu Hermann Melville nel 1851 in Moby Dick ed esattamente nel capitolo in cui fa la sua brillante discriminazione sul color bianco si legge:

" ... E non è soltanto il ricordo dei terremoti distruttori di cattedrali, né gli stampedi del suo mare pazzo, né la mancanza di lacrime dei cieli aridi da cui non scende mai pioggia, né la vista della sua immensa distesa di guglie contorte, di coronamenti strappati, di croci che pendono come i pennoni ripiegati di flotte all'ancora, né i viali suburbani di mura che posano l'uno sull'altro come un mazzo di carte sparse, non sono soltanto queste cose che fanno di Lima arida la città più strana e più triste che ci sia. Perché Lima ha preso il velo bianco; e c'è un orrore più grande in questa bianchezza del suo dolore. Antica come Pizarro, questa bianchezza mantiene sempre fresche le sue rovine; non ammette il verde gaio della decadenza completa, e sparge sui bastioni diroccati il pallore rigido dell'apoplessia che paralizza le sue stesse distorsioni ... "


Fiume Rìmac

Melville la ritiene dunque arida, strana, triste, presa dal velo bianco e nonostante sia passato un po' di tempo io oggi sono d'accordo con lui. La città dei Re, chiamata originariamente così perché secondo la leggenda il luogo della sua fondazione fu scelto il 6 gennaio giorno dell'Epifania in cui si celebrano i Re Magi, cambia successivamente il suo nome in Lima riferendosi nella lingua degli aymara a un lima-limaq - fiore giallo tipico del territorio o nella lingua dei quechua al rimaq - parlatore, il fiume Rímac che da il nome alla valle nella quale fu costruita a partire dal 16 gennaio 1535 da Francisco Pizarro. Lima è quindi una città spagnola dell'America del Sud in cui si consolida il sincretismo tra i conquistatori cristiani e i popoli indigeni pagani.


Nel 1988 il suo centro storico entra a far parte del Patrimonio dell'Umanità. I suoi palazzi in stile coloniale sono impeccabili, i balconi di legno sono l'incantevole esempio di un'arte ormai perduta, ma da maggio a ottobre ha il cielo sempre coperto e non si vedono le stelle, il legame tra gli antichi Incas, la Croce del Sud e  le Pleiadi è così spezzato, inoltre  le garúas - le nebbie causano una fastidiosa umidità che ti si appiccica addosso.


Fiaccola dello Stadio Nazionale


Comando Congiunto delle Forze Armate


Museo storico militare di Lima - Centro Studi Militari


Busto dell'ex presidente peruviano Belaunde Terry con alle spalle il MALI - Museo d'Arte di Lima


Palazzo di Giustizia - Corte Suprema


Piazza Perù


Interno dell'ufficio di posta e telegrafo risalente al XIX secolo  


Casa della Letteratura Peruviana ex stazione ferroviaria costruita nel 1912


Calle De Pescaderia è la via dove si trova la Casa del Rastro e conduce alla Chiesa e al Monastero di San  Francesco. I rettangolini numerati e colorati sulla destra rappresentano i vari strati di pittura stesi su quella originale che doveva essere grigia.


Sulla sinistra in bianco la Casa del Rastro sede dell'Ufficio storico della Municipalità di Lima e in fondo il campanile del Monastero di San Francesco


Campanili della Chiesa di San Pedro realizzata su commissione della Compagnia di Gesù tra il 1568 e 1638



venerdì 2 giugno 2017

"... Una, libera e democratica ... "

" ...Tutto ciò non è stato elargito dalla sorte. Una, libera e democratica come voi la vivete, la Repubblica fu conquista di tutto il nostro popolo, voluta e tenacemente costruita dalle generazioni che vi precedettero al prezzo di un duro impegno di cui noi anziani siamo i testimoni.
Di qui il significato della Resistenza, che fu fatto genuino di popolo, momento altissimo di unità e di consapevolezza di una nazione intera che volle riappropriarsi del suo destino in nome degli ideali più puri e perenni della nostra civiltà...
...Viva la Repubblica!
Viva l'Italia! "


Messaggio del 
Presidente della Repubblica
Sandro Pertini 
alle Forze Armate per la
Festa della Repubblica


Palazzo del Quirinale, 2 giugno 1985

Buona Festa della Repubblica a voi!

mercoledì 31 maggio 2017

Astratto in Materia - La serenità


La serenità: Il flusso e reflusso delle onde del mare

Sciarada Sciaranti

La serenità: Il sole che sorge dietro le colline e illumina il cammino

Patricia Moll - Myrtilla's house
Dal primo post dedicato ad Astratto in Materia

La serenità: L'arcobaleno nel cielo azzurro di primo mattino

Patrizia - Amica mia senza blog

La serenità: Poter pensare a quanto si è sereni come fosse un abitudine

Johakim - LA CROCE DEL SUD

La serenità; Un momento di silenzio nella notte per ascoltar sé stessi

Patricia Moll - Myrtilla's house


Serenità è quando scopri di aver fatto il tuo dovere per rivendicare i tuoi diritti. 


Verbena C. - Simple life in Tuscany

P.S. Se vi va di condividere il vostro concetto concreto di serenità lasciatelo pure nei commenti, io lo riporterò nel post. 

Buon divertimento! 

martedì 30 maggio 2017

L'orizzonte della coscienza

La Pensatrice Folle crea degli affreschi che provengono dai dedali della sua mente, prima osserva, poi interiorizza e infine produce pensieri onirici che innescano altri pensieri che si scatenano dall'origine per seguire la loro via e scoprire universi paralleli. I pensieri della Pensatrice Folle si spingono oltre la razionalità senza freni inibitori, possono non avere né capo né coda oppure sì, possono essere schiocchi di estrema negatività o al contrario carezze di tenera positività, sono la proiezione dei deliri di uno stato d'animo momentaneo, di un'emozione o di un sentimento. 


Osservo l'orizzonte della coscienza e vedo case addossate ad altre case. Il carico dell'una  grava sull'altra, odo un grido che anela la libertà.

Affreschi di una Pensatrice Folle
Sciarada Sciaranti

sabato 27 maggio 2017

Le viole sul finire di maggio


" ... Era una bella giornata in sul finire di maggio. Faceva ancor freddo come in febbraio a Palermo, ma la neve aveva fuso. Gli alberi delle foreste si coprivano di giovani foglie. Il sole svestiva le sue ultime nuvole e si alzava sereno e pomposo. Le viole smaltavano le macchie. Gli uccelli, disgelati, provavano melodie - per accertarsi che il freddo del verno non li aveva arraucati. Il cielo era puro, ma di un turchino grigiastro, ove una brezza tagliente ed uggiosa sforzavasi a connettere dei lembi di nuvole bianche.
Le bestie, magre e sporche, che aveano passato l’inverno negli stabbi, covavano i campi e la foreste di uno sguardo gaudioso, tosando qui un ciuffo di giovani erbe, decapitando là le cime degli arbusti. Il contadino, la contadina, sollecitavansi a dimandare alla terra la sussistenza del nuovo anno. Tutto spirava la giovinezza, la gioia, la pletora della vita che spandesi al di fuori. Un soffio di amore avviluppava la creazione, che sembrava palpitare e sorridere ... "

I suicidi di Parigi 
Ferdinando Petruccelli della Gattina

martedì 23 maggio 2017

La musica continuerà a suonare


Sai una cosa Salman Abedi, lassù in cielo, ammesso che ci arrivi fin lì, non troverai le settantadue vergini ad aspettarti ma le ventidue persone che hai ucciso e sai un'altra cosa ragazzo ...  la musica continuerà a suonare.

martedì 16 maggio 2017

Il canto dell'oceano Pacifico


Il litorale della costa peruviana non è certo il massimo per apprezzare la bellezza di quell'oceano Pacifico che appare in una sporca veste grigio verde sbiadita in cui si perdono persino i lineamenti dell'orizzonte, ma le sue onde lunghe e spaziose creano uno sciabordio così placido che rende a pieno il significato del nome che porta; questo mastodontico Mare del Sud, conosciuto dagli europei per la prima volta nel 1520 e ribattezzato Pacifico da Ferdinando Magellano, ammalia con il suo canto rassicurante, dolcemente potente e reboante per l'eco che ritorna dall'impatto con la scogliera del Larcomar e del ricco quartiere Miraflores di Lima, il Pacifico è un fondista che non può essere incalzato dalla velocità, mi ha rapita con il suo movimento lento, con la sua pacata imponenza e sarei rimasta lì ad ascoltarlo per ore e ore, nessuno lo ha notato, nessuno si è concesso la possibilità di cogliere quella diversità e subito dopo le foto di rito, corredate dall'inquinamento acustico del vociare e dei risolini frenetici, pronti a immortalare un'altra meta da mostrare senza capire il privilegio di assistere a un tale spettacolo.


" Sono l'oceano Pacifico e sono il più grande di tutti. Mi chiamano così da tanto tempo, ma non è vero che sono sempre calmo. A volte mi secco e allora do una spazzolata a tutto e a tutti. Oggi a esempio mi sono appena calmato dall'ultima arrabbiatura. Ieri devo aver spolverato via tre o quattro isole e altrettanti gusci di noce che gli uomini chiamano navi ... "

Una ballata del mare salato - Corto Maltese
Hugo Pratt



" ... - Ma dov’è questa casa? - chiese il conte, dopo aver costeggiato per qualche po’ le dune di sabbia contro le quali s’infrangevano, rumoreggiando cupamente, le onde del Pacifico. - Io qui non vedo che degli scafi semi-demoliti ... "

Il figlio del Corsaro Rosso 
Emilio Salgari


Le tenebre calavano rapide sull’oceano Pacifico e le stelle salivano, a milioni e milioni, brillanti come faci nel purissimo cielo.

Il figlio del Corsaro Rosso 
Emilio Salgari 


" ... In lontananza si udiva l’oceano Pacifico muggire sinistramente e rompersi contro le calate del porto ... "

Gli ultimi filibustieri
Emilio Salgari


" ... Il ventaccio rumoreggiava sui tetti delle case, facendo, di quando in quando, volare delle tegole e rovinare il comignolo di qualche camino. I tuoni ed i lampi si univano alle raffiche che l’oceano Pacifico, diventato oceano rabbioso, scaraventava con inaudita violenza sulla città addormentata ... "

Gli ultimi filibustieri
 Emilio Salgari

video

Ascoltate

domenica 14 maggio 2017

Alla creatrice

Dunque è sua madre.
Questa piccola donna.
Artefice dagli occhi grigi.

La barca su cui, anni fa,
lui approdò alla riva.

È da lei che si è tirato fuori
nel mondo,
nella non-eternità.

Genitrice dell’uomo
con cui salto attraverso il fuoco.

È dunque lei, l’unica
che non lo scelse
pronto, compiuto.

Da sola lo tirò
dentro la pelle a me nota,
lo attaccò alle ossa
a me nascoste.

Da sola gli cercò
gli occhi grigi
con cui mi ha guardato.

Dunque è lei, la sua Alfa.
Perché mai me l’ha mostrata?

Nato.
Così è nato, anche lui.
Nato come tutti.
Come me, che morirò.

Figlio d’una donna reale.
Uno giunto dalle profondità del corpo.
In viaggio verso l’Omega.

Esposto
alla propria assenza
da ogni dove,
in ogni istante.

E la sua testa
è una testa contro un muro
cedevole per ora.

E le sue mosse
sono tentativi di eludere
il verdetto universale.

Ho capito
che è già a metà cammino.

Ma questo a me non l’ha detto,
no.

«Questa è mia madre»
mi ha detto soltanto.

Nato - Vista con granello di sabbia
Wislawa Szymborska 
Traduzione Pietro Marchesani


Auguri a tutte le mamme !

P.S. Grazie a tutti per gli auguri

domenica 30 aprile 2017

Sbuffi di leggerezza


Tra eterei
Sbuffi di leggerezza
filtra l'azzurro

© Sciarada Sciaranti

Post programmato

giovedì 27 aprile 2017

" Come petali di tulipano "


" ... rilucevano in quel chiarore come petali di tulipano ... "

Il monte degli elfi
Hans Christian Andersen

Post programmato

domenica 23 aprile 2017

Dies Natalis - Anno VII

Il mio anno inizia il 23 aprile perché in questo giorno sono nata e perché nel 2010 in questo giorno è nato anche Anima Mundi. 
L'anno appena trascorso ha rappresentato un punto di rottura non per una scelta auspicata, ma per una richiesta destabilizzante della vita che osteggia la stasi della tranquillità e pretende un movimento perpetuo necessario alla sua stessa esistenza. La forza dell'anello debole si è manifestata e ha spezzato la catena ripristinando il caos primigenio in cui la parola si scioglie nel silenzio, l'ordine costituito si decostituisce e tutto si mescolala in un brodo primordiale che è culla di un nuovo respiro.
Ringrazio tutti coloro che hanno percepito quest'inverno in attesa della primavera e con una dolcezza infinita mi hanno fatto sentire la loro presenza. Grazie a tutti voi che avete condiviso questi sette anni con me.


P.S. Non potrò accedere al mio blog per le prossime due settimane e i post che leggerete in seguito sono programmati. A presto e un grande abbraccio! 

venerdì 21 aprile 2017

La potenza del punto di nascita

Roma nasce il 21 aprile 753 a.C. sul colle Palatino. Sono passati 2770 anni dalla sua fondazione ed è più bella che mai.

Buon compleanno Roma !


Tempio dei Castori e Palatino

" ... ti bisognerà ultimamente disegnare la pianta della opera, che tu vorrai fare nel terreno; segnando gli spatii con la loro misura, degli angoli, et delle linee. Et alcuni sono che ne avertiscono che e’ si debba nelle edificationi osservare, o aspettare buon punto, et dicono che importa grandissimamente il punto, nel quale qualunque cosa debbe cominciare ad havere da prima lo essere; et si dice che Lucio Tarutio ritrovò il Natale di Roma per havere notati successi della fortuna. I savissimi Antichi raccontano che questo momento del principiare le cose ha tanta possanza nelle cose che hanno da succedere ... "

Per la traduzione automatica Google

" ... dovrai in ultimo disegnare la pianta dell'opera, che tu vorrai fare nel terreno; segnando gli spazi con la loro misura, degli angoli, e delle linee. E alcuni avvertono che  nelle edificazioni si debba osservare, o aspettare un buon punto, e dicono che importa moltissimo il punto, nel quale qualunque cosa debba cominciare ad avere l'inizio della sua esistenza; e si dice che Lucio Taruzio ritrovò il Natale di Roma per avere notato i successi della fortuna. I savissimi Antichi raccontano che questo momento del principiare le cose ha tanta potenza nelle cose che devono succedere ... "

Della architettura della pittura e della statua - Libro secondo
Leon Battista Alberti 
Traduzione dal latino Cosimo Bartoli 

martedì 18 aprile 2017

In un angolo nascosto


" ... Il posto che aveva scovato era un angolo nascosto dove il timo imbottiva le pietre scaldate dal sole, e dove difficilmente sarebbe arrivato qualcuno. Non si vedeva dalla casa, né si poteva sentire nessun rumore che giungesse da lì; era lontano da ogni sentiero e vicino al limite del promontorio ... "

Un incantevole aprile
Elizabeth von Arnim

domenica 16 aprile 2017

Canto di Risurrezione

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l'april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch'oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l'eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.

Pasqua
Ada Negri


La Resurrezione 
1579/81
Tintoretto
Scuola di San Rocco - Venezia


Buona Pasqua !

venerdì 14 aprile 2017

Nel segno della croce


" Oggi e ogni Venerdì Santo si risveglia l'umanità dal sonno profondo e si erge di fronte ai fantasmi dei grandi che guardano con occhi coperti di lacrime il Golgota per vedere Gesù Nazareno legato al legno della croce... 
... Gesù non visse da miserabile, pervaso dalla paura, e non morì lamentandosi dal dolore bensì visse libero e come ribelle fu crocifisso morendo come un grande uomo.
Gesù non fu un uccello dalle ali spezzate bensì una violenta tempesta che con il proprio impeto ha spezzato tutte le ali.
Gesù non venne da dietro l'azzurro del crepuscolo per fare del dolore il simbolo della vita, bensì venne per fare della vita il simbolo della verità e della libertà.
Gesù non temeva i suoi persecutori e tanto meno lo spaventavano i nemici e nemmeno si lamentò dei suoi giustizieri, anzi fu nobile in pubblico e coraggioso di fronte alle tenebre e alla tirannia... "

Gesù in Croce ( composto il Venerdì Santo ) - Le tempeste
Kahlil Gibran



giovedì 13 aprile 2017

Il Giovedì Santo in una selva oscura

Il Giovedì Santo celebra " l'ultima cena " con l'istituzione  dell'eucarestia  e della lavanda dei piedi; nel 1300 sul finire di questo giorno un uomo, poeta tra i poeti, inizia la più grande avventura della sua vita.



" ... è questa la verità testuale di Dante, che si è smarrito nella selva la notte del Giovedì santo, e che cominciò il viaggio infernale la sera del Venerdì santo, e che la seguente mattina del Sabato santo si trovò Dante nell'ottavo cerchio alla quinta bolgia, quando la Luna toccava già l'orizzonte occidentale, e per ciò nell'orizzonte orientale il Sole non solamente levava dall'orizzonte, come il dì innanzi nel plenilunio sarebbe levato con opposizione diametrale alla Luna, ma già era levatone per lo spazio di 13 gradi circa, ossia mancavano soli due gradi ad essere un’ora dopo levato il Sole. Erano dunque le 6 ½ antemeridiane poco meno in quella stagione, ai primi di Aprile ... "

Misure generali del tempo e del luogo nell'itinerario infernale di Dante
Bartolomeo Sorio


Luna piena 11 aprile 2017

lunedì 10 aprile 2017

Diana guarda Giove per scoprirsi Selene

Diana la giovane luna crescente nell'attimo finale della sua trasformazione si specchia negli occhi di Giove per scoprirsi donna nella luna piena di Selene 


domenica 9 aprile 2017

Di sacro e profano

Di un prete che ignorava il giorno
della solennità delle Palme.

È Aello un borgo, molto campestre, ne' nostri Appennini; in esso abitava un certo prete, più rozzo e più ignorante degli stessi paesani; e siccome non conosceva egli le tempora e le stagioni dell'anno, così mai al popolo annunziò la Quaresima. Venne costui a Terranova per il mercato che ivi si tiene il sabato prima della festa delle Palme; vide i preti che preparavano i rami d’olivo e le piccole palme per il dì seguente, e meravigliato prima della cosa, conobbe di poi l’error suo e che la Quaresima era passata senza che i parrocchiani suoi l’avessero osservata. Tornò al suo borgo, preparò i rami e le palme per il dì veniente, e la domenica, convocati i fedeli: " Oggi, disse, è il giorno, che per uso si dànno i rami d’olivo e le palme; fra otto dì è la Pasqua; non dovremo adunque quest’anno protrarre a lungo i digiuni, poiché per questa settimana soltanto s’ha a far penitenza; ed eccovi la ragione: fu quest’anno il Carnevale tardissimo e lento a cagion del freddo, e perché il viaggio per questi monti gli fu difficile per l’asperità de’ sentieri, per questo la Quaresima faticò e stentò a venire e non poté recar seco che una settimana sola, avendo lasciate le altre per via; venite adunque alla confessione in questo po' di tempo che vi rimane, e fate tutti penitenza. "

Facezie di Poggio Fiorentino
Poggio Bracciolini  



Buona Domenica delle Palme e Settimana Santa !

venerdì 7 aprile 2017

Sfumature di presunzione


- « Le rendi sempre il gioco facile, potresti smontare quel pomposo e ostentato agglomerato di arroganza quando subdola tenta di riversare le sue frustrazioni su di me, ma non lo fai mai. »
- « Ti ha ferita Interior? »
- « No perché ho capito, ma a volte vorrei che lei sapesse. »
- « Lei sa ed è destinata a conviverci ogni giorno della sua esistenza,  quello che non sa è che lo so anche io. »
- « Lo sa la sua interior Sasha, ma lei la soffoca, la uccide ogni volta che cerca lo scontro con me per colpire te, tu puoi aiutarla. »
- « Sì posso, ma non lo farò, non sono interessata a sperimentare questo potere, lei è troppo poco importante per impegnarmi nel tentativo di proteggere quel che rimane della sua interior facendo crollare le illusorie certezze di superiorità in cui si rintana.»
- « Sei crudele nei suoi confronti. »
- « No, sono onesta. »
- « Che intendi dire? »
- « Semplicemente che le scelte che facciamo appartengono a noi stessi e il risultato che otteniamo non è imputabile agli altri, lei è solo un fastidioso e momentaneo inconveniente che ogni tanto neanche tanto malauguratamente incontro sulla mia strada, fatto il passo successivo scivola via e torna a essere il niente per me. »
- « Sasha tu non sei così. »
- « No Interior, tu non sei così, io lo sono con chi lo merita. Esiste una presunzione apprezzabile che parte da sé e a sé arriva e una presunzione infida che parte da sé e si esalta nel far danno agli altri, quest'ultima non potrà mai avere in alcun modo la mia disponibilità ed è di questo che stiamo parlando. »

Sasha nel cuore di Interior
Sciarada Sciaranti

martedì 4 aprile 2017

Della natura del giallo

Effervescenti 
pulviscoli di giallo
il Sole stilla

© Sciarada Sciaranti

Il Sole dal magma incandescente delle sue viscere in effervescenti e diversificate tonalità di giallo dipinge un movimento ad arco che va da est a ovest e irraggia il mondo di energia.


P.S. Il testo sottostante risale al XV secolo ed è seguito da una trasposizione linguistica più attuale che nella traduzione automatica può facilitare la comprensione per chi non parla italiano.



Della natura di un giallo ch’è chiamato orpimento.

Giallo è un colore che si chiama orpimento. Questo tal colore è artificiato, e fatto d’archimia, ed è proprio tosco. Ed è di color più vago giallo; ed è simigliante all’oro, che color che sia. A lavorare in muro non è buono, né in fresco né con tempere, però che viene negro come vede l’aria. È buono molto a dipignere in palvesi* e in lancie. Di questo colore mescolando con indaco baccadeo*, fa color verde da erbe e da verdure. La sua tempera non vuol d’altro che di colla. Di questo colore si medicina gli sparvieri da certa malattia che vien loro. El detto colore è da prima il più rigido colore da triarlo*, che sia nell’arte nostra. E però quando il vuo’ triarlo, metti quella quantità che vuoi in su la tua prieta; e con quella che tieni in mano, va’ a poco a poco lusingandolo a stringerlo dall’una prieta all’altra, mescolandovi un po’ di vetro di migliuòlo*, perché la polvere del vetro va ritraendo l’orpimento al greggio della pietra. Quando l’hai spolverato, mettivi su dell’acqua chiara, e trialo quanto puoi; che se ’l triassi dieci anni, sempre è più perfetto. Guardati da imbrattartene la bocca, che non ne riceva danno alla persona.

palvesi* = Scudi rettangolari
indaco baccadeo* = Ottenuto per estrazione dell' indigotina dalla fermentazione delle foglie della Indigofera tinctoria, pianta di origine indiana appartenete alla famiglia Fabacee o Leguminoseuna 
triarlo* = Triturarlo
migliuòlo* = Bicchiere stretto


Giallo è un colore che si chiama orpimento. Questo tal colore è artificiale, e fatto d’alchimia, ed è proprio toscano. Ed è di color più vago giallo; ed è somigliante all’oro, che color che sia. A lavorare in muro non è buono, né in affresco né con tempere, però diviene nero quando vede l’aria. È buono molto a dipingere negli scudi rettangolari e nelle lance. Di questo colore mescolando con indaco baccadeo, fa color verde da erbe e da verdure. La sua tempera non vuol d’altro che la colla. Di questo colore si medicina gli sparvieri da certa malattia che vien loro. Questo colore è inizialmente il più rigido colore da triturare, nella nostra arte. E però quando si vuole triturarlo, metti quella quantità che vuoi sopra la tua pietra; e con quella che tieni in mano, vai a poco a poco delicatamente a stringerlo dall’una pietra all’altra, mescolandovi un po’ di vetro di bicchiere, perché la polvere del vetro va ritraendo l’orpimento al greggio della pietra. Quando l’hai spolverato, metti su dell’acqua chiara, e trituralo quanto puoi;  se lo triturassi per dieci anni, ( sarebbe )  sempre  più perfetto. Guardati da imbrattartene la bocca, ( affinché ) non ne riceva danno la persona.


Della natura d’un giallo ch’è chiamato risalgallo.

Giallo è un colore giallo che si chiama risalgallo. Questo colore è tossico proprio. Non si adopera per noi se none alcuna volta in tavola. Non è da tenere suo’ compagnia. Volendolo triarlo, tieni di quelli modi che detto ti ho degli altri colori. Vuole essere macinato assai con acqua chiara; e guardati la persona.


Giallo è un colore giallo che si chiama risalgallo. Questo colore è tossico proprio. Non si adopera per noi se non  qualche volta in tavola. Non è da tenere ( vicino ). Volendolo tritare, fallo nei modi che  ti ho detto per gli altri colori. Vuole essere macinato assai con acqua chiara; e guardati la persona.


Della natura di un giallo che si chiama zafferano.

Giallo è un colore che si fa di una spezia che ha nome zafferano. Convienti metterlo in su pezza lina, in su pria o ver mattone caldo; poi abbi mezzo miuolo, o ver bicchieri, di lisciva ben forte. Mettivi dentro questo zafferano; trialo in su la priea. Viene colore bello da tignere panno lino, o ver tela. È buono in carta. E guardi non vegga l’aria, chè subito perde suo colore. E se vuoi fare un colore il più perfetto che si truova in color d’erba, togli un poco di verderame e di zafferano; cioè, delle tre parti l’una zafferano; e viene il più perfetto verde in color d’erba che si trovi, temperato con un poco di colla, come innanzi ti mosterrò.


Giallo è un colore che si fa con una spezia che ha nome zafferano. Ti conviene metterlo sopra una pezza di lino, appoggiata su un mattone caldo; poi abbi mezzo miuolo, ovvero mezzo bicchiere, di lisciva ben forte. Metti dentro questo zafferano; trituralo sopra la pietra. Viene un colore bello per tingere un panno di lino, ovvero una tela. È buono in carta. E guarda che non veda l’aria, perché subito perde il suo colore. E se vuoi fare un colore il più perfetto che si possa trovare in color d’erba, togli un poco di verde rame e di zafferano; cioè, delle tre parti l’una zafferano; e viene il più perfetto verde in color d’erba che si trovi, temperato con un poco di colla, come innanzi ti mostrerò.


Della natura d’un giallo che si chiama árzica.

Giallo è un colore che s’chiama árzica; il qual colore è archimiato*, e poco si usa. Il più che si appartenga di lavorar di questo colore, si è a’ miniatori, e usasi più in verso Firenze che in altro luogo. Questo è color sottilissimo; perde all’aria; non è buono in muro; in tavola è buono. Mescolando un poco d’azzurro della Magna e giallorino*, fa bel verde. Vuolsi macinare, come gli altri colori gentili, con acqua chiara.

archimiato* = Ottenuto per procedimento alchemico
giallorino* = Giallo che contiene percentuali di piombo e stagno


Giallo è un colore che si chiama árzica; questo colore è alchemico, e poco si usa. Coloro che più usano lavorare con questo colore, sono i miniatori, e si usa più  verso Firenze che in altro luogo. Questo è color sottilissimo; perde all’aria; non è buono in muro; in tavola è buono. Mescolando un poco d’azzurro della Magna e giallorino, fa bel verde. Vuole essere macinato, come gli altri colori gentili, con acqua chiara.

Il libro dell'arte
Cennino Cennini

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