venerdì 30 giugno 2017

Le creature del bosco incantato

Narra la leggenda che inoltrandosi sul sentiero della fantasia sia possibile raggiungere il bosco incantato di Anima Mundi dove vivono delle creature magiche mimetizzate nell'ecosistema, decidono loro da chi farsi vedere e anche sotto quale forma. Ve ne presento alcune con il filtro dei miei occhi:


 L'Unicorno Sradicato Proboscideo.


 Il tenero Piramide Facciaflaccida.


Il Rospo Quadricorno.


 Dolci Labbra Mangiafoglie.


Arborea Muschiosa ( sulla destra ) che indossa una scarpa alta e con la gamba fa da scudo alla nuova nata Pietrasaura Muschiosa.


La Tarantola Disarticolata.


Il Pentaceratopo Muschiato di spalle che si abbevera al ruscello.

venerdì 23 giugno 2017

Parole incomprensibili - Insieme raccontiamo 22

Parole incomprensibili nell'incipit di Patricia Moll per Insieme raccontiamo 22; potete partecipare tutti, 300 battute o 300 parole che completino il racconto e un'immagine che serve da ispirazione. Il mio finale originario ha sforato il numero di parole permesse dal gioco per cui vi propongo le due versioni.


Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia.. 
Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e..... pace, appunto!
Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva vivere di vita propria. Prima di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codice che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.
Improvvisamente, parole di senso compiuto comparvero in mezzo alle stringhe insieme ad un brontolio strano che parve uscire dallo schermo. Parole incomprensibili..… come se fossero in un’altra lingua.
Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e…..

Patricia Moll


Si accorse che in alcune delle stringhe che seguivano i termini di senso compiuto c'erano delle lettere sottosopra: A - N - P - S - G - R - L, il brontolio invece ripeteva i vocaboli scritti; digitò sulla tastiera del PC la sequenza di lettere, lo schermo si riempì nuovamente di caratteri senza senso, pensò di aver dato l'ok per l'uccisione di quella piccola creatura tecnologica che per tanti anni era stata la sua memoria, allungò la mano per prendere il bicchiere di coca e rimase di sasso, sul vetro si leggevano delle parole, corse a prendere uno specchio e lo mise davanti al computer, la serie indecifrabile di segni era un messaggio scritto al contrario e diceva: -  « Sono in pericolo, la mia copertura è saltata, ho bisogno di supporto immediato. Chiunque riceva questo messaggio contatti l'AISE, il mio nome in codice è spaghetti all'amatriciana. » 
Sgranò gli occhi e si mise a ridere, qualcuno voleva giocare con lei, si alzò e andò a innaffiare le piante, aprì l'acqua, guardò il muro e richiuse l'acqua, prese le pagine bianche, cercò il numero dell'AISE e lo compose, appena sentì la presenza di un interlocutore prese fiato e senza pause disse: - « Non sono pazza, non sono ubriaca e non mi drogo, ho ricevuto un messaggio da spaghetti all'amatriciana che chiede il vostro supporto immediato. » 
L'uomo che stava all'altro capo del telefono riattaccò. 
Ritornò a innaffiare le piante, cenò e si addormentò davanti alla T.V. 
Il mattino seguente fu svegliata dal campanello, assonnata si infilò le pantofole e andò ad aprire la porta, un immenso mazzo di fiori copriva il fattorino che le disse: - «  Questi sono per lei. » Li prese, salutò, richiuse la porta, li poggiò sul tavolo e lesse il bigliettino d'accompagnamento: - « Sono vivo perché lei ha creduto in me, grazie da spaghetti all'amatriciana. »

Si accorse che in alcune delle stringhe che seguivano i termini di senso compiuto c'erano delle lettere sottosopra: A - N - P - S - G - R - L, il brontolio invece sembrava ripetere i vocaboli scritti alla rinfusa; digitò sulla tastiera del PC la sequenza di lettere, lo schermo diventò blu e si riempì nuovamente di un assemblaggio di caratteri senza senso che il brontolio continuava a riproporre, pensò di aver dato l'ok per l'uccisione di quella piccola creatura tecnologica che per tanti anni era stata la sua memoria, di sicuro l'aveva persa e non sarebbe riuscita più a recuperarla, allungò la mano per prendere il bicchiere di coca e rimase di sasso, sul vetro si leggevano delle parole, corse a prendere uno specchio e lo mise davanti al computer ed ecco il miracolo, la serie indecifrabile di segni era un messaggio scritto al contrario e diceva: - « Sono in pericolo, la mia copertura è saltata, ho bisogno di supporto immediato. Chiunque riceva questo messaggio contatti l'AISE, il mio nome in codice è spaghetti all'amatriciana. » 
Sgranò gli occhi e si mise a ridere, qualcuno voleva giocare con lei, si alzò e andò a innaffiare le piante, aprì l'acqua, guardò il muro e richiuse l'acqua, prese le pagine bianche, cercò il numero dell'AISE e lo compose, appena sentì la presenza di un interlocutore prese fiato e senza pause disse: -  « Non sono pazza, non sono ubriaca e non mi drogo, ho ricevuto un messaggio da spaghetti all'amatriciana che chiede il vostro supporto immediato. »
L'uomo che stava all'altro capo del telefono riattaccò: - « Bene!  » si disse  « Mi sono resa ridicola. »
Ritornò a innaffiare le piante, cenò e si addormentò davanti alla T.V. 
Il mattino seguente fu svegliata dal campanello, assonnata si infilò le pantofole e andò ad aprire la porta, un immenso mazzo di fiori copriva il fattorino che le disse: - « Questi sono per lei. » Li prese, salutò, richiuse la porta, li poggiò sul tavolo e lesse il bigliettino d'accompagnamento: - « Sono vivo perché lei ha creduto in me, grazie da spaghetti all'amatriciana. »

Sciarada Sciaranti

mercoledì 21 giugno 2017

" ... È giunto il giorno promesso ... "

Buon solstizio d'estate! 


" Or giunto è quel giorno per l'uomo
audace e paziente,
che vinse il dolore e il disgusto
e la stanchezza e sé stesso.
È giunto il giorno promesso.
O solstizio d'estate!
La man ritrovò, come nido
nel cavo del tronco vetusto,
le ricchezze della sua gente;
e come le uova lasciate
si raccolgono, ella raccolse
il retaggio della sua gente;
e non s'udì muovere ala
né pigolare nel nido
ma tutto era luce calore
odor di glebe odor d'erbe
fragranza di miele selvaggio
e fremito di biade
già fulvide nella pianura.
O solstizio d'estate,
annunzio della mietitura! ... " 

Maia -XVIII
Gabriele D'Annunzio

sabato 17 giugno 2017

Vola ignoranza


Vola ignoranza, diffondi il tuo seme sulla bocca degli stolti;
nascemmo per esser giudicati e farli sentire intelligenti.

Affreschi di una pensatrice folle
Sciarada Sciaranti


Aggiornamento 18 giugno 2017 ore 21.33

Gli stolti non useranno mai la loro ignoranza per apprendere, sanno già tutto, giudicheranno quello che non conoscono e si sentiranno dei grandi.
Io so di non sapere diceva Socrate...

Affreschi di una pensatrice folle
Sciarada Sciaranti

martedì 13 giugno 2017

Delle anfore è rimasta solo un'ansa


Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino
quando dorme colui che tesse
d'azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell'estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti quanti passetti
fa la tartaruga
Quante coppe di rugiada beve l'ape viziosa.

Emily Dickinson

martedì 6 giugno 2017

Lima la strana città triste


Piazza delle Bandiere - Lima

La cultura, la storia, la struttura e la topografia sono elementi distintivi che caratterizzano ogni città e ne determinano la definizione associata al nome, per cui così come Roma è Roma caput mundi, Praga la città d'oro, Parigi la città delle luci, New York la grande mela, Lima è conosciuta comunemente come la strana città triste, a dirlo per la prima volta fu Hermann Melville nel 1851 in Moby Dick ed esattamente nel capitolo in cui fa la sua brillante discriminazione sul color bianco si legge:

" ... E non è soltanto il ricordo dei terremoti distruttori di cattedrali, né gli stampedi del suo mare pazzo, né la mancanza di lacrime dei cieli aridi da cui non scende mai pioggia, né la vista della sua immensa distesa di guglie contorte, di coronamenti strappati, di croci che pendono come i pennoni ripiegati di flotte all'ancora, né i viali suburbani di mura che posano l'uno sull'altro come un mazzo di carte sparse, non sono soltanto queste cose che fanno di Lima arida la città più strana e più triste che ci sia. Perché Lima ha preso il velo bianco; e c'è un orrore più grande in questa bianchezza del suo dolore. Antica come Pizarro, questa bianchezza mantiene sempre fresche le sue rovine; non ammette il verde gaio della decadenza completa, e sparge sui bastioni diroccati il pallore rigido dell'apoplessia che paralizza le sue stesse distorsioni ... "


Fiume Rìmac

Melville la ritiene dunque arida, strana, triste, presa dal velo bianco e nonostante sia passato un po' di tempo io oggi sono d'accordo con lui. La città dei Re, chiamata originariamente così perché secondo la leggenda il luogo della sua fondazione fu scelto il 6 gennaio giorno dell'Epifania in cui si celebrano i Re Magi, cambia successivamente il suo nome in Lima riferendosi nella lingua degli aymara a un lima-limaq - fiore giallo tipico del territorio o nella lingua dei quechua al rimaq - parlatore, il fiume Rímac che da il nome alla valle nella quale fu costruita a partire dal 16 gennaio 1535 da Francisco Pizarro. Lima è quindi una città spagnola dell'America del Sud in cui si consolida il sincretismo tra i conquistatori cristiani e i popoli indigeni pagani.


Nel 1988 il suo centro storico entra a far parte del Patrimonio dell'Umanità. I suoi palazzi in stile coloniale sono impeccabili, i balconi di legno sono l'incantevole esempio di un'arte ormai perduta, ma da maggio a ottobre ha il cielo sempre coperto e non si vedono le stelle, il legame tra gli antichi Incas, la Croce del Sud e  le Pleiadi è così spezzato, inoltre  le garúas - le nebbie causano una fastidiosa umidità che ti si appiccica addosso.


Fiaccola dello Stadio Nazionale


Comando Congiunto delle Forze Armate


Museo storico militare di Lima - Centro Studi Militari


Busto dell'ex presidente peruviano Belaunde Terry con alle spalle il MALI - Museo d'Arte di Lima


Palazzo di Giustizia - Corte Suprema


Piazza Perù


Interno dell'ufficio di posta e telegrafo risalente al XIX secolo  


Casa della Letteratura Peruviana ex stazione ferroviaria costruita nel 1912


Calle De Pescaderia è la via dove si trova la Casa del Rastro e conduce alla Chiesa e al Monastero di San  Francesco. I rettangolini numerati e colorati sulla destra rappresentano i vari strati di pittura stesi su quella originale che doveva essere grigia.


Sulla sinistra in bianco la Casa del Rastro sede dell'Ufficio storico della Municipalità di Lima e in fondo il campanile del Monastero di San Francesco


Campanili della Chiesa di San Pedro realizzata su commissione della Compagnia di Gesù tra il 1568 e 1638



venerdì 2 giugno 2017

"... Una, libera e democratica ... "

" ...Tutto ciò non è stato elargito dalla sorte. Una, libera e democratica come voi la vivete, la Repubblica fu conquista di tutto il nostro popolo, voluta e tenacemente costruita dalle generazioni che vi precedettero al prezzo di un duro impegno di cui noi anziani siamo i testimoni.
Di qui il significato della Resistenza, che fu fatto genuino di popolo, momento altissimo di unità e di consapevolezza di una nazione intera che volle riappropriarsi del suo destino in nome degli ideali più puri e perenni della nostra civiltà...
...Viva la Repubblica!
Viva l'Italia! "


Messaggio del 
Presidente della Repubblica
Sandro Pertini 
alle Forze Armate per la
Festa della Repubblica


Palazzo del Quirinale, 2 giugno 1985

Buona Festa della Repubblica a voi!

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