domenica 29 luglio 2012

M'ama ?




" ...Come tu sai,
ch’ei m’ama?... amarmi?... Ei m’odia,
com’io pur l’odio. – Io l’odio? – Ah! no: ma taci.
Basti sin qui; non mi turbar nell’alma
gli affetti che sopir tento... "

Tieste - Atto I° scena III
Ugo Foscolo

Per la traduzione Google

" ... Come sai tu,
che lui ama me?... Amarmi?... Lui mi odia,
come io anche lo odio. - Io odio lui? - Ah! no: ma taci.
Basta adesso; non mi turbare nell'anima
gli affetti che tento di sopire... "



giovedì 26 luglio 2012

Quando la dignità vola sull'indifferenza

"Lo Stato deve governare attraverso il governo degli spiriti, non attraverso lo sconvolgimento delle esistenze."
François Guizot

Con questo post partecipo all'iniziativa di Carla Colombo del Blog ArteCarlaColombo che ha pensato di dare la giusta e meritata visibilità ad una interessante lettera scritta al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano, dall'amico  Aldo Accardo del blog Via della Polveriera
   

LETTERA APERTA (già inviata e ancora senza risposta)
Roma 3 luglio 2012
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL GOVERNO ITALIANO
Palazzo Chigi – Piazza Colonna – Via del Corso
R O M A

Oggetto: TAGLI ALLA SANITA'

Professor Mario Monti, Tu ricopri attualmente questa carica e da Te e naturalmente dai Ministri e dai Sottosegretari del Governo Italiano noi cittadini Italiani ci aspettavamo e ci aspettiamo ancora
quella "equità" da Te molte volte promessa. Capisco che per attuare un programma di austerità e di sacrifici per rimettere a posto l'economia italiana dopo i disastri attribuibili sia alla crisi mondiale, sia a quella europea in particolare e sia infine alla incompetenza di chi Ti ha preceduto, Tu devi ottenere e rispettare le delibere del nostro Parlamento e non solo, però ci sono stati e temo ci saranno, dei provvedimenti che sono lontanissimi dalla "equità" tanto declamata.
Vengo subito al punto. Sono un cittadino italiano nato a Roma nel 1930, pensionato INPS cat. IO, invalido al 100% - vero e non falso – sposato con una donna anch'essa nata a Roma nel 1928, pensionata sociale INPS, invalida al 100% con diritto d'accompagno. Lei è assistita da una signora rumena regolarmente assunta e retribuita per la quale verso i regolari contributi. Il nostro unico figlio nato a Roma nel 1959, sposato, due figlie studentesse, ci aiuta il più possibile non soltanto ecconomicamente. Evito di elencarTi qui tutti i guai fisici che affligono me e mia moglie ma potrei parlarTi del mare di guai economici in cui ci troviamo e ci troveremmo ancora di più ove venissero effettuati i tagli che state preparando. Se richiesto lo farò, magari a parte, con documentazione certificata unitamente alla situazione reddituale completa dalla quale risultano gli unici redditi che abbiamo e che si limitano soltanto ed unicamente alle pensioni INPS che percepiamo. Non possediamo altri redditi di alcun tipo e non siamo proprietari neppure della casa dove abitiamo. Da quello che farei avere si potranno facilmente effettuare gli opportuni accertamenti così che si possa controllare quello che vado affermando. A parte le spese per l'assistenza di mia moglie, nonchè le bollette mensili, bimestrali e via dicendo mi potresti dare un consiglio come continuare a vivere con quello che percepisco e con quello che costa la vita attualmente?
Ti scrivo questa lettera perché ho letto un articolo su un quotidiano che, riguardo la pubblica amministrazione, "non passa il tetto alle pensioni" e che descrive in dettaglio le vostre pensioni e quelle di altri dirigenti che a me hanno suscitato non poca rabbia. Credimi Professore, non invidia, ma impotenza di fronte a queste e ad altre iniquità – vedi privilegi – che governanti, politici, sottobosco ed ex appartenenti alle istituzioni, godono, hanno goduto e continueranno a godere per tutta la loro vita. Posso dare a Te e a chi frequenta i "palazzi" a qualsiasi livello un suggerimento che è ovviamente una provocazione e che forse a qualcuno di voi non dispiacerebbe.
Emanate un decreto legge che istituisca le "camere a gas" di nazista memoria in modo da eliminare i "parassiti" come noi.
Oppure una mia proposta alternativa, che a me pare ragionevole, può essere quella di ottenere dallo Stato un contributo mensile vita natural durante pari al costo del ricovero ospedaliero di mia moglie per cinque giorni. Credo che ne potranno ricavare un beneficio non indifferente sia lo Stato a tutti i livelli, sia l'ospedale, sia la persona da curare e assistere dentro la propria dimora e a proprie spese grazie al vostro contributo. Ovviamente tale proposta vale anche per altri che si trovano nelle mie stesse condizioni.
E, Ti prego, non rispondermi "c'è chi sta peggio" perchè questo è scontato e non è sostenibile.
Buon lavoro,
aldo accardo.

ps. auspico una cortese e rapida risposta.


lunedì 23 luglio 2012

"...D'eterno foco un drago..."



"...D'eterno foco un drago ancora apparse,
Di veneno*, e di sguardo oscuro, e fosco.
E' ver, ch'alcun mai non uccise, od arse,
E non curò d'oprar fiamma, ne tosco*,
Se non s'alcuno in van volle provarse
D'involar l'aureo pregio* à l'aureo bosco..."


Le Metamorfosi - Libro VII°
Publio Ovidio Nasone

veneno*= veleno
tosco*= veleno, in questo caso può indicare la quieta e ammansita rudezza o brutalità del drago che si risveglia solo se provocata 
l'aureo pregio* = il Vello d'oro, il mantello dorato di Crisomallo,  l'ariete alato incline al volo e dai poteri magici, che conosceva il linguaggio degli uomini e guariva le ferite.
Il re beota Atamante figlio di Eolo e di Enarete sposa la dea delle nubi Nefele figlia di Zeus, ma la loro unione si interrompe quando Atamante si innamora di Ino figlia di Cadmo e Armonia con cui concepisce Learco e Melicerte che diventano il motore scatenante dell'odio che Ino inizia a provare per Elle, Frisso e Leucone, i figli che Atamante ha avuto da Nefele, un odio il suo, così profondo che la porta a usare un'abile strategia per liberarsi di loro. Ino  con il sostegno di tutte le donne beote fa seccare tutti i semi di grano che possiedono, provocando una dannosa carestia che secondo i messaggeri dell'oracolo di Delfi, corrotti dal vil denaro elargito da Ino, può essere superata solo attraverso un sacrificio a Zeus sul monte Lafistio che vuole come vittime proprio i figli di Atamante e Nefele, il re non può che prendere atto del volere degli dei e si adopera affinché il sacrificio venga eseguito, ma Nefele vuole salvare i suoi figli e aiutata dal dio Ermes che le dona Crisomallo li fa fuggire in dorso all'ariete, durante il volo però Elle cade nello stretto di mare chiamato "Ellesponto - Mare di Elle" oggi conosciuto come Mare di Marmara e annega o, in una seconda versione, viene salvata da Poseidone che la rende sua sposa e madre di Almopo, Edono e Peone, mentre Frisso riesce a raggiungere il regno di Eete nella Colchide e offre al re il sacrificio dell'ariete Crisomallo il cui mantello verrà custodito nel bosco sacro da un drago per poi essere rubato da Giasone, Medea e gli Argonauti, con lo scopo di riconquistare il trono di Iolco usurpato dal fratellastro Pelia al re Esone padre di Giasone.

Il mito del Vello d'oro  probabilmente nacque dall'antico uso della pelliccia degli arieti come setaccio per le pagliuzze d'oro che si incastravano tra le fibre di lana e come metafora della ricerca dei dorati chicchi di grano fonte preziosa di sostentamento.


Per la traduzione

"...Di eterno fuoco un drago ancora apparve,
Di veleno e di sguardo oscuro, e fosco.
E' vero, che alcuno mai non uccise, o arse,
E non si curò di adoperare fiamma, ne (di essere) rude,
Se non (quando) alcuno invano volle provare 
A sottrarre l' aureo pregio all'aureo bosco..." 

venerdì 20 luglio 2012

Prestanza muscolare



" ... Erano fosche le di lui membra, come arse al raggio estivo in questi cimenti, e lanuginose per virile robustezza mostravano i turgidi muscoli in quel modo che gli scultori sogliono rappresentare Ercole..."

Il lottatore - Le avventure di Saffo, poetessa di Mitilene
Alessandro Verri

P.S. la scultura che vedete nelle foto è una roccia modellata dal tempo, è assolutamente naturale e non ha subito alcun intervento da parte di mano umana.

domenica 15 luglio 2012

Gocce di rugiada



" ... Bel veder de le due gote 
Sul vivissimo colore
Splender limpido madore,
Onde il sonno le spruzzò:

Come rose ancora ignote
La freschissima rugiada,
Sovra cui minuta cada 
Che l’aurora distillò ..."


Le nozze
Giuseppe Parini

martedì 10 luglio 2012

Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno

Questa è la storia di quattro individui: Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno. Bisognava fare un lavoro importante e si chiese a Ognuno di occuparsene. Ognuno si assicurò che Qualcuno lo facesse. Chiunque avrebbe potuto occuparsene, ma Nessuno non fece mai niente. Qualcuno s'arrabbiò perché considerava che per questo lavoro Ognuno fosse responsabile. Ognuno credeva che Chiunque potesse farlo, ma Nessuno mai si rese conto che Ognuno non avrebbe fatto niente. Alla fine Ognuno rimproverò Qualcuno per il fatto che Nessuno non fece mai quello che Chiunque avrebbe dovuto fare. 

Anonimo

Di seguito vi propongo due interessanti iniziative di sensibilizzazione: 
la prima riguarda il nostro paese 



La seconda l'umanità

Kalashnikov, zappe e scalpelli in mano agli uomini di Ansar Dine danneggiano al grido di “Allah akbar” (Dio è grande) i mausolei considerati l’eredità di un mondo idolatra. Islamisti integralisti che hanno ormai occupato tutto il nord del Mali, hanno infatti distrutto sette tombe antiche nel Paese e l’entrata della moschea Sidi Yeyia a Timbuktu. Una porta che secondo alcuni veniva mantenuta chiusa da lungo tempo perché la sua apertura avrebbe portato sfortuna. Ne volevano così sfatare il mito. Un destino simile a quello dei Buddah di Bamyan in Afghanistan, e delle tombe dei seguaci di Maometto in Arabia Saudita.
L’assalto da parte dei militanti armati del gruppo fondamentalista di Ansar Dine, che ha legami stretti con Al-Qaeda, è stato lanciato appena due giorni dopo che l’Unesco ha dichiarato la città come un luogo in via di estinzione a causa del persistere della violenza nel nord del Mali. Secondo l’Unesco Timbuktu oltre alle tre moschee possiede 16 cimiteri e mausolei, ed è sede di quasi 100.000 manoscritti antichi, alcuni risalenti al dodicesimo secolo, conservati nelle case delle famiglie e in biblioteche private sotto la cura di studiosi religiosi. Un tesoro ora a rischio.
Ludovica Amici 
Il Fatto Quotidiano

Tutti insieme per Timbuctu: Un post di massa per spargere la voce e sperare nella salvezza


"Jhon Ruskin, studioso del restauro e fondatore 
di quella che Camillo Boito definì "corrente ruinista"
era convinto che i monumenti e le opere d'arte fossero un patrimonio collettivo appartenente a tutta l'umanità, intesa come coloro che sono, coloro che furono e coloro che verranno e che quindi, come tali, andassero conservati e preservati nella loro interezza e mai, per nessuna ragione, distrutti"  

Dal blog Il tempo ritrovato

Chiunque reputi importante partecipare può cliccare sui link di questi due blog amici per un copia incolla

"C'è una grande differenza tra la ribellione e il fatto di rifiutare un qualcosa. Ribellarsi significa contrapporsi con dignità e identità verso ciò a cui ci si ribella; il rifiuto invece è solo una fuga senza responsabilità"

Carl William Brown

lunedì 9 luglio 2012

Il pescatore

" ... Prendo ciò che il mio grande ospite m’offre,
che dona, cupo brontolando in cuore,
ma dona: il mare fulgido e canoro,
ch'è sordo in vero, ma più sordo è l'uomo ... "


Il pescatore
Giovanni Pascoli





giovedì 5 luglio 2012

Il Congresso degli Arguti - Il Facchino

Vi svelo un segreto, tra tutte le statue parlanti quella del Facchino, in marmo Caristo - cipollino antico, che rappresenta un uomo con indosso la divisa tipica dei portatori d'acqua e di vino e che tiene tra le mani un caratello* zampillante alimentato dall' acquedotto dell'Acqua Vergine è la mia preferita perché ricorda un antico mestiere semplice, umile e ormai scomparso. 

Caratello*= contenitore di legno a forma di botte con una capienza variabile tra i 25 e i 200 litri


Questa fontana nasce tra il 1586 e il 1598 probabilmente per volere della "Corporazione degli Acquaroli", il Vanvitelli in una sua perizia del 1751 l'attribuisce a Michelangelo mentre il D'Onofrio l'attribuisce a Jacopo Del Conte la cui vena artistica di ispirazione michelangiolesca avrebbe indotto il Vanvitelli in errore (alcuni ritengono che fu lo stesso Jacopo Del Conte a pagare la sua opera che, pur messa a disposizione del pubblico, doveva abbellire la facciata del palazzetto in cui abitava); originariamente il Facchino faceva parte della facciata di Palazzo Grifoni in via del Corso a fronte della chiesa di San Marcello, ma, nel 1872, per preservare la fontana ferita dagli urti delle carrozze e dalle sassate dei ragazzi che vi giocavano intorno venne spostata in via Lata e addossata a palazzo De Carolis che aveva inglobato nel frattempo palazzo Grifoni e palazzo Del Ponte, in questo spostamento il Facchino perse la sua edicola architravata, la vasca notevolmente più ampia e un'epigrafe scritta dall'abate Godard che recitava:


" Abundio Ritio
in publicis stillicidiis coronato
in ligandis super ligandisque sarcinis
expertissimo
Qui vexit quantum volvit
Vixit quantum potuit
et dum vini cadum intus
et exstra portabat
nolens obit "

" A Abbondio Rizio
coronato sul pubblico marciapiede
nel legare e sollevare fardelli
espertissimo
il quale portò quanto peso volle
visse quanto potè
ma un giorno mentre un barile di vino in spalla
e un altro in corpo portava
morì senza volerlo "


Quest'iscrizione oltre a svelare il nome del personaggio scolpito: Abbondio Rizio* e il suo apprezzamento per il vino, ricordava lo strano rituale a cui dovevano sottoporsi i nuovi facchini: i colleghi più anziani dopo averli incoronati con una corona fatta di bieta e verdure, gli facevano ripetutamente battere il sedere sul marciapiede ( in pubblicus stillicidiis coronato ), nel punto esatto della postazione a loro riservata, la cerimonia che costituiva l'ufficiale presa di possesso del luogo di lavoro, si concludeva sempre allegramente in osteria.

Abbondio Rizio*= L'immaginazione popolare riconosceva nel volto del Facchino quello di Martin Lutero o quello del gesuita Marco Antonio De Dominis, che imprigionato a Castel Sant'Angelo su ordine  di Paolo VI, si avvelenò 


Nel 573 i Goti nel tentativo di espugnare la città difesa dal brillantissimo generale bizantino Bellisario danneggiarono gravemente tutti gli acquedotti che successivamente subirono numerosi interventi di riattivazione delle condutture, ma non sufficienti per il ripristino delle innumerevoli fontane di Roma e il popolo sotto questa carestia usufruiva dell'acqua del Tevere per lavarsi e quella dei facchini per bere, durante il giorno, dietro modesto compenso l'acqua era venduta in strada o portata a destinazione fin dentro casa in botti e botticelle riempite volutamente di notte alla fontana di Trevi probabilmente per evitare di pagare la tassa sull'acqua citata in un documento del 1500: " Che qualunque acquarolo che piglia acqua dalla fontana di Trevi de continovo tutto lo anno, paghi in tutti julii cinque: item, che tutti cavalli et muli che caricano acqua alla fontana, paghi baiocchi cinque per ciasche bestia ".
Tra il 1572  e il 1585 Gregorio XIII decise di promuovere un'opera di ristrutturazione profonda degli acquedotti che diede come risultato finale il ritorno abbondante dell'acqua a Roma il che decretò nel 1590 la fine del mestiere di approvvigionatore d'acqua, e facendo attenzione alle date si nota che la fontana del Facchino "prendeva vita" proprio quando questo mestiere stava morendo.


Al marmo di via lata Gian Battista Marini dedicò questo madrigale:

" O con che grato ciglio,
Villan cortese, agli assetati ardenti
Offri dolci acque algenti
Io ben mi meraviglio
Se vivo sei, qual tu rassembri a noi,
Come in lor mai non bagni i labri tuoi.
Forse non ami i cristallini umori,
Ma di Bacco i licori! "


Post dedicati al Congresso degli Arguti

lunedì 2 luglio 2012

Premi Pensiero Ribelli

I nostri blog potrebbero essere paragonati a delle società quotate in borsa ed ognuno di noi sarebbe un'azione delle società a cui scegliamo di aderire e in definitiva di rappresentare e da cui essere rappresentati, pertanto nel momento in cui una di esse riceve dei premi li condivide con i rappresentanti rappresentati.
Quelli che vi presento in ordine di arrivo, di cari amici che ringrazio, sono dei Premi Pensiero Ribelli che non hanno regole da seguire, liberi di essere prelevati o meno.

"I pensieri sono spiriti in movimento come le onde del mare che fanno sentire la loro voce infrangendosi sulla riva."
 Romano Battaglia


Premio Pensiero Ribelle ideato da Tomaso

"Il pensiero è il patrimonio comune dell'umanità, ed è per esso che i popoli comunicano attraverso il tempo e lo spazio e formano davvero una sola famiglia. Esso è l'anima dell'universo di Platone, e conviene onorarlo dovunque si manifesta."
 Giuseppe Guerzoni



Premi Pensiero Ribelli di Mirta

"Non si entra nel pensare affermando d'essere il migliore. Non cerchiamo la saggezza per eccellenza, ma per difetto."
 André Glucksmann


Premio Pensiero Ribelle ideato da Enrico

Chiunque voglia prelevare uno o tutti i Premi Pensiero Ribelli può cliccare sul nome degli amici che li hanno donati e se doveste riscontrare qualche difficoltà fatemelo sapere che provvederò personalmente a spedirvi il logo tramite mail.

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