domenica 30 aprile 2017

Sbuffi di leggerezza


Tra eterei
Sbuffi di leggerezza
filtra l'azzurro

© Sciarada Sciaranti

Post programmato

giovedì 27 aprile 2017

" Come petali di tulipano "


" ... rilucevano in quel chiarore come petali di tulipano ... "

Il monte degli elfi
Hans Christian Andersen

Post programmato

domenica 23 aprile 2017

Dies Natalis - Anno VII

Il mio anno inizia il 23 aprile perché in questo giorno sono nata e perché nel 2010 in questo giorno è nato anche Anima Mundi. 
L'anno appena trascorso ha rappresentato un punto di rottura non per una scelta auspicata, ma per una richiesta destabilizzante della vita che osteggia la stasi della tranquillità e pretende un movimento perpetuo necessario alla sua stessa esistenza. La forza dell'anello debole si è manifestata e ha spezzato la catena ripristinando il caos primigenio in cui la parola si scioglie nel silenzio, l'ordine costituito si decostituisce e tutto si mescolala in un brodo primordiale che è culla di un nuovo respiro.
Ringrazio tutti coloro che hanno percepito quest'inverno in attesa della primavera e con una dolcezza infinita mi hanno fatto sentire la loro presenza. Grazie a tutti voi che avete condiviso questi sette anni con me.


P.S. Non potrò accedere al mio blog per le prossime due settimane e i post che leggerete in seguito sono programmati. A presto e un grande abbraccio! 

venerdì 21 aprile 2017

La potenza del punto di nascita

Roma nasce il 21 aprile 753 a.C. sul colle Palatino. Sono passati 2770 anni dalla sua fondazione ed è più bella che mai.

Buon compleanno Roma !


Tempio dei Castori e Palatino

" ... ti bisognerà ultimamente disegnare la pianta della opera, che tu vorrai fare nel terreno; segnando gli spatii con la loro misura, degli angoli, et delle linee. Et alcuni sono che ne avertiscono che e’ si debba nelle edificationi osservare, o aspettare buon punto, et dicono che importa grandissimamente il punto, nel quale qualunque cosa debbe cominciare ad havere da prima lo essere; et si dice che Lucio Tarutio ritrovò il Natale di Roma per havere notati successi della fortuna. I savissimi Antichi raccontano che questo momento del principiare le cose ha tanta possanza nelle cose che hanno da succedere ... "

Per la traduzione automatica Google

" ... dovrai in ultimo disegnare la pianta dell'opera, che tu vorrai fare nel terreno; segnando gli spazi con la loro misura, degli angoli, e delle linee. E alcuni avvertono che  nelle edificazioni si debba osservare, o aspettare un buon punto, e dicono che importa moltissimo il punto, nel quale qualunque cosa debba cominciare ad avere l'inizio della sua esistenza; e si dice che Lucio Taruzio ritrovò il Natale di Roma per avere notato i successi della fortuna. I savissimi Antichi raccontano che questo momento del principiare le cose ha tanta potenza nelle cose che devono succedere ... "

Della architettura della pittura e della statua - Libro secondo
Leon Battista Alberti 
Traduzione dal latino Cosimo Bartoli 

martedì 18 aprile 2017

In un angolo nascosto


" ... Il posto che aveva scovato era un angolo nascosto dove il timo imbottiva le pietre scaldate dal sole, e dove difficilmente sarebbe arrivato qualcuno. Non si vedeva dalla casa, né si poteva sentire nessun rumore che giungesse da lì; era lontano da ogni sentiero e vicino al limite del promontorio ... "

Un incantevole aprile
Elizabeth von Arnim

domenica 16 aprile 2017

Canto di Risurrezione

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l'april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch'oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l'eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.

Pasqua
Ada Negri


La Resurrezione 
1579/81
Tintoretto
Scuola di San Rocco - Venezia


Buona Pasqua !

venerdì 14 aprile 2017

Nel segno della croce


" Oggi e ogni Venerdì Santo si risveglia l'umanità dal sonno profondo e si erge di fronte ai fantasmi dei grandi che guardano con occhi coperti di lacrime il Golgota per vedere Gesù Nazareno legato al legno della croce... 
... Gesù non visse da miserabile, pervaso dalla paura, e non morì lamentandosi dal dolore bensì visse libero e come ribelle fu crocifisso morendo come un grande uomo.
Gesù non fu un uccello dalle ali spezzate bensì una violenta tempesta che con il proprio impeto ha spezzato tutte le ali.
Gesù non venne da dietro l'azzurro del crepuscolo per fare del dolore il simbolo della vita, bensì venne per fare della vita il simbolo della verità e della libertà.
Gesù non temeva i suoi persecutori e tanto meno lo spaventavano i nemici e nemmeno si lamentò dei suoi giustizieri, anzi fu nobile in pubblico e coraggioso di fronte alle tenebre e alla tirannia... "

Gesù in Croce ( composto il Venerdì Santo ) - Le tempeste
Kahlil Gibran



giovedì 13 aprile 2017

Il Giovedì Santo in una selva oscura

Il Giovedì Santo celebra " l'ultima cena " con l'istituzione  dell'eucarestia  e della lavanda dei piedi; nel 1300 sul finire di questo giorno un uomo, poeta tra i poeti, inizia la più grande avventura della sua vita.



" ... è questa la verità testuale di Dante, che si è smarrito nella selva la notte del Giovedì santo, e che cominciò il viaggio infernale la sera del Venerdì santo, e che la seguente mattina del Sabato santo si trovò Dante nell'ottavo cerchio alla quinta bolgia, quando la Luna toccava già l'orizzonte occidentale, e per ciò nell'orizzonte orientale il Sole non solamente levava dall'orizzonte, come il dì innanzi nel plenilunio sarebbe levato con opposizione diametrale alla Luna, ma già era levatone per lo spazio di 13 gradi circa, ossia mancavano soli due gradi ad essere un’ora dopo levato il Sole. Erano dunque le 6 ½ antemeridiane poco meno in quella stagione, ai primi di Aprile ... "

Misure generali del tempo e del luogo nell'itinerario infernale di Dante
Bartolomeo Sorio


Luna piena 11 aprile 2017

lunedì 10 aprile 2017

Diana guarda Giove per scoprirsi Selene

Diana la giovane luna crescente nell'attimo finale della sua trasformazione si specchia negli occhi di Giove per scoprirsi donna nella luna piena di Selene 


domenica 9 aprile 2017

Di sacro e profano

Di un prete che ignorava il giorno
della solennità delle Palme.

È Aello un borgo, molto campestre, ne' nostri Appennini; in esso abitava un certo prete, più rozzo e più ignorante degli stessi paesani; e siccome non conosceva egli le tempora e le stagioni dell'anno, così mai al popolo annunziò la Quaresima. Venne costui a Terranova per il mercato che ivi si tiene il sabato prima della festa delle Palme; vide i preti che preparavano i rami d’olivo e le piccole palme per il dì seguente, e meravigliato prima della cosa, conobbe di poi l’error suo e che la Quaresima era passata senza che i parrocchiani suoi l’avessero osservata. Tornò al suo borgo, preparò i rami e le palme per il dì veniente, e la domenica, convocati i fedeli: " Oggi, disse, è il giorno, che per uso si dànno i rami d’olivo e le palme; fra otto dì è la Pasqua; non dovremo adunque quest’anno protrarre a lungo i digiuni, poiché per questa settimana soltanto s’ha a far penitenza; ed eccovi la ragione: fu quest’anno il Carnevale tardissimo e lento a cagion del freddo, e perché il viaggio per questi monti gli fu difficile per l’asperità de’ sentieri, per questo la Quaresima faticò e stentò a venire e non poté recar seco che una settimana sola, avendo lasciate le altre per via; venite adunque alla confessione in questo po' di tempo che vi rimane, e fate tutti penitenza. "

Facezie di Poggio Fiorentino
Poggio Bracciolini  



Buona Domenica delle Palme e Settimana Santa !

venerdì 7 aprile 2017

Sfumature di presunzione


- « Le rendi sempre il gioco facile, potresti smontare quel pomposo e ostentato agglomerato di arroganza quando subdola tenta di riversare le sue frustrazioni su di me, ma non lo fai mai. »
- « Ti ha ferita Interior? »
- « No perché ho capito, ma a volte vorrei che lei sapesse. »
- « Lei sa ed è destinata a conviverci ogni giorno della sua esistenza,  quello che non sa è che lo so anche io. »
- « Lo sa la sua interior Sasha, ma lei la soffoca, la uccide ogni volta che cerca lo scontro con me per colpire te, tu puoi aiutarla. »
- « Sì posso, ma non lo farò, non sono interessata a sperimentare questo potere, lei è troppo poco importante per impegnarmi nel tentativo di proteggere quel che rimane della sua interior facendo crollare le illusorie certezze di superiorità in cui si rintana.»
- « Sei crudele nei suoi confronti. »
- « No, sono onesta. »
- « Che intendi dire? »
- « Semplicemente che le scelte che facciamo appartengono a noi stessi e il risultato che otteniamo non è imputabile agli altri, lei è solo un fastidioso e momentaneo inconveniente che ogni tanto neanche tanto malauguratamente incontro sulla mia strada, fatto il passo successivo scivola via e torna a essere il niente per me. »
- « Sasha tu non sei così. »
- « No Interior, tu non sei così, io lo sono con chi lo merita. Esiste una presunzione apprezzabile che parte da sé e a sé arriva e una presunzione infida che parte da sé e si esalta nel far danno agli altri, quest'ultima non potrà mai avere in alcun modo la mia disponibilità ed è di questo che stiamo parlando. »

Sasha nel cuore di Interior
Sciarada Sciaranti

martedì 4 aprile 2017

Della natura del giallo

Effervescenti 
pulviscoli di giallo
il Sole stilla

© Sciarada Sciaranti

Il Sole dal magma incandescente delle sue viscere in effervescenti e diversificate tonalità di giallo dipinge un movimento ad arco che va da est a ovest e irraggia il mondo di energia.


P.S. Il testo sottostante risale al XV secolo ed è seguito da una trasposizione linguistica più attuale che nella traduzione automatica può facilitare la comprensione per chi non parla italiano.



Della natura di un giallo ch’è chiamato orpimento.

Giallo è un colore che si chiama orpimento. Questo tal colore è artificiato, e fatto d’archimia, ed è proprio tosco. Ed è di color più vago giallo; ed è simigliante all’oro, che color che sia. A lavorare in muro non è buono, né in fresco né con tempere, però che viene negro come vede l’aria. È buono molto a dipignere in palvesi* e in lancie. Di questo colore mescolando con indaco baccadeo*, fa color verde da erbe e da verdure. La sua tempera non vuol d’altro che di colla. Di questo colore si medicina gli sparvieri da certa malattia che vien loro. El detto colore è da prima il più rigido colore da triarlo*, che sia nell’arte nostra. E però quando il vuo’ triarlo, metti quella quantità che vuoi in su la tua prieta; e con quella che tieni in mano, va’ a poco a poco lusingandolo a stringerlo dall’una prieta all’altra, mescolandovi un po’ di vetro di migliuòlo*, perché la polvere del vetro va ritraendo l’orpimento al greggio della pietra. Quando l’hai spolverato, mettivi su dell’acqua chiara, e trialo quanto puoi; che se ’l triassi dieci anni, sempre è più perfetto. Guardati da imbrattartene la bocca, che non ne riceva danno alla persona.

palvesi* = Scudi rettangolari
indaco baccadeo* = Ottenuto per estrazione dell' indigotina dalla fermentazione delle foglie della Indigofera tinctoria, pianta di origine indiana appartenete alla famiglia Fabacee o Leguminoseuna 
triarlo* = Triturarlo
migliuòlo* = Bicchiere stretto


Giallo è un colore che si chiama orpimento. Questo tal colore è artificiale, e fatto d’alchimia, ed è proprio toscano. Ed è di color più vago giallo; ed è somigliante all’oro, che color che sia. A lavorare in muro non è buono, né in affresco né con tempere, però diviene nero quando vede l’aria. È buono molto a dipingere negli scudi rettangolari e nelle lance. Di questo colore mescolando con indaco baccadeo, fa color verde da erbe e da verdure. La sua tempera non vuol d’altro che la colla. Di questo colore si medicina gli sparvieri da certa malattia che vien loro. Questo colore è inizialmente il più rigido colore da triturare, nella nostra arte. E però quando si vuole triturarlo, metti quella quantità che vuoi sopra la tua pietra; e con quella che tieni in mano, vai a poco a poco delicatamente a stringerlo dall’una pietra all’altra, mescolandovi un po’ di vetro di bicchiere, perché la polvere del vetro va ritraendo l’orpimento al greggio della pietra. Quando l’hai spolverato, metti su dell’acqua chiara, e trituralo quanto puoi;  se lo triturassi per dieci anni, ( sarebbe )  sempre  più perfetto. Guardati da imbrattartene la bocca, ( affinché ) non ne riceva danno la persona.


Della natura d’un giallo ch’è chiamato risalgallo.

Giallo è un colore giallo che si chiama risalgallo. Questo colore è tossico proprio. Non si adopera per noi se none alcuna volta in tavola. Non è da tenere suo’ compagnia. Volendolo triarlo, tieni di quelli modi che detto ti ho degli altri colori. Vuole essere macinato assai con acqua chiara; e guardati la persona.


Giallo è un colore giallo che si chiama risalgallo. Questo colore è tossico proprio. Non si adopera per noi se non  qualche volta in tavola. Non è da tenere ( vicino ). Volendolo tritare, fallo nei modi che  ti ho detto per gli altri colori. Vuole essere macinato assai con acqua chiara; e guardati la persona.


Della natura di un giallo che si chiama zafferano.

Giallo è un colore che si fa di una spezia che ha nome zafferano. Convienti metterlo in su pezza lina, in su pria o ver mattone caldo; poi abbi mezzo miuolo, o ver bicchieri, di lisciva ben forte. Mettivi dentro questo zafferano; trialo in su la priea. Viene colore bello da tignere panno lino, o ver tela. È buono in carta. E guardi non vegga l’aria, chè subito perde suo colore. E se vuoi fare un colore il più perfetto che si truova in color d’erba, togli un poco di verderame e di zafferano; cioè, delle tre parti l’una zafferano; e viene il più perfetto verde in color d’erba che si trovi, temperato con un poco di colla, come innanzi ti mosterrò.


Giallo è un colore che si fa con una spezia che ha nome zafferano. Ti conviene metterlo sopra una pezza di lino, appoggiata su un mattone caldo; poi abbi mezzo miuolo, ovvero mezzo bicchiere, di lisciva ben forte. Metti dentro questo zafferano; trituralo sopra la pietra. Viene un colore bello per tingere un panno di lino, ovvero una tela. È buono in carta. E guarda che non veda l’aria, perché subito perde il suo colore. E se vuoi fare un colore il più perfetto che si possa trovare in color d’erba, togli un poco di verde rame e di zafferano; cioè, delle tre parti l’una zafferano; e viene il più perfetto verde in color d’erba che si trovi, temperato con un poco di colla, come innanzi ti mostrerò.


Della natura d’un giallo che si chiama árzica.

Giallo è un colore che s’chiama árzica; il qual colore è archimiato*, e poco si usa. Il più che si appartenga di lavorar di questo colore, si è a’ miniatori, e usasi più in verso Firenze che in altro luogo. Questo è color sottilissimo; perde all’aria; non è buono in muro; in tavola è buono. Mescolando un poco d’azzurro della Magna e giallorino*, fa bel verde. Vuolsi macinare, come gli altri colori gentili, con acqua chiara.

archimiato* = Ottenuto per procedimento alchemico
giallorino* = Giallo che contiene percentuali di piombo e stagno


Giallo è un colore che si chiama árzica; questo colore è alchemico, e poco si usa. Coloro che più usano lavorare con questo colore, sono i miniatori, e si usa più  verso Firenze che in altro luogo. Questo è color sottilissimo; perde all’aria; non è buono in muro; in tavola è buono. Mescolando un poco d’azzurro della Magna e giallorino, fa bel verde. Vuole essere macinato, come gli altri colori gentili, con acqua chiara.

Il libro dell'arte
Cennino Cennini

sabato 1 aprile 2017

Le vie degli asfodeli


" ... Ecco, e all’isola Eèa giungemmo, ove Circe abitava.
Circe dai riccioli belli, la Diva possente canora,
ch’era sorella d’Eèta, signore di mente feroce.
Erano entrambi nati dal Sole che illumina il mondo:
fu madre loro Perse, di Perse fu Ocèano padre.
Qui, su la spiaggia del mare spingemmo in silenzio la nave,
dentro un sicuro porto: ché un Dio sopraggiunse a guidarci:
qui, dalla nave usciti, due giorni giacemmo e due notti:
che ci rodeva il cuore stanchezza commista a cordoglio.
Quando la terza giornata, però, l’alba ricciola schiuse,
io, la zagaglia presa con me. Preso il ferro affilato,
velocemente mossi dal legno, a scoprire d’intorno
se mai tracce vedessi di campi, se udissi una voce.
E sopra un’alta asceso vedetta di rupi, ivi stetti;
e ampie strade scorsi di là, vidi un fumo levarsi
dalla dimora di Circe, tra dense boscaglie e tra selve ... "

Odissea - Libro X
Omero


Ulisse dopo la dolorosa avventura nella terra dei Lestrigoni sbarca sull'isola Eèa e con i suoi compagni trascorre le prime due notti nei pressi della riva che rappresenta un accogliente rifugio e un porto sicuro. All'alba del terzo giorno il nostro eroe inizia la perlustrazione di questo luogo che apparentemente sembra disabitato, si inerpica per i 541 metri di quello che oggi viene riconosciuto come Monte Circeo e dall'alto scorge una rete di ampie vie, ma... Ettore Romagnoli, uno dei traduttori della famosissima epopea omerica si domanda:

" ... Come poté scorgere ampie vie, dove non sono che macchioni e foreste impenetrabili? ... "

E risponde:

" ... La terra stessa del Lazio risolve la difficoltà; e con un fenomeno quasi prodigioso. L’osservatore che, al principio d’aprile, salga su una tomba delI’Appia, volgendo attorno lo sguardo, può contemplare un singolare spettacolo. L’asfodelo (porrazzo) che apre per tutta la campagna i suoi fiori biancorosei, striati di violetto, in alcuni punti si addensa fittissimo, in lunghissime linee, che, ora diritte, ora sinuose, si perdono lontano pei campi. Sono antiche vie. L’asfodelo, che attecchisce di preferenza dove l’humus è poco profondo, si addensa naturalmente qui, dove appena un leggero strato di terriccio ricopre le pietre del lastrico. E alcune di queste linee fiorite disegnano un sistema di vie ben conosciute, al romano. Altre sono anteriori all’età classica, e furono abbandonate da quando i Romani conquistarono queste regioni. Le loro diramazioni non concordano con veruna delle città classiche; e molte si dirigono invece verso le Paludi Pontine. Queste furono un tempo fecondissime, le più fertili e più ricche del mondo preromano; e collegate con tutta una serie di rocche, le cui rovine coronano ancora le vette dei Lepini. Strade dovevano certo congiungere questi campi a quelle rocche: e queste appunto ebbe a scorgere Ulisse dalla eccelsa vedetta ... "

Prefazione Ettore Romagnoli -1926
Odissea
Omero


Quindi mi piace pensare al Pesce d'Aprile della natura che su antichi tracciati incorona di primavera le vie degli asfodeli e rivela il suo poetico inganno. Lei cela per poi regalare un magistrale effetto scenico che lega il presente al passato.


Buon Pesce d'Aprile !

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...